lunedì 15 novembre 2010

Chapter 3: See no evil - Parte 3


New York City, NY, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Giorno 4

Alla sera l'Agente L.C., intenzionato a scoprire cosa si celi nella misteriosa valigetta di Bhrunt, chiede a McGraw l'autorizzazione ed i mezzi per narcotizzare l'editore.
Il Direttore acconsente e, dopo aver appreso l'evoluzione delle indagini, chiede agli Agenti di intensificare la sorveglianza su Colm, per evitare che commetta qualche sciocchezza con l'arma che si porta appresso.

Giorno 5

L'Agente A.M., attenendosi alle istruzioni di McGraw, segue Colm da quando esce di casa fino al posto di lavoro e ritorno: la sua routine non cambia, ad eccezione del fatto che si porta costantemente dietro la pistola e appare più guardingo del solito.

Drinkwater, seguito dall'Agente L.C., non si reca come suo solito presso le varie librerie, ma dopo una sostanziosa colazione in un caffè nei pressi dell'hotel, effettua una chiamata da una cabina e quindi prende un taxi fino ad una villetta a schiera nel Greenwich Village. Lì incontra un uomo sui 35 anni, con il quale si reca poi a pranzo in un ristorante nei dintorni: tutta la vicenda ha il carattere di una rimpatriata, e i due sembrano grandi amici.
Una verifica da parte della NSA sul numero chiamato, rivela che l'utenza corrisponde all'indirizzo presso cui si è recato il professore, che è il domicilio di tale Theo Prentice, ex-studente di Drinkwater ai tempi della Boston University. I colleghi di L.C. lo informano anche del fatto che il professore è stato allontanato dall'Università con l'accusa di promiscuità nei confronti di alcuni studenti.

Aggiornate da L.C., le Agenti N.S. e V.F. verificano la fedina penale di Prentice ed eventuali sue affiliazioni a The Review o ad altri gruppi: le ricerche danno esito negativo.
Dopo pranzo i due ritornano a casa di Prentice, da cui non escono per tutto il resto della giornata.

Bhrunt, pedinato dall'Agente F.M., dorme fino alle 11.30, quindi si reca a pranzo nel ristorante dell'hotel. Verso le 13.00 esce e si dirige verso Central Park, dove trascorre il pomeriggio giocando a scacchi con persone mai viste prima.
Alle 17.00 ritorna al Mariott, si prepara ed esce per cena, sempre portandosi dietro la valigetta.

Peter Hames arriva al JFK in orario con il volo delle 22.00 da Toledo, Ohio. L'Agente V.F., che è presente, lo sente comunque lamentarsi delle condizioni del volo, di un inesistente ritardo, della lentezza nella consegna dei bagagli e così via.
Preso un taxi, si trasferisce all'hotel dove chiama Colm per avvisarlo dell'arrivo. Scende poi al bar dell'hotel, dove ha un colloquio di circa mezz'ora con Bhrunt al rientro dal ristorante. Terminata la chiacchierata, il veterano va a dormire, mentre l'editore torna in camera, guarda un film alla pay-per-view e va a dormire.

Drinkwater trascorre la notte a casa di Prentice, sorvegliato dalle Agenti N.S. e F.M.: quest'ultima, nel tentativo di spiare cosa succede al primo piano della casa, cade e si procura un infortunio alla gamba.

Durante la notte l'Agente L.C. diffonde il narcotico nella stanza di Bhrunt e si introduce sottraendo la valigetta: questa contiene una serie di mazzette di banconote usate, per un totale di circa $ 20.000. Dopo aver verificato che i numeri di serie non sono consecutivi né riferibili a rapine o altre attività illegali, la valigetta è ricollocata al suo posto.

Giorno 6

Bhrunt si alza presto, consuma una leggera colazione ed esce, seguito dall'Agente V.F.: passa la giornata in giro per negozi di computer e pranza presso un centro commerciale.
Nel primo pomeriggio, dopo aver acquistato una stampante, si reca presso una libreria dove stende una serie di appunti, evidentemente per il convegno del giorno seguente.

