martedì 22 novembre 2011

Chapter 5: Emerald - Parte 2


Butte Flats, Oklahoma, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Esaminando gli effetti personali dell'autista del pickup, l'Agente L.G. ha una visione di un uomo vestito da infermiere che scartabella tra i medesimi oggetti e quindi procede ad iniettare qualcosa nella flebo collegata al braccio del paziente.
L'Agente procede quindi a richiedere i filmati alla sorveglianza dell'ospedale.

Nel frattempo, il riconoscimento delle impronte rivela l'identità del defunto: si tratta di Melvin Ray Briggs, un tecnico informatico 32enne di Dallas notoriamente affiliato al gruppo eversivo Avalon.

L'Agente L.C. ha ottenuto il mandato di perquisizione, e insieme all'Agente A.M. pianifica di introdursi nel complesso della Eickey Meat Company, con il supporto dello sceriffo Taylor.
I tre si recano quindi sul posto con l'intenzione di attendere che Bill Myers e i suoi escano: le Agenti V.F. e N.S. hanno in programma invece di intercettare lo stesso Myers presso un locale che lui è solito frequentare.

Giunti in prossimità dell'ex raffineria, essi vengono messi in allerta dalla quiete innaturale che regna sul posto: il cancello è aperto e non si notano persone in giro.
Durante la perlustrazione attorno all'edificio degli uffici, l'Agente A.M. sorprende una persona acquattata nell'ombra, che in preda al nervosismo e al panico dichiara che un fantomatico "Karl" ha "ucciso tutti là dentro".
Il soggetto viene preso in custodia dallo sceriffo, mentre A.M. e L.C., con circospezione, si introducono nell'edificio: in effetti all'interno dell'ufficio sono presenti i cadaveri di 5 persone, tra cui Bill Myers.

Il sospetto, rinchiuso in macchina, comunica allo sceriffo che ci sono delle persone rinchiuse nel seminterrato: in effetti, l'Agente A.M. riesce ad individuare una botola di accesso al piano inferiore, aperta la quale si sentono provenire flebili richieste di aiuto dal sotterraneo.

La scena che si rivela agli Agenti è quella di un vasto stanzone equipaggiato con alcuni tavoli operatori e una serie di scaffali attualmente vuoti, fatta eccezione per un congegno esplosivo, il cui timer informa che mancano circa 5 minuti all'esplosione.
Il lato opposto della camera è occupato da tre grandi celle in cui sono alloggiate una ventina di persone in pessime condizioni: i prigionieri sono individui ambosessi di varie età, alcuni afroamericani, altri caucasici o orientali.
L'Agente L.C. tenta senza successo di disattivare la bomba, mentre A.M. e lo sceriffo si adoperano per portare i detenuti in salvo.

Quando le celle sono state svuotate, l'Agente A.M. nota una cassa in disparte con alcune sigle sul coperchio che la identificano come una testata termobarica di fabbricazione russa.

Il terzetto e i prigionieri, utilizzando l'auto dello sceriffo e il furgone presente nel parcheggio, fuggono a rotta di collo dall'impianto: giunti a circa 1,5 km l'ordigno esplode causando una serie di scosse telluriche e collassando l'intera struttura in un vasto cratere.

Le Agenti V.F. e N.S., avvisate nel frattempo che Myers è stato ucciso, ottengono da L.G. i dati relativi al domicilio di Danny Hurtz e si recano a Tulsa presso l'appartamento dello studente: la porta è socchiusa e il ragazzo è steso sul pavimento in un lago di sangue. Dalla prima analisi della scena, pare che sia stato freddato con un colpo di pistola in fronte non appena aperta la porta.
I vicini sostengono di non aver sentito alcunché, e di averlo visto per l'ultima volta il giorno prima.
Non ci sono segni di intrusione nell'alloggio, mentre il proiettile recuperato è compatibile con quelli che hanno assassinato Bill Myers e i suoi.

