giovedì 2 dicembre 2010

Chapter 3: See no evil - Parte 4


New York City, NY, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Giorno 7

Linz si trova in una cella presso la sede dell’Agenzia: gli Agenti provano ad interrogarlo, ma ricevono solo risposte sprezzanti e sarcastiche.

Nel frattempo, l’auto di Colm viene rilevata da una telecamera mentre si dirige verso il Merriweather Center: gli Agenti si precipitano sul posto.
Davanti al centro conferenze si sono assembrati parecchi contestatori, e le forze dell’ordine stanno avendo seri problemi nel contenere la loro pressione: mostrando le proprie credenziali alla polizia, gli Agenti riescono ad entrare nell’androne del Centro, dove alcuni degli spettatori del convegno si stanno dirigendo verso la sala.
In disparte Stephen Colm sta discutendo con gli altri tre relatori in modo concitato: mentre gli Agenti tentano di raggiungerli, i contestatori riescono finalmente ad avere la meglio sul servizio di sicurezza, ed irrompono nel locale.

I relatori, colti di sorpresa dall’evolvere della situazione, rimangono come paralizzati, ma Colm estrae la propria pistola e spara improvvisamente sulla folla, ferendo uno dei dimostranti. A questo punto tutti gli astanti vengono presi dal panico e il fronte dei contestatori si spacca, con le persone che cominciano a correre in ogni direzione alla ricerca di un riparo.
Nel parapiglia, gli Agenti L.C., V.F. e N.S. cercano di portare nella sala Bhrunt, Hames e Drinkwater, mentre l’Agente F.M. spara al piede di Colm: questi lascia quindi cadere la pistola e si accascia, venendo così sopraffatto dall’Agente A.M. con l’ausilio di un poliziotto.

Non appena viene ristabilita la calma, Colm viene tradotto presso la stazione di polizia, e i tre relatori vengono riaccompagnati in hotel.
Dopo alcune ore, durante le quali viene interrogato dalla polizia, il segretario viene quindi affidato agli Agenti e scortato all’Agenzia Delta per essere messo a confronto con Linz.

Nel frattempo, il direttore McGraw è tornato con i risultati delle ricerche sul tassista.
La risorsa dell’Agenzia è una donna inglese, dal nome in codice “Eve”: ella è affetta da una rarissima forma di ipertimesia, una sindrome che "dona" all'individuo colpito una memoria autobiografica incredibile. Chi ne viene colpito riesce a ricordare qualsiasi cosa veda, senta o legga: ogni singolo giorno della propria vita viene impresso nella propria mente e viene recuperato senza alcuno sforzo.
Eve ricorda di aver visto il volto del tassista in una fotografia contenuta in un libro sui campi di concentramento.
La foto ritrae due persone in uniforme da SS ad Auschwitz, ed effettivamente una di esse è assolutamente identica al tassista: nel testo non sono però riportate le generalità dei due.

Colm si dimostra molto scosso nel rivedere Linz, e sostiene che questo ultimo abbia carpito la sua buona fede, affermando di essere un sostenitore di The Review, mentre invece è sicuramente coinvolto in qualcosa di abominevole.
Appare evidente a tutti che Colm non è assolutamente partecipe degli esperimenti del tedesco, e viene quindi riportato in cella dalla polizia.

L’Agente F.M. procede quindi ad ipnotizzare Werner Linz, scoprendo che il nome del tassista è Gunther Voss, e che il loro piano è destinato ad avere successo perché appartengono ad una razza superiore. Domande più precise sugli obiettivi e sulla locazione dei laboratori in cui sono stati effettuati gli esperimenti non hanno però alcun esito.

Su suggerimento di McGraw, gli Agenti convocano Else Wiesen, la donna che ha litigato con Peter Hames al parco, in qualità di esperta degli ufficiali tedeschi presenti nei campi di concentramento.
Else, vedendo la foto che ritrae il tassista morto conferma in effetti che si tratti di Gunther Voss, dimostrandosi nel frattempo molto stupita poiché il tedesco è effettivamente morto nel 1944, e anche fosse ancora vivo avrebbe più di 90 anni.
La Wiesen afferma che Voss era il braccio destro dell’altra SS ritratta nel libro, che ella identifica come l’Oberführer Reinhard Galt, confermando che si trattava di uno dei peggiori criminali di guerra nazisti, sfuggito al processo di Norimberga e di cui si sono successivamente perse le tracce, come aveva scoperto l’Agente L.C. qualche giorno prima.

Gli Agenti mostrano inoltre alla donna la ricostruzione facciale completa realizzata dal tecnico Adam Byron della “testa parlante”, ma Else non lo riconosce in alcun modo.


Washington DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Giorno 8

Linz viene tradotto nel carcere federale di Hazelton, West Virginia, e gli Agenti tornano a Washington.

In base all’impronta dentale, la “testa parlante” viene identificata come appartenente a un tal Jakob Müller, soldato tedesco di stanza in Afghanistan e ucciso da un attacco talebano alcuni mesi fa.
Le ricerche rivelano inoltre che il cimitero in cui era stato sepolto è stato oggetto di atti di vandalismo e che la sua salma è stata trafugata insieme ad alcune altre.
Secondo l’analisi dell’Agente F.M., tuttavia, si è trattato di una messinscena per coprire il furto del cadavere di Müller.

Gli Agenti svolgono inoltre ulteriori indagini sullo Schwarze Sonne, il simbolo trovato nelle pagine del libro bruciato: si ritiene che questo simbolo ricoprisse una funzione esoterica o occulta, inquadrato nell'apparato del Misticismo nazista. . Un simile ornamento - per quanto riguarda la forma - ma di colore verde scuro, è presente in un mosaico marmoreo nel vano della ex "Oberguppenführersaal" (letteralmente: la sala di Obergruppenführer - la sala dei Generali delle SS), nella torre nord del castello di Wewelsburg, vicino alla città di Paderborn.
Il simbolo può essere scomposto in tre svastiche: una crescente, una allo zenit e una calante, e si può trovare anche sugli aerei tedeschi operanti nelle zone polari durante la Seconda Guerra Mondiale.

Per quanto riguarda Voss, le notizie scoperte sono riportate nel Dossier, mentre il dottor McCallum riporta gli stupefacenti esiti dell’autopsia sul cadavere del tassista: il suo scheletro, infatti, non riporta alcun segno di fratture, nonostante l’originale Voss si fosse rotto un braccio in seguito al crollo di una parete.
Gli Agenti ipotizzano quindi che si possa trattare di un clone…

Fine episodio...

lunedì 15 novembre 2010

Chapter 3: See no evil - Parte 3


New York City, NY, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Giorno 4

Alla sera l'Agente L.C., intenzionato a scoprire cosa si celi nella misteriosa valigetta di Bhrunt, chiede a McGraw l'autorizzazione ed i mezzi per narcotizzare l'editore.
Il Direttore acconsente e, dopo aver appreso l'evoluzione delle indagini, chiede agli Agenti di intensificare la sorveglianza su Colm, per evitare che commetta qualche sciocchezza con l'arma che si porta appresso.

Giorno 5

L'Agente A.M., attenendosi alle istruzioni di McGraw, segue Colm da quando esce di casa fino al posto di lavoro e ritorno: la sua routine non cambia, ad eccezione del fatto che si porta costantemente dietro la pistola e appare più guardingo del solito.

