lunedì 14 giugno 2010

Situazione PNG al termine di Chapter 2: The Hydra Affair

NomeStatusLocalità
Joanna Samitn.a.Fuggita dal Jackson Memorial Hospital, Miami – attualmente contumace
Michael DowSanoArrestato al rendez-vous con Joanna Samit. Detenuto presso Dade Correctional Institution, Florida City, Florida
Leonard ShatSanoArrestato al rendez-vous con Joanna Samit. Detenuto presso Dade Correctional Institution, Florida City, Florida
Jeremy KingstonSanoArrestato. Detenuto presso Federal Correctional Complex, Petersburg, Virginia
Rupert Henshaw IIIn.a.Probabile cambio d'identità dopo la sparatoria a Paramaribo
Axel SneijderMortoDeceduto durante la sparatoria a Paramaribo
Roberto Silvera, Jan BedecktMortiGuardie della New World Enterprises, deceduti durante la sparatoria a Paramaribo
Miguel Gomezn.a.Guardia della New World Enterprises, preso in consegna dal distaccamento CIA di Paramaribo

N.B.: per i personaggi non citati non ci sono state variazioni di stato significative durante l'avventura conclusa.

Chapter 2: The Hydra Affair - Parte 3


Paramaribo, Suriname. (Image courtesy of Wikipedia)

Contrariamente a quanto ipotizzato precedentemente, il Governo non autorizza l'impiego degli aerei militari: gli Agenti quindi partono per Paramaribo utilizzando un jet dell'Agenzia Delta.
In loco li attende l'agente della CIA Art Baker, al quale viene chiesto di seguire Sneijder all'uscita dall'aeroporto.
Giunti in Suriname, gli Agenti raggiungono Baker presso la destinazione del mercenario: com'era logico supporre si tratta della sede della New World Export, presso il porto.

Baker e l'Agente A.M. rimangono di guardia all'esterno mentre gli Agenti si introducono nell'edificio, all'interno del quale non c'è nessuno: evidentemente gli occupanti si sono allontanati attraverso un'uscita posta sul lato opposto dell'edificio rispetto a quello sorvegliato.
Il magazzino al piano terra appare vuoto, eccezion fatta per alcuni pallet e mezzi di movimentazione merci.
Nell'ufficio al piano superiore, invece, viene trovato un PC portatile con i registri del transito merci nel magazzino, oltre all'archivio cartaceo dei documenti di trasporto.

L'analisi degli archivi rivela una normale attività di smistamento merci tra aziende europee ed americane, tranne per quanto riguarda una serie di voci per le quali il luogo di destinazione non è riportato: sui documenti di trasporto corrispondenti, il luogo di consegna è la NWE stessa, mentre appare evidente che i beni siano stati trasportati in altri luoghi.

Poco dopo, Rupert Henshaw fa il suo ingresso nell'ufficio, informando gli Agenti che i loro colleghi Baker e A.M. sono stati catturati: per la loro incolumità è quindi opportuno che gli Agenti seguano Henshaw al piano inferiore senza fare scherzi.

Giunti al fondo delle scale, essi vengono fronteggiati da Sneijder e tre guardie armate della NWE, che intimano agli Agenti di abbassare le armi. Al mancato rispetto della richiesta, una guardia ferisce Baker alla gamba.
Ne consegue uno scontro a fuoco, durante il quale due guardie vengono uccise, che termina con la resa da parte di Sneijder e del terzo uomo armato. Henshaw, dal canto suo, si dimostra interessato a non far fuggire il sudafricano, e spalleggia gli Agenti.
Disarmato e circondato, Sneijder decide di suicidarsi con quella che ad un primo esame appare una capsula di cianuro nascosta in un dente.

La sparatoria, sebbene avvenuta in un luogo isolato, è stata comunque segnalata alla polizia, e si sentono le sirene in avvicinamento: gli Agenti pertanto fuggono dal magazzino, portandosi dietro anche la terza guardia, Henshaw e il cadavere di Sneijder.