Una volta raggiunto l'ospedale di Pryor, L.C. e A.M. vengono raggiunti dagli altri Agenti ed affidano i prigionieri alle cure dei medici.
La maggioranza di essi fissano il vuoto e non rispondono neanche quando interpellati: essi riportano vari segni di bruciature, tagli, interventi chirurgici e maltrattamenti sia fisici che psicologici. Secondo i dottori ci vorranno alcuni mesi di terapia perché possano tentare di comunicare ed interagire propriamente con l'ambiente circostante.
Tra i soggetti più reattivi c'è una ragazza che gli Agenti hanno l'impressione di aver già conosciuto poco tempo prima: l'Agente L.C. la riconosce poi come "Annabelle", la ragazza nella stanza d'ospedale nella visione avuta in Ohio nel corso del caso Workman.
Una volta interpellata, Annabelle chiede agli Agenti se sia stato “Mike” a indirizzarli a loro, intendendo un tal Michael Bellevue.

Recuperati i filmati della sorveglianza dell'ospedale, gli Agenti si recano presso l'ufficio dello sceriffo per effettuare ulteriori verifiche ed interrogare il ragazzo catturato alla Eickey Meat Company.

Nel filmato della sicurezza ci sono alcune scene in cui sono visibili parti del viso del killer intravisto dall'Agente L.G.: combinando i vari frammenti ed effettuando alcune ricerche, l'Agente V.F. lo identifica come Karl Angermann, ex-agente STASI divenuto un letale mercenario dopo la caduta del Muro.

Il soggetto fermato è Frank Lewis III, un programmatore di una software house di Baltimora, hacker per conto del gruppo Avalon.
Egli indica in Bill Myers e soci i responsabili dell'eccidio alla chiesa battista: essi sono diventati sempre più paranoici col passare del tempo e, ritenendo che le attività nel sotterraneo potessero essere scoperte, hanno pensato bene di risolvere alla radice il problema.
Da quanto riferisce Lewis, lo smantellamento della struttura del seminterrato era praticamente concluso quando lui e Briggs sono stati portati lì, e l’ultimo carico risale a circa 10 giorni prima. Egli afferma di non avere assolutamente idea di cosa succedesse al piano inferiore, e di essere stato portato lì su indicazione di Bruce Meredith per potersi dedicare ad attività utili al gruppo Avalon.
Il suo compare Melvin si è dato alla fuga subito dopo il raid alla chiesa, profondamente inorridito dai metodi e dagli obiettivi della banda di Myers.

Per quanto concerne la sua attività in seno ad Avalon, Lewis è decisamente reticente: solo minacciando di liberarlo, rendendolo potenziale preda di Angermann, gli Agenti riescono a fare sbloccare il suo portatile e il server che hanno portato via dalla Eickey Meat Company.
Appare evidente che Lewis e Briggs stavano cercando un modo per poter penetrare la rete del Pentagono e di altri edifici governativi.

Quando lo sceriffo chiede una prova della sua estraneità all'operato dei soci di Myers, inoltre, l'hacker estrae una delle etichette che sono state apposte alle casse per la spedizione del materiale che componeva il laboratorio nel seminterrato.
Si tratta di un talloncino di trasporto della New World Export, ma il riferimento della destinazione è semplicemente “WR4”: una verifica effettuata dalla sede dell'Agenzia Delta sui registri della NWE evidenzia che tale indicazione corrisponde a “ulitsa Tsiolkovskogo 34, Volgograd, Russia”.

(fine Episodio)

lunedì 14 novembre 2011

Chapter 5: Emerald - Parte 1


Butte Flats, Oklahoma, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

L’azione prende il via un mese dopo la conclusione dei fatti narrati nel Capitolo 4.

Il responsabile dell'Agente L.G., data la brillante risoluzione del caso del magazzino un paio di settimane prima, decide di affidare a quest'ultimo l'indagine sul sospetto incendio di una chiesa a Butte Flats, una località a 30 km da Tulsa, Oklahoma.
Con l'Agente A.M., L.G. si reca quindi sul posto, ove sono accorsi anche alcuni agenti FBI provenienti dall'ufficio di Dallas.

Butte Flats è un tipico villaggio della campagna statunitense di circa 2000 abitanti, la cui economia si è sempre basata sulla raffineria della famiglia Myers, ma è caduta in disgrazia dalla chiusura dell'impianto circa 15 anni or sono.