Drinkwater, seguito dall'Agente L.C., non si reca come suo solito presso le varie librerie, ma dopo una sostanziosa colazione in un caffè nei pressi dell'hotel, effettua una chiamata da una cabina e quindi prende un taxi fino ad una villetta a schiera nel Greenwich Village. Lì incontra un uomo sui 35 anni, con il quale si reca poi a pranzo in un ristorante nei dintorni: tutta la vicenda ha il carattere di una rimpatriata, e i due sembrano grandi amici.
Una verifica da parte della NSA sul numero chiamato, rivela che l'utenza corrisponde all'indirizzo presso cui si è recato il professore, che è il domicilio di tale Theo Prentice, ex-studente di Drinkwater ai tempi della Boston University. I colleghi di L.C. lo informano anche del fatto che il professore è stato allontanato dall'Università con l'accusa di promiscuità nei confronti di alcuni studenti.

Aggiornate da L.C., le Agenti N.S. e V.F. verificano la fedina penale di Prentice ed eventuali sue affiliazioni a The Review o ad altri gruppi: le ricerche danno esito negativo.
Dopo pranzo i due ritornano a casa di Prentice, da cui non escono per tutto il resto della giornata.

Bhrunt, pedinato dall'Agente F.M., dorme fino alle 11.30, quindi si reca a pranzo nel ristorante dell'hotel. Verso le 13.00 esce e si dirige verso Central Park, dove trascorre il pomeriggio giocando a scacchi con persone mai viste prima.
Alle 17.00 ritorna al Mariott, si prepara ed esce per cena, sempre portandosi dietro la valigetta.

Peter Hames arriva al JFK in orario con il volo delle 22.00 da Toledo, Ohio. L'Agente V.F., che è presente, lo sente comunque lamentarsi delle condizioni del volo, di un inesistente ritardo, della lentezza nella consegna dei bagagli e così via.
Preso un taxi, si trasferisce all'hotel dove chiama Colm per avvisarlo dell'arrivo. Scende poi al bar dell'hotel, dove ha un colloquio di circa mezz'ora con Bhrunt al rientro dal ristorante. Terminata la chiacchierata, il veterano va a dormire, mentre l'editore torna in camera, guarda un film alla pay-per-view e va a dormire.

Drinkwater trascorre la notte a casa di Prentice, sorvegliato dalle Agenti N.S. e F.M.: quest'ultima, nel tentativo di spiare cosa succede al primo piano della casa, cade e si procura un infortunio alla gamba.

Durante la notte l'Agente L.C. diffonde il narcotico nella stanza di Bhrunt e si introduce sottraendo la valigetta: questa contiene una serie di mazzette di banconote usate, per un totale di circa $ 20.000. Dopo aver verificato che i numeri di serie non sono consecutivi né riferibili a rapine o altre attività illegali, la valigetta è ricollocata al suo posto.

Giorno 6

Bhrunt si alza presto, consuma una leggera colazione ed esce, seguito dall'Agente V.F.: passa la giornata in giro per negozi di computer e pranza presso un centro commerciale.
Nel primo pomeriggio, dopo aver acquistato una stampante, si reca presso una libreria dove stende una serie di appunti, evidentemente per il convegno del giorno seguente.

Drinkwater si congeda da Prentice nella prima mattinata, quindi torna a fare colazione nel bar del giorno precedente, sempre seguito dall'Agente N.S. (mentre F.M. si occupa del monitoraggio riguardo ai dispositivi di sorveglianza elettronica).
Il suo impegno successivo consiste nel recarsi presso una delle librerie visitate nei giorni scorsi e preparare una serie di note per la conferenza del giorno dopo.
Qui conosce un ragazzo, col quale si reca a bere una birra, prima di scambiare i numeri di telefono e tornare al proprio lavoro.

Hames esce in tarda mattinata e si dirige a piedi verso Central Park: mentre attraversa il parco viene riconosciuto e aggredito da una donna di 65-70 anni che lo apostrofa "assassino" e "maiale". Anche l'anziano la riconosce e replica agli insulti giungendo poi alle vie di fatto quando, per divincolarsi dalla presa della signora, le assesta un colpo con il proprio bastone da passeggio.
A quel punto interviene la Polizia, che procede a separare i litiganti, ammonendoli affinché contengano le proprie divergenze sul piano verbale.
L'Agente L.C., inteso che la donna si chiama Else Wiesen, chiede ai suoi colleghi NSA di recuperare informazioni: fa parte di un'organizzazione che combatte la diffamazione degli Ebrei e il negazionismo. Else è stata imprigionata ad Auschwitz quando era una bambina, e si era già scontrata con Hames alcuni anni fa durante una manifestazione di protesta contro The Review.
Hames, furibondo, torna all'hotel, si chiude in camera e chiama un tale James Parker (che, in seguito alle verifiche dell'Agente F.M. risulta essere un suo ex-commilitone) scusandosi per il mancato appuntamento, quindi chiama Colm (ma nessuno risponde) e infine la Polizia, lamentandosi del proprio trattamento.

Colm introduce una essenziale modifica nella propria routine, utilizzando l'auto per recarsi al lavoro, sempre seguito dall'Agente A.M.
All'uscita dall'ufficio, invece di recarsi a casa propria, si dirige ad una stazione di servizio dove effettua il pieno di benzina e quindi guida in direzione dell'aeroporto JFK, fino a giungere ad una zona commerciale con molti negozi abbandonati.
Colm parcheggia la propria macchina di fronte ad uno di essi, dove è già presente un taxi con l'autista a bordo.
L'Agente A.M. scende dal proprio taxi all'isolato seguente, e nota che Colm esita prima di bussare alla porta del negozio, all'interno del quale viene accolto da quello che l'Agente riconosce come Werner Linz.
A questo punto A.M. chiama a raccolta gli altri Agenti, i quali si presentano sul posto dopo circa 20 minuti (con altri tre Agenti forniti a supporto da McGraw), durante i quali non è successo nulla di rilevante (a parte il fatto che l'autista sia sceso per sgranchirsi e fumare una sigaretta per poi tornare in auto).

Dopo altri cinque minuti, la porta si spalanca e Colm esce di corsa brandendo la pistola, tuffandosi nella propria auto e scappando dal luogo.
Mentre gli Agenti A.M. e V.F. si muovono per intercettarlo, improvvisamente il taxi si muove puntando nella loro direzione e li investe, nonostante un preciso colpo dell'Agente N.S. allo pneumatico riesca a far sbandare il veicolo: il taxi riprende poi la propria corsa inseguendo la macchina di Colm, a sua volta inseguito dagli Agenti a supporto.
Nel frattempo, mentre N.S. presta soccorso ai feriti e chiama un'ambulanza, gli Agenti L.C. e F.M. entrano nel negozio, riempitosi intanto di fumo acre poiché Linz sta bruciando del materiale non meglio identificato.
Gli Agenti gli intimano di sospendere l'operazione, ma il tedesco prosegue nel proprio intento: pertanto L.C. gli spara ad una gamba, dopodichè con l'ausilio di F.M. lo trascina fuori dal locale, dopo aver smorzato il processo di combustione.
L'Agente L.C. torna dentro e, recuperato un telo, vi avvolge gli oggetti che Linz stava tentando di distruggere e li carica nel bagagliaio della propria auto: ad una prima occhiata sembrano resti umani.

Gli Agenti V.F. e A.M. vengono caricati su un'ambulanza, Linz su un'altra, accompagnato dall'Agente F.M.
In quel frangente gli Agenti di supporto informano L.C. e N.S. che durante l'inseguimento il taxi è stato fermato da una pattuglia della polizia: ne è seguito uno scontro a fuoco durante il quale l'autista ha freddato un poliziotto, per poi essere ucciso dal compagno di quest'ultimo.
Colm ha proseguito la propria fuga indisturbato.

L.C. ragguaglia McGraw, che gli indica di portare il materiale sequestrato presso la sede di New York dell'Agenzia Delta.
Si tratta in effetti di parti di un corpo umano: due avambracci, una gamba (troncata all'altezza del ginocchio) e la testa. Nel punto di amputazione di ciascun membro è presente una piastra metallica corredata di elettrodi.