Drinkwater si congeda da Prentice nella prima mattinata, quindi torna a fare colazione nel bar del giorno precedente, sempre seguito dall'Agente N.S. (mentre F.M. si occupa del monitoraggio riguardo ai dispositivi di sorveglianza elettronica).
Il suo impegno successivo consiste nel recarsi presso una delle librerie visitate nei giorni scorsi e preparare una serie di note per la conferenza del giorno dopo.
Qui conosce un ragazzo, col quale si reca a bere una birra, prima di scambiare i numeri di telefono e tornare al proprio lavoro.

Hames esce in tarda mattinata e si dirige a piedi verso Central Park: mentre attraversa il parco viene riconosciuto e aggredito da una donna di 65-70 anni che lo apostrofa "assassino" e "maiale". Anche l'anziano la riconosce e replica agli insulti giungendo poi alle vie di fatto quando, per divincolarsi dalla presa della signora, le assesta un colpo con il proprio bastone da passeggio.
A quel punto interviene la Polizia, che procede a separare i litiganti, ammonendoli affinché contengano le proprie divergenze sul piano verbale.
L'Agente L.C., inteso che la donna si chiama Else Wiesen, chiede ai suoi colleghi NSA di recuperare informazioni: fa parte di un'organizzazione che combatte la diffamazione degli Ebrei e il negazionismo. Else è stata imprigionata ad Auschwitz quando era una bambina, e si era già scontrata con Hames alcuni anni fa durante una manifestazione di protesta contro The Review.
Hames, furibondo, torna all'hotel, si chiude in camera e chiama un tale James Parker (che, in seguito alle verifiche dell'Agente F.M. risulta essere un suo ex-commilitone) scusandosi per il mancato appuntamento, quindi chiama Colm (ma nessuno risponde) e infine la Polizia, lamentandosi del proprio trattamento.

Colm introduce una essenziale modifica nella propria routine, utilizzando l'auto per recarsi al lavoro, sempre seguito dall'Agente A.M.
All'uscita dall'ufficio, invece di recarsi a casa propria, si dirige ad una stazione di servizio dove effettua il pieno di benzina e quindi guida in direzione dell'aeroporto JFK, fino a giungere ad una zona commerciale con molti negozi abbandonati.
Colm parcheggia la propria macchina di fronte ad uno di essi, dove è già presente un taxi con l'autista a bordo.
L'Agente A.M. scende dal proprio taxi all'isolato seguente, e nota che Colm esita prima di bussare alla porta del negozio, all'interno del quale viene accolto da quello che l'Agente riconosce come Werner Linz.
A questo punto A.M. chiama a raccolta gli altri Agenti, i quali si presentano sul posto dopo circa 20 minuti (con altri tre Agenti forniti a supporto da McGraw), durante i quali non è successo nulla di rilevante (a parte il fatto che l'autista sia sceso per sgranchirsi e fumare una sigaretta per poi tornare in auto).

Dopo altri cinque minuti, la porta si spalanca e Colm esce di corsa brandendo la pistola, tuffandosi nella propria auto e scappando dal luogo.
Mentre gli Agenti A.M. e V.F. si muovono per intercettarlo, improvvisamente il taxi si muove puntando nella loro direzione e li investe, nonostante un preciso colpo dell'Agente N.S. allo pneumatico riesca a far sbandare il veicolo: il taxi riprende poi la propria corsa inseguendo la macchina di Colm, a sua volta inseguito dagli Agenti a supporto.
Nel frattempo, mentre N.S. presta soccorso ai feriti e chiama un'ambulanza, gli Agenti L.C. e F.M. entrano nel negozio, riempitosi intanto di fumo acre poiché Linz sta bruciando del materiale non meglio identificato.
Gli Agenti gli intimano di sospendere l'operazione, ma il tedesco prosegue nel proprio intento: pertanto L.C. gli spara ad una gamba, dopodichè con l'ausilio di F.M. lo trascina fuori dal locale, dopo aver smorzato il processo di combustione.
L'Agente L.C. torna dentro e, recuperato un telo, vi avvolge gli oggetti che Linz stava tentando di distruggere e li carica nel bagagliaio della propria auto: ad una prima occhiata sembrano resti umani.