Raggiunta la "safe house" messa a disposizione dall'agente Baker, e somministrate le opportune medicazioni, Henshaw svela i retroscena dell'accaduto: egli è un agente MI6 (identità verificata dall'Agente L.C. con Charles Hume del MI6), con l'incarico di ottenere la fiducia di Vercauteren per svelare alcuni traffici sospetti che hanno allarmato il Governo britannico.
Nonostante non sia autorizzato a fornire ulteriori dettagli sulle motivazioni del proprio Governo, Henshaw restituisce la chiavetta con i dati prelevati alla Pegasus Systems (una copia dei dati, corrotta da un virus appositamente realizzato per distruggere i sistemi informativi e le informazioni presenti sui loro server, è stata recapitata alle Vercauteren Enterprises), e fornisce agli Agenti alcuni ragguagli sulle registrazioni sospette di merci presso la NWE: si tratta di materiali elettronici ed informatici provenienti da svariate multinazionali operanti in Europa (Siemens, Philips, e così via), ma la loro destinazione è ignota.
I beni sono sempre stati prelevati presso il magazzino da manipoli evidentemente paramilitari, utilizzando camion le cui targhe risultano appartenenti ad altri veicoli rubati.
Nonostante sui registri appaiano svariati nominativi, le consegne sono sempre state prese in carico da tre distinti responsabili, di cui l'inglese conosce i veri nomi: oltre al già noto Dragan Bregovic, tali Werner Linz e Reinhard Galt (quest'ultimo dal modo di fare particolarmente inquietante). Se la copertura fosse durata più a lungo, Henshaw avrebbe tentato di agganciare un segnalatore ai loro mezzi per cercare di capire dove vengano trasportati i materiali, ma la diversa piega presa dalla vicenda ha eliminato questa possibilità.

Quindi Henshaw si congeda, e gli Agenti fanno ritorno a Washington con i dati della Pegasus Systems, mentre la guardia ancora viva viene presa in consegna dal distaccamento CIA di Paramaribo.


Washington, DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

La sessione si conclude con il briefing riassuntivo presso l'ufficio di McGraw, presenti anche il dottor McCallum e Byron, i quali affermano di aver tentato di attivare la centralina di comando presente sul corpo del "Trasformista", ma senza esito (probabilmente i valori di tensione/corrente non erano quelli corretti).
Byron inoltre informa gli Agenti del fatto che la lega sconosciuta presente nella tuta si deteriora velocemente disgregandosi, a meno di conservarla all’interno di una teca in precise condizioni di temperatura, umidità e campo elettrico.

Ad un certo punto del briefing, la segretaria annuncia la visita dell’agente Henry Carver della Homeland Security.
McGraw procede a convocare l'Agente René Dubois nell’ufficio e successivamente dà istruzioni alla segretaria affinché Carver sia fatto entrare.
Dubois si siede in disparte, apparentemente senza fare nulla.

Carver, evidentemente una vecchia conoscenza di McGraw, è accompagnato da un collega in abiti civili ma dall’aspetto militare, e richiede che gli venga consegnato il corpo del "Trasformista" e la sua attrezzatura per ragioni di sicurezza nazionale.
McGraw controbatte affermando che le verifiche non sono ancora concluse: a questo punto Carver pare concentrarsi un attimo, salvo poi rimanere contrariato, guardando con risentimento Dubois.
A quel punto, sorridendo, McGraw gli consente di procedere all’acquisizione del corpo e della muta del "Trasformista". Carver, soddisfatto, esce quindi dalla stanza con il proprio collega, e Dubois viene congedato.

Per rispondere allo stupore dei presenti riguardo all'accaduto, McGraw dichiara semplicemente che, come gli Agenti hanno già avuto modo di riscontrare, esistono persone che hanno delle "caratteristiche particolari", e di aver cercato di far capire a Carver che non può sempre fare come gli pare e piace in ogni contesto.
Gli Agenti vengono quindi congedati, mentre il Direttore promette di cercare di reperire ulteriori informazioni dal governo inglese.

Fine episodio

lunedì 7 giugno 2010

Chapter 2: The Hydra Affair - Parte 2


Washington, DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

L'Agente V.F. si reca a Washington per essere messa al corrente degli sviluppi delle analisi effettuate sul cadavere del "Trasformista" e sull'attrezzatura trovata in possesso suo e di Joanna Samit.
L'Agente L.G. (ATF) di ritorno da una missione all'estero, viene aggregato alla squadra.

L'autopsia effettuata dal dott. Scott McCallum rivela quanto segue: il "Trasformista" è un maschio caucasico di circa 32 anni, alto 1,78 m, glabro e con i lineamenti poco definiti.
Le impronte digitali sono abrase e l'intera dentizione è stata ricostruita: non compare alcun codice identificativo sui perni utilizzati per fissare le protesi.
La sua epidermide è rivestita di ricettori in nanotecnologia connessi alla sua rete neurale.
Le ossa delle braccia e delle gambe sono state modificate attraverso un sistema meccanico che consente di variarne la lunghezza: anche questo impianto è connesso al sistema nervoso del soggetto.
Alla base del cervelletto è stato installato un dispositivo elettronico: si tratta di una centralina di comando, apparentemente pilotata dai segnali dei neuroni cerebrali.

