lunedì 31 maggio 2010

Chapter 2: The Hydra Affair - Parte 1


Miami, FL, USA.(Image courtesy of Wikipedia)

L'azione prende il via a Miami quattro giorni dopo lo scontro a fuoco nella metropolitana che ha portato all'arresto di Joanna Samit.

McGraw, oltre a fornire agli Agenti le informazioni biografiche su Joanna Samit, riferisce quanto segue:

Il medico legale del FBI ha effettuato l'autopsia sul cadavere di Derek Dryden: è stato ucciso brutalmente recidendo la carotide, dopo essere stato torturato. La morte è avvenuta alcune ore prima che il cadavere fosse scoperto.

Per quanto riguarda il cadavere del "Trasformista" (che non è stato possibile identificare in alcun modo), esso è stato inviato alla sede centrale dell'Agenzia Delta a Washington, insieme alla dotazione trovata su di lui e su Joanna Samit.

L’indagine a tutto campo scaturita dall’arresto di Joanna Samit ha prodotto una sequenza di immagini riprese due settimane fa da una telecamera di sorveglianza di una banca a Virginia Beach.

Vi si vede la Samit che accompagna una persona, che a sua volta incontra una terza persona davanti ad un ristorante.

I due uomini sono stati identificati rispettivamente come:
• Rupert Henshaw, ex ufficiale dell’esercito britannico, congedato con disonore per essersi appropriato di beni del Ministero della Difesa, attualmente responsabile della sede di Paramaribo della New World Export;
• Jerry Kingston, ingegnere elettronico impiegato presso la Pegasus Systems di Norfolk, Virginia;

Kingston sta lavorando per conto del Governo ad un sistema di armamenti dal nome in codice “Hydra”: in breve, si tratta di un dispositivo aria-terra antinave.

Sulla carta può sparare fino a cinque munizioni autoguidate altamente esplosive, in grado di menomare una flotta di portaerei nel giro di qualche minuto.

I motivi per cui la NWE possa essere interessata a tale tecnologia sono ignoti, ma temiamo che le sue intenzioni siano di rivendere la tecnologia al miglior offerente, data la propria posizione strategica in Sudamerica.

Dai controlli effettuati dall'Agente L.C., Henshaw e la Samit sono entrati dal Suriname negli USA al Washington Dulles International Airport, e hanno prenotato le rispettive camere all'Hotel Monaco.
Henshaw è ripartito per Paramaribo, sempre dal Dulles, due giorni dopo.
L.C. ha cercato anche informazioni sulla Pegasus Systems: si tratta di un'azienda specializzata in elettronica su svariati campi di applicazione. Essa lavora a stretto contatto con il Governo in particolare per quanto riguarda lo sviluppo di sofisticati sistemi di armamento. L'accesso ai dati ed alle strutture è regolato da tre livelli di sicurezza.
Kingston è impiegato alla Pegasus dal 1986, e nel 2003 è stato nominato responsabile dei progetti di Ricerca e Sviluppo.

Gli Agenti V.F. e A.M. si sono recati presso il comando di Polizia per interrogare Leonard Shat e Michael Dow: entrambi sostengono che l'agente trovato morto fuori dal magazzino sia stato ucciso non da loro, ma da quello che loro identificano come "il Federale" (Dryden).
La loro estraneità all'omicidio è compatibile con i reati che costituiscono la loro fedina penale.
Entrambi dichiarano di essere stati assoldati da Bregovic con la stessa modalità utilizzata per gli altri scagnozzi, e di aver ricevuto compiti di sorveglianza e movimentazione materiali.
Nessuno dei due ha la minima idea dell'impiego del materiale informatico reperito nel magazzino, mentre solo Shat si ricorda di aver visto Bruce Meredith.

Terminato l'interrogatorio, l'Agente V.F. è partita alla volta di Washington per essere messa al corrente dei risultati delle analisi sul cadavere e sui dispositivi recuperati.

Nel frattempo, le Agenti F.M. e N.S. si sono recate in ospedale per interrogare Joanna Samit. Secondo il medico curante, le sue condizioni sono tali da consentirne la dimissione nel giro di un paio di giorni.
La ex-poliziotta si presenta come sofferente e in stato di dormiveglia: quando l'Agente F.M. le porge un taccuino per raccogliere le risposte alle proprie domande, la Samit la afferra per il bavero e la scaglia attraverso la stanza, affrontando poi N.S. con una sbarra divelta dal fianco del letto.
Nella colluttazione che segue, N.S. ferisce la Samit ad una coscia mentre lei abbatte la porta e si lancia nel corridoio.
L'inseguimento all'interno dell'ospedale termina nell'affollato Pronto Soccorso, dove l'inseguita riesce a far perdere le proprie tracce rubando un camice e nascondendosi.