Gli Agenti V.F. e A.M. vengono caricati su un'ambulanza, Linz su un'altra, accompagnato dall'Agente F.M.
In quel frangente gli Agenti di supporto informano L.C. e N.S. che durante l'inseguimento il taxi è stato fermato da una pattuglia della polizia: ne è seguito uno scontro a fuoco durante il quale l'autista ha freddato un poliziotto, per poi essere ucciso dal compagno di quest'ultimo.
Colm ha proseguito la propria fuga indisturbato.

L.C. ragguaglia McGraw, che gli indica di portare il materiale sequestrato presso la sede di New York dell'Agenzia Delta.
Si tratta in effetti di parti di un corpo umano: due avambracci, una gamba (troncata all'altezza del ginocchio) e la testa. Nel punto di amputazione di ciascun membro è presente una piastra metallica corredata di elettrodi.

Tornati al negozio abbandonato dopo che i pompieri hanno definitivamente domato l'incendio, gli Agenti L.C. e N.S. affiancano la polizia nel sopralluogo: i tavoli all'interno del locale presentano parecchi strumenti standard da laboratorio, tra cui oscilloscopi, generatori elettrici, pinze, cacciaviti e così via, più alcuni grandi vasi di vetro.
N.S. individua anche i resti prevalentemente bruciati di un libro scritto in tedesco: su una delle pagine si distingue però il seguente simbolo.



Nel frattempo Linz è stato curato e sedato, e viene preso in consegna da alcuni Agenti Delta che lo portano alla sede dell'Agenzia, dove intanto è giunto anche il Direttore McGraw.
L'Agente F.M. si reca così a casa di Colm, dove, con l'aiuto del portiere, scopre che il segretario ha racimolato alcuni oggetti di prima sussistenza, dato in affidamento il cane alla vicina, per poi sparire (un successivo esame delle registrazioni delle telecamere nell'appartamento confermano i rilevamenti: Colm ha riempito una valigia e ha lasciato l'edificio in auto).

Giorno 7

Gli Agenti di supporto hanno cercato informazioni sul tassista, ma le sue impronte digitali non sono schedate, né esiste traccia della sua impronta dentale nei database medici.
Non appare neanche tra i criminali di guerra ricercati (in particolare quelli relativi alla guerra dei Balcani).
McGraw sostiene di poter ancora effettuare un tentativo di identificazione, e fa spedire la foto del soggetto ad un non meglio definito destinatario.

Il Direttore e gli Agenti N.S. e L.C. infine assistono all'attivazione di alcune delle parti umane: quando vengono collegate a fonti di elettricità, le piastre degli avambracci causano la chiusura dei pugni, mentre l'effetto sulla testa è decisamente più strano e sconvolgente.
Infatti, non solo gli occhi si aprono, ma la bocca pronuncia alcune parole indistinte, prima di cessare definitivamente di "funzionare": ad un successivo esame, si riconosce la frase "Wer ruft mich an?", che in tedesco significa "Chi mi sta chiamando?".

Dalle prime ricerche sul simbolo trovato sulle pagine bruciate emerge che esso sia chiamato Schwarze Sonne o Sole Nero: si ritiene che questo simbolo ricoprisse una funzione esoterica o occulta, inquadrato nell'apparato del Misticismo nazista.

A questo punto mancano 2 ore all'inizio della conferenza.

(fine Parte 3 - continua...)

lunedì 8 novembre 2010

Chapter 3: See no evil - Parte 2


New York City, NY, USA. (Image courtesy of Wikipedia)
Giorno 2


Gli Agenti L.C. e V.F. riescono ad a violare la codifica del file "Varie": si tratta di una partizione criptata che contiene una sequenza di file che costituiscono una specie di diario in cui Colm tiene traccia di vari fatti quotidiani che, secondo la sua interpretazione, confermerebbero una trama cospiratoria da parte di non meglio identificati "Loro", il cui obiettivo è evidentemente distruggerlo.
È significativo che in alcuni dei file più recenti Colm indichi che ci sono "Altri" che hanno le medesime sensazioni, e segnali di essere in contatto con uno di essi.
Stando alle date, Colm ha cominciato a redigere i documenti subito dopo l'aggressione subita dai dimostranti un paio di anni fa.