Gli Agenti suggeriscono a questo punto di provare ad alimentare esternamente la centralina per capire cosa accada: questo verrà effettuato in un secondo tempo dal dottore con l'ausilio del tecnico di laboratorio.

V.F. e L.G. si recano quindi da quest'ultimo, Adam Byron, che riepiloga le caratteristiche delle dotazioni dei due personaggi.

Il soprabito di Joanna Samit, come i suoi pantaloni, è realizzato in Kevlar ultraleggero, da cui si spiega l’alta resistenza al danno subito durante la sparatoria.
L'equipaggiamento in suo possesso comprende:
• Pistola 9 mm
• Cellulare
• Tesserino “New World Export”
• Portafoglio con 300$

La memoria del cellulare contiene alcuni numeri (le sedi della NWE e delle altre imprese delle Vercauteren Enterprises, il numero di casa della madre), ed alcuni messaggi inviati e ricevuti che però non producono informazioni utili.

La tuta del "Trasformista" è costituita da fibre tessili sintetiche resistenti (simili al Kevlar utilizzato nei vestiti della Samit) intrecciate a filamenti di un materiale non identificato: ad un esame approfondito, la superficie della muta è costituita da una serie di micro celle esagonali di circa 5 mm di lato.
In corrispondenza di ogni cella, all’interno della tuta è presente un contatto (realizzato con lo stesso materiale sconosciuto) che si adatta al contatto corrispondente sulla pelle del soggetto.
Secondo successive analisi risulterà essere una lega superconduttrice di titanio e di un metallo sconosciuto, il cui numero atomico è superiore a 140.


Norfolk, VA, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Nel frattempo gli altri Agenti cominciano la sorveglianza su Jeremy Kingston.
L'Agente L.C. contatta la Pegasus Systems, ma il tecnico risulta essere già uscito per recarsi, come sua consuetudine, in palestra.
Gli Agenti si recano presso la palestra, dove L.C. e N.S. effettuano una prima ispezione fingendo di volersi iscrivere. Kingston viene individuato mentre si allena: la sensazione è che stia aspettando qualcuno. Col passare del tempo consulta in modo sempre più ansioso l'orologio, finché rientra nello spogliatoio, per uscirne sconvolto e dirigersi a casa in uno stato di grande agitazione.
Arrivato a casa, il tecnico tenta di mettersi in comunicazione con un numero di cellulare (corrispondente ad una tessera ricaricabile) che però risulta disattivato. Infine, con sorpresa degli Agenti, contatta direttamente la NSA, chiedendo dell'Agente Henshaw.
Gli Agenti L.C. e N.S. si presentano alla sua porta e, dopo aver vinto la diffidenza di Kingston, apprenderanno che Henshaw e Samit hanno avvicinato l'uomo spacciandosi per Agenti NSA, chiedendogli di provare a portare fuori dalla Pegasus Systems i dati relativi al progetto Hydra, allo scopo di verificare i protocolli di sicurezza dell'azienda. Il tutto, ovviamente, nell'interesse della sicurezza nazionale.
Egli avrebbe dovuto consegnare ad un altro agente NSA una chiavetta USB (che aveva celato nella fibbia dei pantaloni) questo pomeriggio in palestra, ma nessuno si è presentato e quando Kingston è rientrato nello spogliatoio ha scoperto che la chiavetta era sparita.

Gli Agenti A.M. e F.M., dopo aver verificato che la zona della casa di Kingston non sia sotto sorveglianza da parte di qualche cecchino, ritornano alla palestra: lo spogliatoio viene perquisito e una chiavetta corrispondente a quella di Kingston individuata, rivelandosi tuttavia una coincidenza.
Esaminando i filmati della sorveglianza con l'aiuto dell'impiegata della palestra, viene individuato un uomo entrato poco dopo il tecnico ed uscito una decina di minuti più tardi.
L'esame incrociato dei database di Interpol e CIA lo identificano successivamente come il mercenario sudafricano Axel Sneijder, personaggio noto per la sua partecipazione in svariate azioni di guerra in Africa. Si reputa che da qualche anno si sia trasferito in Colombia al soldo dei Narcos.
Una ricerca sui registri aeroportuali evidenzia l'imbarco di un passeggero (i cui dati anagrafici corrispondono ad una delle identità utilizzate in passato da Sneijder) dall'aeroporto di Washington Dulles tre ore prima, con destinazione Paramaribo.

Gli Agenti informano McGraw dell'esito delle indagini, e l'Agente L.C. suggerisce di farsi trasportare a Paramaribo utilizzando alcuni aerei militari della U.S. Naval Station di Norfolk.

(fine Parte 2 - continua...)