Avvertiti, L.C. e A.M. arrivano sul posto e cominciano un'analisi della situazione: si scopre che la Samit ha rubato un'auto che viene successivamente ritrovata in un cantiere edile, da cui riesce a far perdere le tracce utilizzando i mezzi di trasporto pubblico.
Anche l'indagine presso l'ultimo domicilio conosciuto della donna a Miami non porta ad alcun risultato: l'appartamento era in affitto e attualmente è occupato da una coppia di anziani.

Messo al corrente dell'accaduto, McGraw consiglia agli Agenti di lasciar perdere la pista della Samit (che verrà presa in carico da qualche altro Agente di zona), e li invita a focalizzarsi sulla questione della Pegasus Systems per cercare di arginare la fuga di informazioni.

(fine Parte 1 - continua...)

giovedì 6 maggio 2010

Situazione PNG al termine di Chapter1: Operation Fireflash

NomeStatusLocalità
Darko JoveticMortoUcciso durante la sparatoria presso il teatro
Nikola PasicFerito non graveDetenuto presso United States Penitentiary, Leavenworth, Kansas (High Security)
Dragan Bregovicn.a.Ritenuto morto nella sparatoria al teatro, fuggito dall’obitorio – attualmente contumace
“Gandalf”
(Bruce Meredith)
SanoDetenuto presso Federal Correctional Institution, Miami, Florida
"Trasformista"
(N.N.)
MortoUcciso durante la sparatoria al magazzino dov’è stato rinvenuto il cadavere di Dryden
Joanna SamitFerita in fase di recuperoIn cura presso Jackson Memorial Hospital, Miami – in attesa di essere trasferita presso Federal Correctional Institution, Tallahassee
Michael DowSanoArrestato al rendez-vous con Joanna Samit. Detenuto presso Dade Correctional Institution, Florida City, Florida
Leonard ShatSanoArrestato al rendez-vous con Joanna Samit. Detenuto presso Dade Correctional Institution, Florida City, Florida

martedì 4 maggio 2010

Chapter 1: Operation Fireflash (riepilogo)


Miami, FL, USA.

L'Agente Derek Dryden (FBI), che in passato aveva lavorato per l'Agenzia insieme agli Agenti L.C. e N.S., sta indagando su un gruppo di hacker denominato "Avalon" e non fornisce proprie notizie da alcuni giorni.

Per scoprire cosa sia successo, il Direttore Terence McGraw recluta gli Agenti V.F. (CIA), A.M. (ATF) e F.M. (FBI).

Durante il sopralluogo presso l'appartamento di Dryden, gli Agenti si imbattono in un gruppo di teppisti che sta distruggendo l'abitazione: fermati ed interrogati, rivelano di non sapere nulla riguardo agli hacker, ma di essere stati reclutati da un individuo dall'aspetto militaresco.
I teppisti descrivono quindi la posizione e l'aspetto di un magazzino all'interno del quale hanno ricevuto gli ordini.
Dopo uno scontro a fuoco, all'interno del magazzino vengono confiscate numerose casse contenenti attrezzatura informatica ed equipaggiamento da hacker.

Gli indizi raccolti a casa di Dryden e al magazzino puntano alla nave "Exodus", arrivata al porto di Miami dal porto di Paramaribo.
Ulteriori investigazioni rivelano che la barca (come anche tutta l’attrezzatura informatica trovata al magazzino) è intestata alla New World Export, società controllata, attraverso un meccanismo a “scatole cinesi” di una serie di holding, dal finanziere olandese Arjen Vercauteren, proprietario della Vercauteren Enterprise B.V. di Rotterdam.

Il natante è presidiato da due individui che ingaggiano un conflitto a fuoco con gli Agenti: uno di questi riesce a scappare a bordo di un SUV nero, mentre l'altro viene ferito e preso in custodia.
Il prigioniero, di chiara estrazione militare, pare parlare solo in serbo, e si rifiuta di fornire qualunque informazione utile agli investigatori.