Tornati al negozio abbandonato dopo che i pompieri hanno definitivamente domato l'incendio, gli Agenti L.C. e N.S. affiancano la polizia nel sopralluogo: i tavoli all'interno del locale presentano parecchi strumenti standard da laboratorio, tra cui oscilloscopi, generatori elettrici, pinze, cacciaviti e così via, più alcuni grandi vasi di vetro.
N.S. individua anche i resti prevalentemente bruciati di un libro scritto in tedesco: su una delle pagine si distingue però il seguente simbolo.



Nel frattempo Linz è stato curato e sedato, e viene preso in consegna da alcuni Agenti Delta che lo portano alla sede dell'Agenzia, dove intanto è giunto anche il Direttore McGraw.
L'Agente F.M. si reca così a casa di Colm, dove, con l'aiuto del portiere, scopre che il segretario ha racimolato alcuni oggetti di prima sussistenza, dato in affidamento il cane alla vicina, per poi sparire (un successivo esame delle registrazioni delle telecamere nell'appartamento confermano i rilevamenti: Colm ha riempito una valigia e ha lasciato l'edificio in auto).

Giorno 7

Gli Agenti di supporto hanno cercato informazioni sul tassista, ma le sue impronte digitali non sono schedate, né esiste traccia della sua impronta dentale nei database medici.
Non appare neanche tra i criminali di guerra ricercati (in particolare quelli relativi alla guerra dei Balcani).
McGraw sostiene di poter ancora effettuare un tentativo di identificazione, e fa spedire la foto del soggetto ad un non meglio definito destinatario.

Il Direttore e gli Agenti N.S. e L.C. infine assistono all'attivazione di alcune delle parti umane: quando vengono collegate a fonti di elettricità, le piastre degli avambracci causano la chiusura dei pugni, mentre l'effetto sulla testa è decisamente più strano e sconvolgente.
Infatti, non solo gli occhi si aprono, ma la bocca pronuncia alcune parole indistinte, prima di cessare definitivamente di "funzionare": ad un successivo esame, si riconosce la frase "Wer ruft mich an?", che in tedesco significa "Chi mi sta chiamando?".

Dalle prime ricerche sul simbolo trovato sulle pagine bruciate emerge che esso sia chiamato Schwarze Sonne o Sole Nero: si ritiene che questo simbolo ricoprisse una funzione esoterica o occulta, inquadrato nell'apparato del Misticismo nazista.

A questo punto mancano 2 ore all'inizio della conferenza.

(fine Parte 3 - continua...)

lunedì 8 novembre 2010

Chapter 3: See no evil - Parte 2


New York City, NY, USA. (Image courtesy of Wikipedia)
Giorno 2


Gli Agenti L.C. e V.F. riescono ad a violare la codifica del file "Varie": si tratta di una partizione criptata che contiene una sequenza di file che costituiscono una specie di diario in cui Colm tiene traccia di vari fatti quotidiani che, secondo la sua interpretazione, confermerebbero una trama cospiratoria da parte di non meglio identificati "Loro", il cui obiettivo è evidentemente distruggerlo.
È significativo che in alcuni dei file più recenti Colm indichi che ci sono "Altri" che hanno le medesime sensazioni, e segnali di essere in contatto con uno di essi.
Stando alle date, Colm ha cominciato a redigere i documenti subito dopo l'aggressione subita dai dimostranti un paio di anni fa.

L'analisi della corrispondenza "Lettere 2010" rivela come la maggior parte di esse sia costituita da richieste di informazioni o constatazioni di apprezzamento da parte di membri e simpatizzanti di The Review.
Tra di esse un gruppo di lettere dattiloscritte in tedesco, firmate "Werner".
L'Agente N.S. ricorda come una delle persone che hanno preso in carico di volta in volta le consegne presso la NWE sia stato identificato da Henshaw come Werner Linz.
Le lettere vengono pertanto inviate all'Agenzia perché se ne effettui la traduzione.

L'aereo di Drinkwater atterra in orario presso l'aeroporto JFK, dove l'Agente L.G. ne attende l'arrivo. Il professore quindi prende un taxi e si fa accompagnare all'hotel, dove si registra e sale in camera, chiamando la moglie per annunciarle il suo arrivo.
Più tardi scende a bere una birra al bar dell'albergo e per cenare.
Dopo cena se ne torna in camera e lavora per un paio di ore al portatile (senza andare in rete), quindi ordina un film sulla pay per view, lo guarda e va a dormire.

Nel frattempo Colm (il quale non ha notato l'intrusione degli Agenti) osserva la medesima routine del giorno prima.
Un controllo sul numero di serie della pistola trovata in casa sua rivela che essa non è mai stata registrata a New York, e in verità è stata rubata durante un furto in una casa nel Michigan nel 1996.

Giorno 3

Drinkwater spende la maggior parte della giornata visitando librerie, seguito dagli Agenti A.M., N.S. e F.M., salvo tornare in hotel per pranzare e passare un paio d'ore nel pomeriggio a Central Park a giocare a scacchi.
Durante la sua assenza, l'Agente L.C. penetra nella stanza ed effettua una copia del disco del portatile: i documenti contenuti sono costituiti da bozze di proprie opere in fase di pubblicazione, e da alcune presentazioni utilizzate dal professore durante le conferenze di The Review.
L'unica cosa inusuale è la presenza di alcuni cookie del browser, che fanno riferimento a siti di contatti gay.

Colm osserva la medesima routine dei giorni precedenti.

Allen Bhrunt arriva con il treno alla Grand Central Station verso le 16.30: anche in questa occasione l'Agente L.G. è sul posto per verificare.
Bhrunt prende poi un taxi alla volta del Mariott, si registra, sale in camera ed effettua due telefonate: una a Drinkwater per incontrarsi ed andare a cena in un ristorante italiano, e l'altra a Colm per informarlo del suo arrivo.

Alla sera, gli Agenti L.C. e N.S. seguono i due conferenzieri a cena, ma i discorsi tra i due si limitano a scambi di vedute sugli argomenti inerenti The Review.
Gli Agenti notano come Bhrunt porti ovunque con sé una valigetta 24 ore che non abbandona mai.

Dopo cena i due rientrano in hotel, parlano per circa due ore al bar e poi salgono nelle rispettive camere: Bhrunt va direttamente a dormire, mentre Drinkwater lavora alla propria presentazione per un'oretta prima di andare a letto.

Arrivano i primi risultati dalla traduzione delle lettere: Werner pone delle domande interessanti a Colm sulle attività di The Review, e dimostra un'accurata conoscenza dei fatti inerenti il Nazismo e la Seconda Guerra mondiale in generale, sottolineando il fatto che ci sono molti "Altri" che la pensano come i revisionisti.
Col procedere del tempo, Werner dà voce a posizioni sempre più integraliste di antisemtisimo e supremazia razziale, e nelle ultime fasi della corrispondenza suggerisce che lui e Colm si incontrino di persona.

Gli Agenti A.M. e V.F. cercano informazioni su Werner Linz: il match più probabile riguarda un sessantottenne orfano di guerra, successivamente emigrato a Boston negli anni '70, dove ha lavorato come contabile presso una ditta di trasporti.
Ulteriori dettagli sono riportati nel Dossier.

Giorno 4

Drinkwater spende nuovamente la giornata in giro per librerie, seguito dall'Agente L.G.
Alla sera si reca a vedere una pièce teatrale di Tennessee Williams, prima di tornare in hotel e lavorare per un'ora al computer e andare a letto.