L'analisi della corrispondenza "Lettere 2010" rivela come la maggior parte di esse sia costituita da richieste di informazioni o constatazioni di apprezzamento da parte di membri e simpatizzanti di The Review.
Tra di esse un gruppo di lettere dattiloscritte in tedesco, firmate "Werner".
L'Agente N.S. ricorda come una delle persone che hanno preso in carico di volta in volta le consegne presso la NWE sia stato identificato da Henshaw come Werner Linz.
Le lettere vengono pertanto inviate all'Agenzia perché se ne effettui la traduzione.

L'aereo di Drinkwater atterra in orario presso l'aeroporto JFK, dove l'Agente L.G. ne attende l'arrivo. Il professore quindi prende un taxi e si fa accompagnare all'hotel, dove si registra e sale in camera, chiamando la moglie per annunciarle il suo arrivo.
Più tardi scende a bere una birra al bar dell'albergo e per cenare.
Dopo cena se ne torna in camera e lavora per un paio di ore al portatile (senza andare in rete), quindi ordina un film sulla pay per view, lo guarda e va a dormire.

Nel frattempo Colm (il quale non ha notato l'intrusione degli Agenti) osserva la medesima routine del giorno prima.
Un controllo sul numero di serie della pistola trovata in casa sua rivela che essa non è mai stata registrata a New York, e in verità è stata rubata durante un furto in una casa nel Michigan nel 1996.

Giorno 3

Drinkwater spende la maggior parte della giornata visitando librerie, seguito dagli Agenti A.M., N.S. e F.M., salvo tornare in hotel per pranzare e passare un paio d'ore nel pomeriggio a Central Park a giocare a scacchi.
Durante la sua assenza, l'Agente L.C. penetra nella stanza ed effettua una copia del disco del portatile: i documenti contenuti sono costituiti da bozze di proprie opere in fase di pubblicazione, e da alcune presentazioni utilizzate dal professore durante le conferenze di The Review.
L'unica cosa inusuale è la presenza di alcuni cookie del browser, che fanno riferimento a siti di contatti gay.

Colm osserva la medesima routine dei giorni precedenti.

Allen Bhrunt arriva con il treno alla Grand Central Station verso le 16.30: anche in questa occasione l'Agente L.G. è sul posto per verificare.
Bhrunt prende poi un taxi alla volta del Mariott, si registra, sale in camera ed effettua due telefonate: una a Drinkwater per incontrarsi ed andare a cena in un ristorante italiano, e l'altra a Colm per informarlo del suo arrivo.

Alla sera, gli Agenti L.C. e N.S. seguono i due conferenzieri a cena, ma i discorsi tra i due si limitano a scambi di vedute sugli argomenti inerenti The Review.
Gli Agenti notano come Bhrunt porti ovunque con sé una valigetta 24 ore che non abbandona mai.

Dopo cena i due rientrano in hotel, parlano per circa due ore al bar e poi salgono nelle rispettive camere: Bhrunt va direttamente a dormire, mentre Drinkwater lavora alla propria presentazione per un'oretta prima di andare a letto.

Arrivano i primi risultati dalla traduzione delle lettere: Werner pone delle domande interessanti a Colm sulle attività di The Review, e dimostra un'accurata conoscenza dei fatti inerenti il Nazismo e la Seconda Guerra mondiale in generale, sottolineando il fatto che ci sono molti "Altri" che la pensano come i revisionisti.
Col procedere del tempo, Werner dà voce a posizioni sempre più integraliste di antisemtisimo e supremazia razziale, e nelle ultime fasi della corrispondenza suggerisce che lui e Colm si incontrino di persona.