La chiesa distrutta, costruita di legno e mattoni, si trovava in un'area pianeggiante a circa 3 km dalla periferia del paese, ed era frequentata da una congregazione battista costituita da vari nuclei famigliari, tutti afroamericani.
Dal momento dell'incendio, avvenuto durante una funzione religiosa verso le 20.30 della sera precedente, nessuno dei fedeli che vi hanno partecipato ha fatto ritorno a casa.

L'Agente L.G. rileva sulla scena numerose tracce di pneumatici di grandi dimensioni, atrribuibili a fuoristrada e camion, mentre l'Agente A.M. riconosce fra i detriti i resti di alcune granate di chiara fabbricazione statunitense, oltre ad evidenti residui di accelerante che comprovano oltre ogni ragionevole dubbio il dolo dell'accaduto.
Dopo aver esaminato l'interno della chiesa, i tecnici del FBI sostengono che non sono state trovate tracce di cadaveri, a parte alcuni frammenti di tessuto umano carbonizzato: dall'assenza di ossa sul luogo, è lecito supporre che i resti siano stati trasportati altrove.
Lo sceriffo Amos Taylor riferisce agli Agenti che l'incendio è stato avvistato dalla cittadina, ma il boato è stato notato meno, poiché confuso nel rumore dell'andirivieni di mezzi pesanti utilizzati nella riqualificazione della ex-raffineria.

Il complesso industriale, infatti, è in fase di conversione in mattatoio, essendo stato rilevato da parte della "Eickey Meat Company", che possiede alcuni allevamenti nella zona.
L'Agente A.M. ricorda che la EMC è presente negli elenchi sottratti alla New World Export a Paramaribo, ove figura come destinazione di materiale elettronico: messo al corrente McGraw, quest’ultimo coinvolge anche gli altri Agenti nell’investigazione.

Come prima cosa, l'Agente L.C. scopre che la EMC appartiene formalmente ad una joint venture con sede a New York, riconducibile – attraverso l'ormai consueto meccanismo di “scatole cinesi” – alla Vercauteren Enterprises.

Non appena la squadra giunge sul luogo al completo, gli Agenti F.M. e L.G. verificano il racconto dei testimoni che hanno segnalato l'incendio allo sceriffo, ricavando un quadro della situazione da cui appare evidente il sentimento razzista diffuso nel paese.
Passando poi ad esaminare le case di alcuni dei nuclei famigliari scomparsi, non rilevano però alcun elemento utile per l'indagine.

Effettuando una ricerca sui numeri seriali rinvenuti sui frammenti delle granate, l'Agente N.S. scopre che esse appartengono ad un elenco di materiale sottratto da un magazzino militare di Fort Worth, Texas, e introdotto nel mercato del traffico d'armi dal sergente Eric Crawford, che per questo motivo è attualmente detenuto presso lo United States Disciplinary Barracks di Fort Leavenworth, Kansas.

L'Agente V.F. collabora con i tecnici del FBI al rilevamento delle tracce di DNA presenti sul luogo, e quindi procede ad esaminare gli archivi del giornale locale alla ricerca di informazioni sulla famiglia Myers, precedente proprietaria del complesso della raffineria: Walton Myers, l'ultimo titolare, era in tutto e per tutto il padrone di Butte Flats, da tutti trattato con timore e reverenza poiché la sua attività industriale era il motivo stesso dell'esistenza del paese. Quando è morto, 18 anni fa, ha lasciato in eredità la struttura al figlio Bill, sottomesso nella vita privata e nel lavoro al padre, ma un vero bullo nel tempo libero.
Due anni fa, Bill (un uomo rozzo sulla quarantina) ha venduto la raffineria alla Eickey Meat Company, conservando il ruolo di responsabile della struttura.
Gli attuali interventi di ristrutturazione coinvolgono a vario titolo tutta la forza lavoro di Butte Flats.

L'Agente L.C. parte in direzione della raffineria, che si trova a circa 5 km dal paese al termine della strada sterrata che costeggia l'unica altura della zona, da cui Butte Flats prende il nome. Egli si tiene a distanza dall'edificio ed esaminando la scena con il binocolo: il sito è costituito da una struttura metallica che verosimilmente rappresenta l'impalcatura del mattatoio in fase di costruzione, e da un basso edificio di mattoni dove presumibilmente sono situati gli uffici.
L'intero complesso è circondato da una recinzione metallica alta tre metri e irta di filo spinato.