Bhrunt lascia la propria stanza alle 11.30, recandosi (seguito dagli Agenti L.C. e N.S.) presso una stazione radiofonica dov'è prevista una sua intervista alle 14.00: la trasmissione si svolge regolarmente e vede la partecipazione telefonica di un paio di simpatizzanti, un paio di indignati oppositori e anche il parere di un esponente del Congresso.
Concluso il proprio impegno, Bhrunt prende il taxi e si fa portare presso una stazione della metropolitana, ove effettua una breve chiamata da un telefono pubblico prima di dirigersi ai treni.
L'Agente N.S. preme il tasto per richiamare l'ultimo numero dalla cabina, ma il telefono di destinazione squilla a vuoto.
Poco dopo, all'interno della metropolitana, Bhrunt riceve una telefonata, alla quale risponde a monosillabi. Dopo quattro stazioni scende, prende un taxi e torna per un percorso tortuoso all'hotel.
Lì ordina la cena in camera, guarda un film in pay per view e va a dormire.

Il numero chiamato da Bhrunt (e da cui è stato richiamato poco dopo) risulta assegnato a una scheda usa e getta, ed è stato utilizzato solo ed esclusivamente nelle occasioni citate.
Risalendo alla cella in cui era localizzato il cellulare (nel Queens), l'Agente N.S. richiede le foto del satellite nella speranza che nell'istante della chiamata fosse stato fotografato qualcuno: purtroppo le foto non forniscono alcuna informazione.

Per quanto riguarda Colm, l'Agente A.M. suggerisce di sfruttare le sue paranoie inserendo un biglietto nella sua cassetta delle lettere, che recita "Loro stanno arrivando".
Nel leggere il biglietto, il segretario di The Review si agita notevolmente, sale in casa, controlla la pistola e quindi prosegue nelle attività consuete mantenendo però un atteggiamento guardingo e portandosi costantemente dietro l'arma.

(fine Parte 2 - continua...)

martedì 2 novembre 2010

Chapter 3: See no evil - Parte 1


Washington DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

L’azione prende il via due giorni dopo il briefing riassuntivo presso l’ufficio di McGraw, conseguente al viaggio in Suriname.
L’agente L.C. cerca informazioni su Reinhard Galt, una delle persone che hanno preso in carico di volta in volta le consegne presso la NWE, e che l’Agente MI6 Rupert Henshaw aveva descritto come “inquietante”: vengono individuati una quindicina di risultati, ma l’unico le cui caratteristiche comportamentali sembrano rispecchiare quelle abbozzate da Henshaw è quello relativo ad un SS Oberführer nato nel 1911 e processato in contumacia a Norimberga per crimini di guerra.
L’agente inglese nel suo racconto si riferiva comunque ad una persona di mezz’età, non ad un quasi centenario.

Gli agenti vengono convocati da McGraw, che riferisce quanto segue:

Ho parlato con Charles Hume del MI6, responsabile di Henshaw, e mi ha spiegato come mai ai servizi segreti britannici interessasse scoprire che fine dovesse fare il progetto Hydra. Il governo inglese temeva che dietro all’azione di spionaggio ci fosse un governo sudamericano, in particolare l’Argentina: la questione delle Falkland è ancora una ferita aperta e il sospetto era che gli argentini volessero attaccare la flotta inglese di stanza presso le isole e riprendersi il loro ex-possedimento.
Lo svolgersi della vicenda ha tranquillizzato il governo britannico, anche se rimane il dubbio su chi fossero gli effettivi acquirenti e quali intenzioni avessero.

Vi ho convocato anche per una novità: da quando è morto l’Agente Dryden, stiamo cercando di accedere ad una parte criptata dell’hard disk del suo portatile. Purtroppo finora ogni sforzo è stato vano, ma proprio oggi ci è stata recapitata una busta che lui ha spedito un paio di giorni prima del decesso.

Quello che crediamo – o meglio speriamo – è che contenga un indizio che ci consenta di scoprire cosa ci sia nella parte criptata del disco.

La busta contiene una banconota da 50 Miliardi di Marchi della Repubblica di Weimar, corredata da un biglietto con scritto “Nothing is what it seems”.

L’Agente F.M. nota come il filamento inserito nella banconota per evitarne la contraffazione sia troppo “moderno”: procede quindi all’estrazione del medesimo, sul quale appare stampato qualcosa di troppo piccolo per essere decifrato ad occhio nudo.
Il dottor McCallum stupisce tutti leggendo una serie di caratteri e cifre dal filamento con l’ausilio di un semplice paio di occhiali da presbite: secondo gli Agenti A.M. e V.F. le caratteristiche della stringa sono tali da poter essere utilizzata come chiave di cifratura.
Byron si mette al lavoro e riesce finalmente a svelare la parte criptata del disco di Dryden.

Secondo i documenti contenuti in tale partizione, l’Agente stava raccogliendo informazioni su un gruppo noto come “The Review”, un’organizzazione negazionista dell’Olocausto.
In particolare, Dryden segnala una conferenza dell’organizzazione, aperta al pubblico, che si terrà al Merriweather Center di New York, presso Times Square, fra una settimana.
Sono previsti gli interventi di quattro relatori: Peter Hames, un veterano della Seconda Guerra Mondiale; Michael Drinkwater, un ex-professore di Storia Europea attualmente disoccupato; Allen Bhrunt, l’editore responsabile della pubblicazione dei libri scritti dai membri autorevoli del gruppo; e Stephen Colm, il segretario di The Review.

Confidando nell’intuito di Dryden, e sospettando che uno o più dei membri dell’organizzazione possa avere connessioni con soggetti molto più pericolosi, McGraw assegna agli Agenti il compito di sorvegliare lo svolgimento del congresso e le frequentazioni dei quattro relatori da quando arriveranno a New York.
Dalle prenotazioni effettuate, il primo ad arrivare sarà Drinkwater fra due giorni: è necessario quindi che gli Agenti si rechino a New York già domani.

Nel frattempo l’Agente L.C. cerca informazioni su The Review e i quattro relatori.
La funzione principale dell’organizzazione è quella di fornire supporto ai propri membri, mantenere un forum per lo scambio di informazioni fra gli aderenti, e raccogliere fondi per il movimento, principalmente attraverso la vendita di libri (specialmente online) oltre che attraverso donazioni private di una certa entità.
L’obiettivo è promuovere il punto di vista secondo cui l’Olocausto nella forma in cui è comunemente noto, non è mai avvenuto: in particolare, essi negano l’intenzione di un genocidio basato sulla razza, l’esistenza di una campagna di sterminio e in ultima analisi che il numero stimato di Ebrei morti nei campi di concentramento sia fortemente esagerato. Non si tratta assolutamente di un gruppo neonazista, anche se alcuni membri dichiarano di esserlo; in molti si sono uniti a The Review in base a proprie convinzioni di supremazia razziale, o perché convinti che esista una cospirazione Sionista planetaria.
I membri più autorevoli sono apparsi sovente in trasmissioni televisive e radiofoniche, e i loro punti di vista sono stati pubblicati e discussi su vari giornali.
The Review ha la reputazione di essere il gruppo negazionista meglio organizzato, e di saper argomentare le proprie idee in modo oggettivo e logico: al momento l’organizzazione è coinvolta in una controversia legale riguardo alla propria ideologia.

Per quanto riguarda i quattro relatori, tutti tranne Colm non provengono da New York e hanno pubblicato dei libri. Le informazioni disponibili su di essi sono riassunte nel Dossier.
Riguardo agli argomenti della conferenza, Hames parlerà dell’attitudine del Partito Nazista nei confronti degli Ebrei, sostenendo che il partito non ne ha mai perpetrato l’omicidio deliberato, pur ammettendo la deportazione e l’incarcerazione; Drinkwater si focalizzerà sulla questione delle camere a gas, sostenendo che esse rappresentassero casi isolati; Bhrunt farà il punto sulle attività dell’organizzazione negli ultimi mesi, e quindi si concentrerà su un recente dibattito tra The Review e un’organizzazione antifascista.
Colm agirà da chairman, presentando i relatori e moderando i dibattiti.