Gli Agenti A.M. e V.F. cercano informazioni su Werner Linz: il match più probabile riguarda un sessantottenne orfano di guerra, successivamente emigrato a Boston negli anni '70, dove ha lavorato come contabile presso una ditta di trasporti.
Ulteriori dettagli sono riportati nel Dossier.

Giorno 4

Drinkwater spende nuovamente la giornata in giro per librerie, seguito dall'Agente L.G.
Alla sera si reca a vedere una pièce teatrale di Tennessee Williams, prima di tornare in hotel e lavorare per un'ora al computer e andare a letto.

Bhrunt lascia la propria stanza alle 11.30, recandosi (seguito dagli Agenti L.C. e N.S.) presso una stazione radiofonica dov'è prevista una sua intervista alle 14.00: la trasmissione si svolge regolarmente e vede la partecipazione telefonica di un paio di simpatizzanti, un paio di indignati oppositori e anche il parere di un esponente del Congresso.
Concluso il proprio impegno, Bhrunt prende il taxi e si fa portare presso una stazione della metropolitana, ove effettua una breve chiamata da un telefono pubblico prima di dirigersi ai treni.
L'Agente N.S. preme il tasto per richiamare l'ultimo numero dalla cabina, ma il telefono di destinazione squilla a vuoto.
Poco dopo, all'interno della metropolitana, Bhrunt riceve una telefonata, alla quale risponde a monosillabi. Dopo quattro stazioni scende, prende un taxi e torna per un percorso tortuoso all'hotel.
Lì ordina la cena in camera, guarda un film in pay per view e va a dormire.

Il numero chiamato da Bhrunt (e da cui è stato richiamato poco dopo) risulta assegnato a una scheda usa e getta, ed è stato utilizzato solo ed esclusivamente nelle occasioni citate.
Risalendo alla cella in cui era localizzato il cellulare (nel Queens), l'Agente N.S. richiede le foto del satellite nella speranza che nell'istante della chiamata fosse stato fotografato qualcuno: purtroppo le foto non forniscono alcuna informazione.

Per quanto riguarda Colm, l'Agente A.M. suggerisce di sfruttare le sue paranoie inserendo un biglietto nella sua cassetta delle lettere, che recita "Loro stanno arrivando".
Nel leggere il biglietto, il segretario di The Review si agita notevolmente, sale in casa, controlla la pistola e quindi prosegue nelle attività consuete mantenendo però un atteggiamento guardingo e portandosi costantemente dietro l'arma.

(fine Parte 2 - continua...)

martedì 2 novembre 2010

Chapter 3: See no evil - Parte 1


Washington DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

L’azione prende il via due giorni dopo il briefing riassuntivo presso l’ufficio di McGraw, conseguente al viaggio in Suriname.
L’agente L.C. cerca informazioni su Reinhard Galt, una delle persone che hanno preso in carico di volta in volta le consegne presso la NWE, e che l’Agente MI6 Rupert Henshaw aveva descritto come “inquietante”: vengono individuati una quindicina di risultati, ma l’unico le cui caratteristiche comportamentali sembrano rispecchiare quelle abbozzate da Henshaw è quello relativo ad un SS Oberführer nato nel 1911 e processato in contumacia a Norimberga per crimini di guerra.
L’agente inglese nel suo racconto si riferiva comunque ad una persona di mezz’età, non ad un quasi centenario.

Gli agenti vengono convocati da McGraw, che riferisce quanto segue:

Ho parlato con Charles Hume del MI6, responsabile di Henshaw, e mi ha spiegato come mai ai servizi segreti britannici interessasse scoprire che fine dovesse fare il progetto Hydra. Il governo inglese temeva che dietro all’azione di spionaggio ci fosse un governo sudamericano, in particolare l’Argentina: la questione delle Falkland è ancora una ferita aperta e il sospetto era che gli argentini volessero attaccare la flotta inglese di stanza presso le isole e riprendersi il loro ex-possedimento.
Lo svolgersi della vicenda ha tranquillizzato il governo britannico, anche se rimane il dubbio su chi fossero gli effettivi acquirenti e quali intenzioni avessero.