Nel frattempo, lo sceriffo Taylor viene avvisato dal proprio vice, accompagnato da un agente della polizia stradale, che a pochi km dalla raffineria è stato rinvenuto, un pickup con il muso conficcato in un torrente e il parabrezza crivellato di colpi.
Gli Agenti accorrono sul posto rilevando evidenti tracce di sangue sul sedile e fuori dal veicolo, che terminano presso una serie di impronte di pneumatici differenti da quelle trovate in precedenza.

L'Agente L.G. ipotizza che qualche "buon samaritano" abbia soccorso l'autista, e per questo si reca con l'Agente F.M. presso il County Medical Center di Pryor, che è l'ospedale più vicino. Lì viene informato dal personale della reception che il guidatore del pickup è stato trasportato presso il centro medico da un tal Danny Hurtz, uno studente di Tulsa, che lo ha rinvenuto riverso nel torrente.
Malgrado sia stato operato immediatamente e il buon decorso dell'intervento, l'uomo (che non aveva documenti e pertanto al momento non è identificato) è morto nella notte per complicazioni.
Le generalità fornite da Hurtz sono assolutamente autentiche, e la macchina che ha utilizzato per portare l'uomo all'ospedale (visibile nel video della sorveglianza) è effettivamente la sua.

Gli altri Agenti continuano a rilevare le tracce sul posto dell'incidente, ed in particolare l'Agente V.F. riesce a dedurre l'esatto calibro dei proiettili e il punto da cui sono stati sparati: il ritrovamento dei bossoli conferma che si tratta di un fucile militare di precisione, che ha fatto fuoco alle spalle del pickup, trafiggendo il guidatore presumibilmente all'altezza della scapola.
Dai dati della targa lo sceriffo risale al fatto che il pickup è di proprietà della raffineria, e quindi con gli Agenti L.C. e A.M. si reca presso la Eickey Meat Company: Myers, con fare sprezzante, si rifiuta di farli entrare nel complesso senza un mandato e dichiara che il veicolo gli è stato rubato il giorno precedente.
Durante il colloquio, l'Agente A.M. nota sul tetto dell'edificio di mattoni la presenza di una parabola evidentemente utilizzata per la connessione ad Internet via satellite, e curiosamente di dimensioni sufficienti ad effettuare anche l'upload di dati.

Circa un'ora più tardi arriva anche il risultato dell'esame tossicologico post-mortem per il guidatore del pickup, da cui risultano evidenti tracce di una potente neurotossina in circolo.

(fine Parte 1 - continua...)

lunedì 24 ottobre 2011

Prossimamente su questi schermi

...il nuovo capitolo!

giovedì 7 luglio 2011

Chapter 4: Echoes - Parte 3


Washington DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Gli Agenti esprimono a McGraw l'intenzione di tornare alla casa nel bosco per scoprire che cosa sia rimasto in sospeso, però con le adeguate contromisure per non essere colti di sorpresa dalla squadra di Carver.
Purtroppo l'Agente Renée Dubois (che pare possedere un'abilità che contrasta quella dell'agente dell'Homeland Security) è in missione e non è disponibile: McGraw ricorre allora a Jennifer Cooper, che è in grado di localizzare le altre persone dotate di abilità speciali, con le quali lei sia già stata in contatto precedentemente.
La ragazza dichiara di sentire la presenza di Carver a Washington: il campo potrebbe quindi essere sgombro per ulteriori investigazioni in loco.
Gli Agenti, comunque, decidono di muoversi separatamente per ridurre al minimo il pericolo di mettere in allarme la Homeland Security ed essere intercettati.
Nel caso in cui Carver dovesse muoversi da Washington, McGraw avviserà tempestivamente gli Agenti.