New York City, NY, USA. (Image courtesy of Wikipedia)
Giorno 1


Con i dati delle prenotazioni relative a mezzi di trasporto e sistemazioni alberghiere, gli Agenti sono in grado di prenotare alcune camere nelle vicinanze di quelle riservate ai tre relatori esterni, presso il Marriott Hotel.
Con l’aiuto dell’Agente A.M., l’Agente L.C. accede alle stanze in cui alloggeranno i membri di The Review, e procede ad una sistematica disposizione di cimici e telecamere per tenerne sotto controllo i movimenti e le chiamate telefoniche.

L’Agente A.M., inoltre, decide di verificare le attività di Colm durante la sua routine quotidiana. A tale scopo lo segue all’uscita dal posto di lavoro, sulla metropolitana, fino a casa, dove egli rimane per tutta la sera, salvo uscire dalle 19.30 alle 20.00 per portare a spasso il proprio cane.
Alle 21.30 l’Agente A.M. ritorna all’hotel e relaziona ai propri colleghi.

Giorno 2

Con l’intenzione di mettere sotto sorveglianza anche l’appartamento di Colm, gli Agenti si recano alle 8.00 presso la sua abitazione (un palazzo di sei piani con scala antincendio a vista sulla strada).

Mentre le Agenti N.S. e F.M. distraggono il custode, gli Agenti A.M., L.C. e L.G. si introducono nell’appartamento al secondo piano.
Essi notano subito che il pavimento dell’ingresso è cosparso di polvere fine: si tratta di borotalco, evidentemente asperso da Colm per individuare eventuali intrusi.

Nel salotto salta all’occhio la mancanza di radio e televisione, mentre ci sono numerosi scaffali di libri su argomenti politici e storici, oltre ad un raccoglitore con i giornali dell’ultima settimana.
Il sofà è rivestito di nylon, probabilmente per consentire al cane (che abbaia costantemente dalla propria postazione presso la poltrona padronale) di accucciarvisi sopra.
La cucina è perfettamente in ordine, con un frigorifero è rifornito.

La camera da letto contiene uno scaffale su cui fanno bella mostra di sé vari souvenir di provenienza principalmente europea: è notevole la presenza di un set di soldatini con le fattezze di noti personaggi storici europei, tra cui Napoleone, e ovviamente Mussolini e Hitler.
L’armadio contiene una serie di anonimi completi: sul ripiano superiore si trova invece un kimono da karate, che nasconde un revolver e una scatola di 50 proiettili. Gli Agenti annotano il numero di serie della pistola.

Il bagno non contiene elementi di interesse, mentre l’ultima stanza è quella adibita a studio.
Qui si trova un computer completo di modem, fax e stampante: nel pc sono contenuti documenti e archivi relativi alle attività di The Review, oltre all’elenco anagrafico dei membri dell’organizzazione.
Oltre a quanto elencato, esiste anche un file in formato sconosciuto denominato “Varie”.
Gli Agenti procedono ad una copia del disco.

Oltre ai dispositivi elettronici, nella stanza c’è una libreria piena di opere letterarie su teorie della cospirazione, oltre ad una scatola etichettata “Lettere 2010”, di cui gli Agenti fotografano il contenuto.

Terminato il posizionamento delle cimici e delle telecamere, gli Agenti ripristinano la polvere di borotalco sul pavimento e tornano alla base.

(fine Parte 1 - continua...)

lunedì 25 ottobre 2010

Chapter 3: See no evil

Venerdì 29 ottobre parte il terzo episodio.


lunedì 4 ottobre 2010

Coming soon

...il terzo episodio.
Ricordo a chi non l'ha ancora fatto di inviarmi al più presto il profilo del proprio personaggio.

lunedì 14 giugno 2010

Situazione PNG al termine di Chapter 2: The Hydra Affair

NomeStatusLocalità
Joanna Samitn.a.Fuggita dal Jackson Memorial Hospital, Miami – attualmente contumace
Michael DowSanoArrestato al rendez-vous con Joanna Samit. Detenuto presso Dade Correctional Institution, Florida City, Florida
Leonard ShatSanoArrestato al rendez-vous con Joanna Samit. Detenuto presso Dade Correctional Institution, Florida City, Florida
Jeremy KingstonSanoArrestato. Detenuto presso Federal Correctional Complex, Petersburg, Virginia
Rupert Henshaw IIIn.a.Probabile cambio d'identità dopo la sparatoria a Paramaribo
Axel SneijderMortoDeceduto durante la sparatoria a Paramaribo
Roberto Silvera, Jan BedecktMortiGuardie della New World Enterprises, deceduti durante la sparatoria a Paramaribo
Miguel Gomezn.a.Guardia della New World Enterprises, preso in consegna dal distaccamento CIA di Paramaribo

N.B.: per i personaggi non citati non ci sono state variazioni di stato significative durante l'avventura conclusa.

Chapter 2: The Hydra Affair - Parte 3


Paramaribo, Suriname. (Image courtesy of Wikipedia)

Contrariamente a quanto ipotizzato precedentemente, il Governo non autorizza l'impiego degli aerei militari: gli Agenti quindi partono per Paramaribo utilizzando un jet dell'Agenzia Delta.
In loco li attende l'agente della CIA Art Baker, al quale viene chiesto di seguire Sneijder all'uscita dall'aeroporto.
Giunti in Suriname, gli Agenti raggiungono Baker presso la destinazione del mercenario: com'era logico supporre si tratta della sede della New World Export, presso il porto.

Baker e l'Agente A.M. rimangono di guardia all'esterno mentre gli Agenti si introducono nell'edificio, all'interno del quale non c'è nessuno: evidentemente gli occupanti si sono allontanati attraverso un'uscita posta sul lato opposto dell'edificio rispetto a quello sorvegliato.
Il magazzino al piano terra appare vuoto, eccezion fatta per alcuni pallet e mezzi di movimentazione merci.
Nell'ufficio al piano superiore, invece, viene trovato un PC portatile con i registri del transito merci nel magazzino, oltre all'archivio cartaceo dei documenti di trasporto.

L'analisi degli archivi rivela una normale attività di smistamento merci tra aziende europee ed americane, tranne per quanto riguarda una serie di voci per le quali il luogo di destinazione non è riportato: sui documenti di trasporto corrispondenti, il luogo di consegna è la NWE stessa, mentre appare evidente che i beni siano stati trasportati in altri luoghi.

Poco dopo, Rupert Henshaw fa il suo ingresso nell'ufficio, informando gli Agenti che i loro colleghi Baker e A.M. sono stati catturati: per la loro incolumità è quindi opportuno che gli Agenti seguano Henshaw al piano inferiore senza fare scherzi.

Giunti al fondo delle scale, essi vengono fronteggiati da Sneijder e tre guardie armate della NWE, che intimano agli Agenti di abbassare le armi. Al mancato rispetto della richiesta, una guardia ferisce Baker alla gamba.
Ne consegue uno scontro a fuoco, durante il quale due guardie vengono uccise, che termina con la resa da parte di Sneijder e del terzo uomo armato. Henshaw, dal canto suo, si dimostra interessato a non far fuggire il sudafricano, e spalleggia gli Agenti.
Disarmato e circondato, Sneijder decide di suicidarsi con quella che ad un primo esame appare una capsula di cianuro nascosta in un dente.