Vi ho convocato anche per una novità: da quando è morto l’Agente Dryden, stiamo cercando di accedere ad una parte criptata dell’hard disk del suo portatile. Purtroppo finora ogni sforzo è stato vano, ma proprio oggi ci è stata recapitata una busta che lui ha spedito un paio di giorni prima del decesso.

Quello che crediamo – o meglio speriamo – è che contenga un indizio che ci consenta di scoprire cosa ci sia nella parte criptata del disco.

La busta contiene una banconota da 50 Miliardi di Marchi della Repubblica di Weimar, corredata da un biglietto con scritto “Nothing is what it seems”.

L’Agente F.M. nota come il filamento inserito nella banconota per evitarne la contraffazione sia troppo “moderno”: procede quindi all’estrazione del medesimo, sul quale appare stampato qualcosa di troppo piccolo per essere decifrato ad occhio nudo.
Il dottor McCallum stupisce tutti leggendo una serie di caratteri e cifre dal filamento con l’ausilio di un semplice paio di occhiali da presbite: secondo gli Agenti A.M. e V.F. le caratteristiche della stringa sono tali da poter essere utilizzata come chiave di cifratura.
Byron si mette al lavoro e riesce finalmente a svelare la parte criptata del disco di Dryden.

Secondo i documenti contenuti in tale partizione, l’Agente stava raccogliendo informazioni su un gruppo noto come “The Review”, un’organizzazione negazionista dell’Olocausto.
In particolare, Dryden segnala una conferenza dell’organizzazione, aperta al pubblico, che si terrà al Merriweather Center di New York, presso Times Square, fra una settimana.
Sono previsti gli interventi di quattro relatori: Peter Hames, un veterano della Seconda Guerra Mondiale; Michael Drinkwater, un ex-professore di Storia Europea attualmente disoccupato; Allen Bhrunt, l’editore responsabile della pubblicazione dei libri scritti dai membri autorevoli del gruppo; e Stephen Colm, il segretario di The Review.

Confidando nell’intuito di Dryden, e sospettando che uno o più dei membri dell’organizzazione possa avere connessioni con soggetti molto più pericolosi, McGraw assegna agli Agenti il compito di sorvegliare lo svolgimento del congresso e le frequentazioni dei quattro relatori da quando arriveranno a New York.
Dalle prenotazioni effettuate, il primo ad arrivare sarà Drinkwater fra due giorni: è necessario quindi che gli Agenti si rechino a New York già domani.

Nel frattempo l’Agente L.C. cerca informazioni su The Review e i quattro relatori.
La funzione principale dell’organizzazione è quella di fornire supporto ai propri membri, mantenere un forum per lo scambio di informazioni fra gli aderenti, e raccogliere fondi per il movimento, principalmente attraverso la vendita di libri (specialmente online) oltre che attraverso donazioni private di una certa entità.
L’obiettivo è promuovere il punto di vista secondo cui l’Olocausto nella forma in cui è comunemente noto, non è mai avvenuto: in particolare, essi negano l’intenzione di un genocidio basato sulla razza, l’esistenza di una campagna di sterminio e in ultima analisi che il numero stimato di Ebrei morti nei campi di concentramento sia fortemente esagerato. Non si tratta assolutamente di un gruppo neonazista, anche se alcuni membri dichiarano di esserlo; in molti si sono uniti a The Review in base a proprie convinzioni di supremazia razziale, o perché convinti che esista una cospirazione Sionista planetaria.
I membri più autorevoli sono apparsi sovente in trasmissioni televisive e radiofoniche, e i loro punti di vista sono stati pubblicati e discussi su vari giornali.
The Review ha la reputazione di essere il gruppo negazionista meglio organizzato, e di saper argomentare le proprie idee in modo oggettivo e logico: al momento l’organizzazione è coinvolta in una controversia legale riguardo alla propria ideologia.

