lunedì 7 giugno 2010

Chapter 2: The Hydra Affair - Parte 2


Washington, DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

L'Agente V.F. si reca a Washington per essere messa al corrente degli sviluppi delle analisi effettuate sul cadavere del "Trasformista" e sull'attrezzatura trovata in possesso suo e di Joanna Samit.
L'Agente L.G. (ATF) di ritorno da una missione all'estero, viene aggregato alla squadra.

L'autopsia effettuata dal dott. Scott McCallum rivela quanto segue: il "Trasformista" è un maschio caucasico di circa 32 anni, alto 1,78 m, glabro e con i lineamenti poco definiti.
Le impronte digitali sono abrase e l'intera dentizione è stata ricostruita: non compare alcun codice identificativo sui perni utilizzati per fissare le protesi.
La sua epidermide è rivestita di ricettori in nanotecnologia connessi alla sua rete neurale.
Le ossa delle braccia e delle gambe sono state modificate attraverso un sistema meccanico che consente di variarne la lunghezza: anche questo impianto è connesso al sistema nervoso del soggetto.
Alla base del cervelletto è stato installato un dispositivo elettronico: si tratta di una centralina di comando, apparentemente pilotata dai segnali dei neuroni cerebrali.

Gli Agenti suggeriscono a questo punto di provare ad alimentare esternamente la centralina per capire cosa accada: questo verrà effettuato in un secondo tempo dal dottore con l'ausilio del tecnico di laboratorio.

V.F. e L.G. si recano quindi da quest'ultimo, Adam Byron, che riepiloga le caratteristiche delle dotazioni dei due personaggi.

Il soprabito di Joanna Samit, come i suoi pantaloni, è realizzato in Kevlar ultraleggero, da cui si spiega l’alta resistenza al danno subito durante la sparatoria.
L'equipaggiamento in suo possesso comprende:
• Pistola 9 mm
• Cellulare
• Tesserino “New World Export”
• Portafoglio con 300$

La memoria del cellulare contiene alcuni numeri (le sedi della NWE e delle altre imprese delle Vercauteren Enterprises, il numero di casa della madre), ed alcuni messaggi inviati e ricevuti che però non producono informazioni utili.

La tuta del "Trasformista" è costituita da fibre tessili sintetiche resistenti (simili al Kevlar utilizzato nei vestiti della Samit) intrecciate a filamenti di un materiale non identificato: ad un esame approfondito, la superficie della muta è costituita da una serie di micro celle esagonali di circa 5 mm di lato.
In corrispondenza di ogni cella, all’interno della tuta è presente un contatto (realizzato con lo stesso materiale sconosciuto) che si adatta al contatto corrispondente sulla pelle del soggetto.
Secondo successive analisi risulterà essere una lega superconduttrice di titanio e di un metallo sconosciuto, il cui numero atomico è superiore a 140.


Norfolk, VA, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Nel frattempo gli altri Agenti cominciano la sorveglianza su Jeremy Kingston.
L'Agente L.C. contatta la Pegasus Systems, ma il tecnico risulta essere già uscito per recarsi, come sua consuetudine, in palestra.
Gli Agenti si recano presso la palestra, dove L.C. e N.S. effettuano una prima ispezione fingendo di volersi iscrivere. Kingston viene individuato mentre si allena: la sensazione è che stia aspettando qualcuno. Col passare del tempo consulta in modo sempre più ansioso l'orologio, finché rientra nello spogliatoio, per uscirne sconvolto e dirigersi a casa in uno stato di grande agitazione.
Arrivato a casa, il tecnico tenta di mettersi in comunicazione con un numero di cellulare (corrispondente ad una tessera ricaricabile) che però risulta disattivato. Infine, con sorpresa degli Agenti, contatta direttamente la NSA, chiedendo dell'Agente Henshaw.
Gli Agenti L.C. e N.S. si presentano alla sua porta e, dopo aver vinto la diffidenza di Kingston, apprenderanno che Henshaw e Samit hanno avvicinato l'uomo spacciandosi per Agenti NSA, chiedendogli di provare a portare fuori dalla Pegasus Systems i dati relativi al progetto Hydra, allo scopo di verificare i protocolli di sicurezza dell'azienda. Il tutto, ovviamente, nell'interesse della sicurezza nazionale.
Egli avrebbe dovuto consegnare ad un altro agente NSA una chiavetta USB (che aveva celato nella fibbia dei pantaloni) questo pomeriggio in palestra, ma nessuno si è presentato e quando Kingston è rientrato nello spogliatoio ha scoperto che la chiavetta era sparita.

Gli Agenti A.M. e F.M., dopo aver verificato che la zona della casa di Kingston non sia sotto sorveglianza da parte di qualche cecchino, ritornano alla palestra: lo spogliatoio viene perquisito e una chiavetta corrispondente a quella di Kingston individuata, rivelandosi tuttavia una coincidenza.
Esaminando i filmati della sorveglianza con l'aiuto dell'impiegata della palestra, viene individuato un uomo entrato poco dopo il tecnico ed uscito una decina di minuti più tardi.
L'esame incrociato dei database di Interpol e CIA lo identificano successivamente come il mercenario sudafricano Axel Sneijder, personaggio noto per la sua partecipazione in svariate azioni di guerra in Africa. Si reputa che da qualche anno si sia trasferito in Colombia al soldo dei Narcos.
Una ricerca sui registri aeroportuali evidenzia l'imbarco di un passeggero (i cui dati anagrafici corrispondono ad una delle identità utilizzate in passato da Sneijder) dall'aeroporto di Washington Dulles tre ore prima, con destinazione Paramaribo.

Gli Agenti informano McGraw dell'esito delle indagini, e l'Agente L.C. suggerisce di farsi trasportare a Paramaribo utilizzando alcuni aerei militari della U.S. Naval Station di Norfolk.

(fine Parte 2 - continua...)

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