La sparatoria, sebbene avvenuta in un luogo isolato, è stata comunque segnalata alla polizia, e si sentono le sirene in avvicinamento: gli Agenti pertanto fuggono dal magazzino, portandosi dietro anche la terza guardia, Henshaw e il cadavere di Sneijder.

Raggiunta la "safe house" messa a disposizione dall'agente Baker, e somministrate le opportune medicazioni, Henshaw svela i retroscena dell'accaduto: egli è un agente MI6 (identità verificata dall'Agente L.C. con Charles Hume del MI6), con l'incarico di ottenere la fiducia di Vercauteren per svelare alcuni traffici sospetti che hanno allarmato il Governo britannico.
Nonostante non sia autorizzato a fornire ulteriori dettagli sulle motivazioni del proprio Governo, Henshaw restituisce la chiavetta con i dati prelevati alla Pegasus Systems (una copia dei dati, corrotta da un virus appositamente realizzato per distruggere i sistemi informativi e le informazioni presenti sui loro server, è stata recapitata alle Vercauteren Enterprises), e fornisce agli Agenti alcuni ragguagli sulle registrazioni sospette di merci presso la NWE: si tratta di materiali elettronici ed informatici provenienti da svariate multinazionali operanti in Europa (Siemens, Philips, e così via), ma la loro destinazione è ignota.
I beni sono sempre stati prelevati presso il magazzino da manipoli evidentemente paramilitari, utilizzando camion le cui targhe risultano appartenenti ad altri veicoli rubati.
Nonostante sui registri appaiano svariati nominativi, le consegne sono sempre state prese in carico da tre distinti responsabili, di cui l'inglese conosce i veri nomi: oltre al già noto Dragan Bregovic, tali Werner Linz e Reinhard Galt (quest'ultimo dal modo di fare particolarmente inquietante). Se la copertura fosse durata più a lungo, Henshaw avrebbe tentato di agganciare un segnalatore ai loro mezzi per cercare di capire dove vengano trasportati i materiali, ma la diversa piega presa dalla vicenda ha eliminato questa possibilità.

Quindi Henshaw si congeda, e gli Agenti fanno ritorno a Washington con i dati della Pegasus Systems, mentre la guardia ancora viva viene presa in consegna dal distaccamento CIA di Paramaribo.


Washington, DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

La sessione si conclude con il briefing riassuntivo presso l'ufficio di McGraw, presenti anche il dottor McCallum e Byron, i quali affermano di aver tentato di attivare la centralina di comando presente sul corpo del "Trasformista", ma senza esito (probabilmente i valori di tensione/corrente non erano quelli corretti).
Byron inoltre informa gli Agenti del fatto che la lega sconosciuta presente nella tuta si deteriora velocemente disgregandosi, a meno di conservarla all’interno di una teca in precise condizioni di temperatura, umidità e campo elettrico.

Ad un certo punto del briefing, la segretaria annuncia la visita dell’agente Henry Carver della Homeland Security.
McGraw procede a convocare l'Agente René Dubois nell’ufficio e successivamente dà istruzioni alla segretaria affinché Carver sia fatto entrare.
Dubois si siede in disparte, apparentemente senza fare nulla.

Carver, evidentemente una vecchia conoscenza di McGraw, è accompagnato da un collega in abiti civili ma dall’aspetto militare, e richiede che gli venga consegnato il corpo del "Trasformista" e la sua attrezzatura per ragioni di sicurezza nazionale.
McGraw controbatte affermando che le verifiche non sono ancora concluse: a questo punto Carver pare concentrarsi un attimo, salvo poi rimanere contrariato, guardando con risentimento Dubois.
A quel punto, sorridendo, McGraw gli consente di procedere all’acquisizione del corpo e della muta del "Trasformista". Carver, soddisfatto, esce quindi dalla stanza con il proprio collega, e Dubois viene congedato.

Per rispondere allo stupore dei presenti riguardo all'accaduto, McGraw dichiara semplicemente che, come gli Agenti hanno già avuto modo di riscontrare, esistono persone che hanno delle "caratteristiche particolari", e di aver cercato di far capire a Carver che non può sempre fare come gli pare e piace in ogni contesto.
Gli Agenti vengono quindi congedati, mentre il Direttore promette di cercare di reperire ulteriori informazioni dal governo inglese.

Fine episodio

lunedì 7 giugno 2010

Chapter 2: The Hydra Affair - Parte 2


Washington, DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

L'Agente V.F. si reca a Washington per essere messa al corrente degli sviluppi delle analisi effettuate sul cadavere del "Trasformista" e sull'attrezzatura trovata in possesso suo e di Joanna Samit.
L'Agente L.G. (ATF) di ritorno da una missione all'estero, viene aggregato alla squadra.

L'autopsia effettuata dal dott. Scott McCallum rivela quanto segue: il "Trasformista" è un maschio caucasico di circa 32 anni, alto 1,78 m, glabro e con i lineamenti poco definiti.
Le impronte digitali sono abrase e l'intera dentizione è stata ricostruita: non compare alcun codice identificativo sui perni utilizzati per fissare le protesi.
La sua epidermide è rivestita di ricettori in nanotecnologia connessi alla sua rete neurale.
Le ossa delle braccia e delle gambe sono state modificate attraverso un sistema meccanico che consente di variarne la lunghezza: anche questo impianto è connesso al sistema nervoso del soggetto.
Alla base del cervelletto è stato installato un dispositivo elettronico: si tratta di una centralina di comando, apparentemente pilotata dai segnali dei neuroni cerebrali.

Gli Agenti suggeriscono a questo punto di provare ad alimentare esternamente la centralina per capire cosa accada: questo verrà effettuato in un secondo tempo dal dottore con l'ausilio del tecnico di laboratorio.

V.F. e L.G. si recano quindi da quest'ultimo, Adam Byron, che riepiloga le caratteristiche delle dotazioni dei due personaggi.

Il soprabito di Joanna Samit, come i suoi pantaloni, è realizzato in Kevlar ultraleggero, da cui si spiega l’alta resistenza al danno subito durante la sparatoria.
L'equipaggiamento in suo possesso comprende:
• Pistola 9 mm
• Cellulare
• Tesserino “New World Export”
• Portafoglio con 300$

La memoria del cellulare contiene alcuni numeri (le sedi della NWE e delle altre imprese delle Vercauteren Enterprises, il numero di casa della madre), ed alcuni messaggi inviati e ricevuti che però non producono informazioni utili.

La tuta del "Trasformista" è costituita da fibre tessili sintetiche resistenti (simili al Kevlar utilizzato nei vestiti della Samit) intrecciate a filamenti di un materiale non identificato: ad un esame approfondito, la superficie della muta è costituita da una serie di micro celle esagonali di circa 5 mm di lato.
In corrispondenza di ogni cella, all’interno della tuta è presente un contatto (realizzato con lo stesso materiale sconosciuto) che si adatta al contatto corrispondente sulla pelle del soggetto.
Secondo successive analisi risulterà essere una lega superconduttrice di titanio e di un metallo sconosciuto, il cui numero atomico è superiore a 140.