Per quanto riguarda i quattro relatori, tutti tranne Colm non provengono da New York e hanno pubblicato dei libri. Le informazioni disponibili su di essi sono riassunte nel Dossier.
Riguardo agli argomenti della conferenza, Hames parlerà dell’attitudine del Partito Nazista nei confronti degli Ebrei, sostenendo che il partito non ne ha mai perpetrato l’omicidio deliberato, pur ammettendo la deportazione e l’incarcerazione; Drinkwater si focalizzerà sulla questione delle camere a gas, sostenendo che esse rappresentassero casi isolati; Bhrunt farà il punto sulle attività dell’organizzazione negli ultimi mesi, e quindi si concentrerà su un recente dibattito tra The Review e un’organizzazione antifascista.
Colm agirà da chairman, presentando i relatori e moderando i dibattiti.


New York City, NY, USA. (Image courtesy of Wikipedia)
Giorno 1


Con i dati delle prenotazioni relative a mezzi di trasporto e sistemazioni alberghiere, gli Agenti sono in grado di prenotare alcune camere nelle vicinanze di quelle riservate ai tre relatori esterni, presso il Marriott Hotel.
Con l’aiuto dell’Agente A.M., l’Agente L.C. accede alle stanze in cui alloggeranno i membri di The Review, e procede ad una sistematica disposizione di cimici e telecamere per tenerne sotto controllo i movimenti e le chiamate telefoniche.

L’Agente A.M., inoltre, decide di verificare le attività di Colm durante la sua routine quotidiana. A tale scopo lo segue all’uscita dal posto di lavoro, sulla metropolitana, fino a casa, dove egli rimane per tutta la sera, salvo uscire dalle 19.30 alle 20.00 per portare a spasso il proprio cane.
Alle 21.30 l’Agente A.M. ritorna all’hotel e relaziona ai propri colleghi.

Giorno 2

Con l’intenzione di mettere sotto sorveglianza anche l’appartamento di Colm, gli Agenti si recano alle 8.00 presso la sua abitazione (un palazzo di sei piani con scala antincendio a vista sulla strada).

Mentre le Agenti N.S. e F.M. distraggono il custode, gli Agenti A.M., L.C. e L.G. si introducono nell’appartamento al secondo piano.
Essi notano subito che il pavimento dell’ingresso è cosparso di polvere fine: si tratta di borotalco, evidentemente asperso da Colm per individuare eventuali intrusi.

Nel salotto salta all’occhio la mancanza di radio e televisione, mentre ci sono numerosi scaffali di libri su argomenti politici e storici, oltre ad un raccoglitore con i giornali dell’ultima settimana.
Il sofà è rivestito di nylon, probabilmente per consentire al cane (che abbaia costantemente dalla propria postazione presso la poltrona padronale) di accucciarvisi sopra.
La cucina è perfettamente in ordine, con un frigorifero è rifornito.

La camera da letto contiene uno scaffale su cui fanno bella mostra di sé vari souvenir di provenienza principalmente europea: è notevole la presenza di un set di soldatini con le fattezze di noti personaggi storici europei, tra cui Napoleone, e ovviamente Mussolini e Hitler.
L’armadio contiene una serie di anonimi completi: sul ripiano superiore si trova invece un kimono da karate, che nasconde un revolver e una scatola di 50 proiettili. Gli Agenti annotano il numero di serie della pistola.

Il bagno non contiene elementi di interesse, mentre l’ultima stanza è quella adibita a studio.
Qui si trova un computer completo di modem, fax e stampante: nel pc sono contenuti documenti e archivi relativi alle attività di The Review, oltre all’elenco anagrafico dei membri dell’organizzazione.
Oltre a quanto elencato, esiste anche un file in formato sconosciuto denominato “Varie”.
Gli Agenti procedono ad una copia del disco.

Oltre ai dispositivi elettronici, nella stanza c’è una libreria piena di opere letterarie su teorie della cospirazione, oltre ad una scatola etichettata “Lettere 2010”, di cui gli Agenti fotografano il contenuto.

Terminato il posizionamento delle cimici e delle telecamere, gli Agenti ripristinano la polvere di borotalco sul pavimento e tornano alla base.

(fine Parte 1 - continua...)