Seguendo il fuggitivo, gli Agenti giungono ad un piccolo teatro in disuso, il Majestic: ne segue un nuovo scontro armato con il sospetto ed un suo compagno, al termine del quale i criminali vengono uccisi.
Nel retro del teatro viene scoperto un piccolo laboratorio informatico presidiato da Bruce Meredith, detto "Gandalf".
Un'analisi dei server presenti nel locale rileva una sistematica infiltrazione nei sistemi di FBI e CIA.

I cadaveri vengono portati in obitorio, e Meredith incarcerato per essere interrogato.
L'identità dei personaggi incontrati sulla Exodus e al teatro viene verificata: si tratta degli ex-soldati serbi Darko Jovetic, Nikola Pasic e del loro capo Dragan Bregovic.

Un gruppo di Agenti rimane con Meredith, mentre altri si recano in obitorio per effettuare dei rilievi sui corpi dei due mercenari.
Questi ultimi incontrano il Medico Legale, il quale li dirige verso una sala in cui sono conservati i cadaveri: i tavoli nella sala sono però vuoti, e il medico (morto) viene trovato all'interno di uno scomparto per le salme.
Sconcertati dall'aver parlato pochi istanti prima con un uomo assolutamente identico al dottore, gli Agenti si precipitano in corridoio in tempo per vedere il medico scappare trafugando un corpo su una barella.
L'inseguimento nel dedalo dei corridoi dell'obitorio si conclude con il ritrovamento della barella vuota all'esterno dell'edificio.
Da una verifica sui monitor della sorveglianza, appare un poliziotto che scorta all'esterno un uomo ferito e bendato ma perfettamente in grado di camminare: quest'ultimo è proprio Dragan Bregovic, del quale era stata accertata la morte nel teatro.

Nel frattempo, Meredith, che è il capo del movimento Avalon, rivela di essere stato reclutato da Bregovic, che si è presentato come esponente del Fronte di Rinnovamento Socialista. Egli, in buona fede, è convinto che gli strumenti per la sua “lotta al capitalismo” siano stati finanziati dal Fronte, mentre invece tutta l'attrezzatura è di proprietà della New World Export.
In un file criptato si trovano i riferimenti di dove è tenuto prigioniero Derek Dryden, oltre ad un video dimostrativo in cui si vede l’agente con lividi e ferite legato ad una sedia.

Gli Agenti si recano sul posto indicato dal file, in tempo per vedere un SUV che si allontana e il corpo di un poliziotto steso a terra.
Un gruppo di essi si introduce all’interno dell'edificio, dove viene trovato Dryden legato ad una sedia e ferito come appare nel video: una volta liberato, tuttavia, l'Agente scomparso impugna una pistola e tenta di uccidere i soccorritori.
Grazie al diversivo procurato dall'esplosione di un'auto nelle vicinanze, Dryden riesce a scappare all'esterno e a mescolarsi ai poliziotti accorsi sul luogo.
Fuori dall'edificio, gli Agenti non riescono ad individuare il soggetto, ma la loro attenzione viene attratta da un poliziotto ferito che si comporta in modo circospetto: il confronto con quest'ultimo culmina in un nuovo scontro a fuoco, nel corso del quale il poliziotto viene ucciso, rivelandosi come un uomo di età indefinibile, alto circa 1,75 m, glabro e con i lineamenti poco marcati, rivestito di una tuta dall'aspetto squamato.
Il cadavere del vero Agente Dryden viene scoperto durante la perquisizione del magazzino, all'interno di una cassa.

Le persone a bordo del SUV conducono l'altro gruppo di Agenti ad un parcheggio multipiano, dove una donna bionda consegna ai due sospetti una somma di denaro, per poi allontanarsi.
I due (Leonard Shat e Michael Dow) vengono catturati, mentre la donna viene seguita mentre si allontana in metropolitana.
Accortasi di essere pedinata, quest'ultima prende in ostaggio una donna ed affronta gli Agenti.
Nel frattempo un passeggero, allarmato da quanto sta accadendo, estrae la pistola sparandoa casaccio e causando un putiferio. Il conducente della metropolitana fa fermare il convoglio e la donna ne approfitta per scappare nel tunnel, inseguita dagli Agenti.
Ne consegue uno scontro a fuoco, al termine del quale la donna (ferita) viene fermata e trasferita in ospedale.
Uno dei poliziotti coinvolti nell'arresto la identifica come una ex-collega: Joanna Samit.

Fine dell'episodio