Norfolk, VA, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Nel frattempo gli altri Agenti cominciano la sorveglianza su Jeremy Kingston.
L'Agente L.C. contatta la Pegasus Systems, ma il tecnico risulta essere già uscito per recarsi, come sua consuetudine, in palestra.
Gli Agenti si recano presso la palestra, dove L.C. e N.S. effettuano una prima ispezione fingendo di volersi iscrivere. Kingston viene individuato mentre si allena: la sensazione è che stia aspettando qualcuno. Col passare del tempo consulta in modo sempre più ansioso l'orologio, finché rientra nello spogliatoio, per uscirne sconvolto e dirigersi a casa in uno stato di grande agitazione.
Arrivato a casa, il tecnico tenta di mettersi in comunicazione con un numero di cellulare (corrispondente ad una tessera ricaricabile) che però risulta disattivato. Infine, con sorpresa degli Agenti, contatta direttamente la NSA, chiedendo dell'Agente Henshaw.
Gli Agenti L.C. e N.S. si presentano alla sua porta e, dopo aver vinto la diffidenza di Kingston, apprenderanno che Henshaw e Samit hanno avvicinato l'uomo spacciandosi per Agenti NSA, chiedendogli di provare a portare fuori dalla Pegasus Systems i dati relativi al progetto Hydra, allo scopo di verificare i protocolli di sicurezza dell'azienda. Il tutto, ovviamente, nell'interesse della sicurezza nazionale.
Egli avrebbe dovuto consegnare ad un altro agente NSA una chiavetta USB (che aveva celato nella fibbia dei pantaloni) questo pomeriggio in palestra, ma nessuno si è presentato e quando Kingston è rientrato nello spogliatoio ha scoperto che la chiavetta era sparita.

Gli Agenti A.M. e F.M., dopo aver verificato che la zona della casa di Kingston non sia sotto sorveglianza da parte di qualche cecchino, ritornano alla palestra: lo spogliatoio viene perquisito e una chiavetta corrispondente a quella di Kingston individuata, rivelandosi tuttavia una coincidenza.
Esaminando i filmati della sorveglianza con l'aiuto dell'impiegata della palestra, viene individuato un uomo entrato poco dopo il tecnico ed uscito una decina di minuti più tardi.
L'esame incrociato dei database di Interpol e CIA lo identificano successivamente come il mercenario sudafricano Axel Sneijder, personaggio noto per la sua partecipazione in svariate azioni di guerra in Africa. Si reputa che da qualche anno si sia trasferito in Colombia al soldo dei Narcos.
Una ricerca sui registri aeroportuali evidenzia l'imbarco di un passeggero (i cui dati anagrafici corrispondono ad una delle identità utilizzate in passato da Sneijder) dall'aeroporto di Washington Dulles tre ore prima, con destinazione Paramaribo.

Gli Agenti informano McGraw dell'esito delle indagini, e l'Agente L.C. suggerisce di farsi trasportare a Paramaribo utilizzando alcuni aerei militari della U.S. Naval Station di Norfolk.

(fine Parte 2 - continua...)

lunedì 31 maggio 2010

Chapter 2: The Hydra Affair - Parte 1


Miami, FL, USA.(Image courtesy of Wikipedia)

L'azione prende il via a Miami quattro giorni dopo lo scontro a fuoco nella metropolitana che ha portato all'arresto di Joanna Samit.

McGraw, oltre a fornire agli Agenti le informazioni biografiche su Joanna Samit, riferisce quanto segue:

Il medico legale del FBI ha effettuato l'autopsia sul cadavere di Derek Dryden: è stato ucciso brutalmente recidendo la carotide, dopo essere stato torturato. La morte è avvenuta alcune ore prima che il cadavere fosse scoperto.

Per quanto riguarda il cadavere del "Trasformista" (che non è stato possibile identificare in alcun modo), esso è stato inviato alla sede centrale dell'Agenzia Delta a Washington, insieme alla dotazione trovata su di lui e su Joanna Samit.

L’indagine a tutto campo scaturita dall’arresto di Joanna Samit ha prodotto una sequenza di immagini riprese due settimane fa da una telecamera di sorveglianza di una banca a Virginia Beach.

Vi si vede la Samit che accompagna una persona, che a sua volta incontra una terza persona davanti ad un ristorante.

I due uomini sono stati identificati rispettivamente come:
• Rupert Henshaw, ex ufficiale dell’esercito britannico, congedato con disonore per essersi appropriato di beni del Ministero della Difesa, attualmente responsabile della sede di Paramaribo della New World Export;
• Jerry Kingston, ingegnere elettronico impiegato presso la Pegasus Systems di Norfolk, Virginia;

Kingston sta lavorando per conto del Governo ad un sistema di armamenti dal nome in codice “Hydra”: in breve, si tratta di un dispositivo aria-terra antinave.

Sulla carta può sparare fino a cinque munizioni autoguidate altamente esplosive, in grado di menomare una flotta di portaerei nel giro di qualche minuto.

I motivi per cui la NWE possa essere interessata a tale tecnologia sono ignoti, ma temiamo che le sue intenzioni siano di rivendere la tecnologia al miglior offerente, data la propria posizione strategica in Sudamerica.

Dai controlli effettuati dall'Agente L.C., Henshaw e la Samit sono entrati dal Suriname negli USA al Washington Dulles International Airport, e hanno prenotato le rispettive camere all'Hotel Monaco.
Henshaw è ripartito per Paramaribo, sempre dal Dulles, due giorni dopo.
L.C. ha cercato anche informazioni sulla Pegasus Systems: si tratta di un'azienda specializzata in elettronica su svariati campi di applicazione. Essa lavora a stretto contatto con il Governo in particolare per quanto riguarda lo sviluppo di sofisticati sistemi di armamento. L'accesso ai dati ed alle strutture è regolato da tre livelli di sicurezza.
Kingston è impiegato alla Pegasus dal 1986, e nel 2003 è stato nominato responsabile dei progetti di Ricerca e Sviluppo.

Gli Agenti V.F. e A.M. si sono recati presso il comando di Polizia per interrogare Leonard Shat e Michael Dow: entrambi sostengono che l'agente trovato morto fuori dal magazzino sia stato ucciso non da loro, ma da quello che loro identificano come "il Federale" (Dryden).
La loro estraneità all'omicidio è compatibile con i reati che costituiscono la loro fedina penale.
Entrambi dichiarano di essere stati assoldati da Bregovic con la stessa modalità utilizzata per gli altri scagnozzi, e di aver ricevuto compiti di sorveglianza e movimentazione materiali.
Nessuno dei due ha la minima idea dell'impiego del materiale informatico reperito nel magazzino, mentre solo Shat si ricorda di aver visto Bruce Meredith.

Terminato l'interrogatorio, l'Agente V.F. è partita alla volta di Washington per essere messa al corrente dei risultati delle analisi sul cadavere e sui dispositivi recuperati.

Nel frattempo, le Agenti F.M. e N.S. si sono recate in ospedale per interrogare Joanna Samit. Secondo il medico curante, le sue condizioni sono tali da consentirne la dimissione nel giro di un paio di giorni.
La ex-poliziotta si presenta come sofferente e in stato di dormiveglia: quando l'Agente F.M. le porge un taccuino per raccogliere le risposte alle proprie domande, la Samit la afferra per il bavero e la scaglia attraverso la stanza, affrontando poi N.S. con una sbarra divelta dal fianco del letto.
Nella colluttazione che segue, N.S. ferisce la Samit ad una coscia mentre lei abbatte la porta e si lancia nel corridoio.
L'inseguimento all'interno dell'ospedale termina nell'affollato Pronto Soccorso, dove l'inseguita riesce a far perdere le proprie tracce rubando un camice e nascondendosi.

Avvertiti, L.C. e A.M. arrivano sul posto e cominciano un'analisi della situazione: si scopre che la Samit ha rubato un'auto che viene successivamente ritrovata in un cantiere edile, da cui riesce a far perdere le tracce utilizzando i mezzi di trasporto pubblico.
Anche l'indagine presso l'ultimo domicilio conosciuto della donna a Miami non porta ad alcun risultato: l'appartamento era in affitto e attualmente è occupato da una coppia di anziani.

Messo al corrente dell'accaduto, McGraw consiglia agli Agenti di lasciar perdere la pista della Samit (che verrà presa in carico da qualche altro Agente di zona), e li invita a focalizzarsi sulla questione della Pegasus Systems per cercare di arginare la fuga di informazioni.

(fine Parte 1 - continua...)

giovedì 6 maggio 2010

Situazione PNG al termine di Chapter1: Operation Fireflash

NomeStatusLocalità
Darko JoveticMortoUcciso durante la sparatoria presso il teatro
Nikola PasicFerito non graveDetenuto presso United States Penitentiary, Leavenworth, Kansas (High Security)
Dragan Bregovicn.a.Ritenuto morto nella sparatoria al teatro, fuggito dall’obitorio – attualmente contumace
“Gandalf”
(Bruce Meredith)
SanoDetenuto presso Federal Correctional Institution, Miami, Florida
"Trasformista"
(N.N.)
MortoUcciso durante la sparatoria al magazzino dov’è stato rinvenuto il cadavere di Dryden
Joanna SamitFerita in fase di recuperoIn cura presso Jackson Memorial Hospital, Miami – in attesa di essere trasferita presso Federal Correctional Institution, Tallahassee
Michael DowSanoArrestato al rendez-vous con Joanna Samit. Detenuto presso Dade Correctional Institution, Florida City, Florida
Leonard ShatSanoArrestato al rendez-vous con Joanna Samit. Detenuto presso Dade Correctional Institution, Florida City, Florida

martedì 4 maggio 2010

Chapter 1: Operation Fireflash (riepilogo)


Miami, FL, USA.

L'Agente Derek Dryden (FBI), che in passato aveva lavorato per l'Agenzia insieme agli Agenti L.C. e N.S., sta indagando su un gruppo di hacker denominato "Avalon" e non fornisce proprie notizie da alcuni giorni.

Per scoprire cosa sia successo, il Direttore Terence McGraw recluta gli Agenti V.F. (CIA), A.M. (ATF) e F.M. (FBI).

Durante il sopralluogo presso l'appartamento di Dryden, gli Agenti si imbattono in un gruppo di teppisti che sta distruggendo l'abitazione: fermati ed interrogati, rivelano di non sapere nulla riguardo agli hacker, ma di essere stati reclutati da un individuo dall'aspetto militaresco.
I teppisti descrivono quindi la posizione e l'aspetto di un magazzino all'interno del quale hanno ricevuto gli ordini.
Dopo uno scontro a fuoco, all'interno del magazzino vengono confiscate numerose casse contenenti attrezzatura informatica ed equipaggiamento da hacker.

Gli indizi raccolti a casa di Dryden e al magazzino puntano alla nave "Exodus", arrivata al porto di Miami dal porto di Paramaribo.
Ulteriori investigazioni rivelano che la barca (come anche tutta l’attrezzatura informatica trovata al magazzino) è intestata alla New World Export, società controllata, attraverso un meccanismo a “scatole cinesi” di una serie di holding, dal finanziere olandese Arjen Vercauteren, proprietario della Vercauteren Enterprise B.V. di Rotterdam.

Il natante è presidiato da due individui che ingaggiano un conflitto a fuoco con gli Agenti: uno di questi riesce a scappare a bordo di un SUV nero, mentre l'altro viene ferito e preso in custodia.
Il prigioniero, di chiara estrazione militare, pare parlare solo in serbo, e si rifiuta di fornire qualunque informazione utile agli investigatori.

Seguendo il fuggitivo, gli Agenti giungono ad un piccolo teatro in disuso, il Majestic: ne segue un nuovo scontro armato con il sospetto ed un suo compagno, al termine del quale i criminali vengono uccisi.
Nel retro del teatro viene scoperto un piccolo laboratorio informatico presidiato da Bruce Meredith, detto "Gandalf".
Un'analisi dei server presenti nel locale rileva una sistematica infiltrazione nei sistemi di FBI e CIA.

I cadaveri vengono portati in obitorio, e Meredith incarcerato per essere interrogato.
L'identità dei personaggi incontrati sulla Exodus e al teatro viene verificata: si tratta degli ex-soldati serbi Darko Jovetic, Nikola Pasic e del loro capo Dragan Bregovic.

Un gruppo di Agenti rimane con Meredith, mentre altri si recano in obitorio per effettuare dei rilievi sui corpi dei due mercenari.
Questi ultimi incontrano il Medico Legale, il quale li dirige verso una sala in cui sono conservati i cadaveri: i tavoli nella sala sono però vuoti, e il medico (morto) viene trovato all'interno di uno scomparto per le salme.
Sconcertati dall'aver parlato pochi istanti prima con un uomo assolutamente identico al dottore, gli Agenti si precipitano in corridoio in tempo per vedere il medico scappare trafugando un corpo su una barella.
L'inseguimento nel dedalo dei corridoi dell'obitorio si conclude con il ritrovamento della barella vuota all'esterno dell'edificio.
Da una verifica sui monitor della sorveglianza, appare un poliziotto che scorta all'esterno un uomo ferito e bendato ma perfettamente in grado di camminare: quest'ultimo è proprio Dragan Bregovic, del quale era stata accertata la morte nel teatro.

Nel frattempo, Meredith, che è il capo del movimento Avalon, rivela di essere stato reclutato da Bregovic, che si è presentato come esponente del Fronte di Rinnovamento Socialista. Egli, in buona fede, è convinto che gli strumenti per la sua “lotta al capitalismo” siano stati finanziati dal Fronte, mentre invece tutta l'attrezzatura è di proprietà della New World Export.
In un file criptato si trovano i riferimenti di dove è tenuto prigioniero Derek Dryden, oltre ad un video dimostrativo in cui si vede l’agente con lividi e ferite legato ad una sedia.

Gli Agenti si recano sul posto indicato dal file, in tempo per vedere un SUV che si allontana e il corpo di un poliziotto steso a terra.
Un gruppo di essi si introduce all’interno dell'edificio, dove viene trovato Dryden legato ad una sedia e ferito come appare nel video: una volta liberato, tuttavia, l'Agente scomparso impugna una pistola e tenta di uccidere i soccorritori.
Grazie al diversivo procurato dall'esplosione di un'auto nelle vicinanze, Dryden riesce a scappare all'esterno e a mescolarsi ai poliziotti accorsi sul luogo.
Fuori dall'edificio, gli Agenti non riescono ad individuare il soggetto, ma la loro attenzione viene attratta da un poliziotto ferito che si comporta in modo circospetto: il confronto con quest'ultimo culmina in un nuovo scontro a fuoco, nel corso del quale il poliziotto viene ucciso, rivelandosi come un uomo di età indefinibile, alto circa 1,75 m, glabro e con i lineamenti poco marcati, rivestito di una tuta dall'aspetto squamato.
Il cadavere del vero Agente Dryden viene scoperto durante la perquisizione del magazzino, all'interno di una cassa.

Le persone a bordo del SUV conducono l'altro gruppo di Agenti ad un parcheggio multipiano, dove una donna bionda consegna ai due sospetti una somma di denaro, per poi allontanarsi.
I due (Leonard Shat e Michael Dow) vengono catturati, mentre la donna viene seguita mentre si allontana in metropolitana.
Accortasi di essere pedinata, quest'ultima prende in ostaggio una donna ed affronta gli Agenti.
Nel frattempo un passeggero, allarmato da quanto sta accadendo, estrae la pistola sparandoa casaccio e causando un putiferio. Il conducente della metropolitana fa fermare il convoglio e la donna ne approfitta per scappare nel tunnel, inseguita dagli Agenti.
Ne consegue uno scontro a fuoco, al termine del quale la donna (ferita) viene fermata e trasferita in ospedale.
Uno dei poliziotti coinvolti nell'arresto la identifica come una ex-collega: Joanna Samit.

Fine dell'episodio