Contea di Coshocton, Ohio, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Gli Agenti giungono presso la casa armati di tutto punto: dopo aver effettuato un sopralluogo (coadiuvati dalla sorveglianza satellitare attivata dagli Agenti del NSA) ed aver constatato che la zona è libera, procedono avvicinandosi all'edificio.
Tutti subiscono una tremenda fitta alla testa e perdono conoscenza, tranne l'Agente L.C. che vede tutta la squadra dirigersi verso la cantina come in preda ad uno stato di trance.
Una volta entrati in cantina, ciascuno riprende il controllo delle proprie azioni: come gli Agenti avevano già notato alcuni giorni prima, si tratta di un ampio locale pieno di mobilia in disuso e altre cianfrusaglie. L'illuminazione è garantita da un'apertura sul soffitto, in corrispondenza di dove probabilmente in precedenza si trovava un pozzo.
Rispetto alla volta precedente, però, gli Agenti notano che dietro un ammasso di ciarpame si trova una seconda porta di lamiera, aprendo la quale si accede ad un lavatoio dotato di un piccolo mulino ad acqua: aprendo il rubinetto che si trova in una nicchia a sinistra dell'impianto, l'acqua scorre dall'alto mettendo in movimento le pale e scomparendo nel canale di scolo sottostante.

Un lato della stanza presenta quella che sembra una porta murata, dotata di un anello di ferro: pur provando a tirare con tutte le forze, però, gli Agenti non riescono a smuovere i mattoni.
L'Agente A.M. suggerisce di utilizzare una corda o una catena, legandola al meccanismo del mulino e assicurandola all'anello: dopo aver reperito una corda sufficientemente robusta nella stanza precedente, gli Agenti procedono e riescono a far collassare i mattoni sfruttando la forza dell'acqua.

La stanza murata è un ulteriore sgabuzzino, sporco e pieno di ragnatele, che contiene alcuni scatoloni, altri pezzi di mobilio e soprattutto un tipico letto da ospedale arrugginito e con il materasso squarciato, presso il quale l'Agente V.F. reperisce un sostegno per flebo da cui pende un sacchetto di plasma usato: sull'etichetta della sacca c'è scritto "Annabelle" ma il cognome è illeggibile.
Nella camera è presente una seconda porta, dotata di un'apertura a combinazione con cinque manopole, ciascuna delle quali è contraddistinta da un simbolo circolare di diametro differente rispetto agli altri.

L'Agente N.S. valuta che la stanza dovrebbe trovarsi al di fuori del perimetro della casa soprastante, e quindi giacere sotto il cortile.

Nel frattempo gli altri Agenti, esaminando gli altri elementi della stanza, trovano una serie di disegni tipicamente infantili (un re e una principessa, un cane, un giullare, il classico lupo...) tutti firmati "Annabelle".
Oltre ai disegni, l'armadio contiene un kit per la raccolta dei francobolli, comprendente un album, le pinzette e la lente, e soprattutto uno strano souvenir a forma di cristallo prismatico.
Esaminandolo con attenzione, l'Agente V.F. nota una specie di incisione al suo interno: utilizzando la luce di una torcia, l'Agente L.C. riesce a proiettare sul muro il simbolo, che si rivela una specie di diagramma.



Gli Agenti V.F. e N.S. riescono a mettere in correlazione i segni concentrici del diagramma con le manopole della combinazione della porta: ruotando i quadranti nelle posizioni indicate dai segni in corrispondenza di ogni cerchio, la porta si apre.

Quella che appare è una piccola stanza dalle pareti bianchissime che emana una sensazione di totale nitore e igiene maniacale: sembra in tutto e per tutto la camera di una clinica, ma tutta la scena ha un aspetto irreale, quasi fluttuante...
Al fondo della stanza c'è un nuovissimo letto d'ospedale nel quale giace una ragazza adolescente con i capelli rossi: non appena l'Agente L.C. tenta di avvicinarsi, però, l'immagine svanisce e gli Agenti si trovano in un locale delle stesse dimensioni dotato di una scala a pioli che sale verso il soffitto fino ad incontrare una botola di legno.

Con la massima circospezione, l'Agente A.M. si inerpica sulla scala e riesce a far scattare il fermo della botola, consentendo a tutti di introdursi nel locale soprastante.
Si tratta (per lo sbigottimento dell'Agente N.S. secondo cui la disposizione delle stanze della casa e quelle sotterranee avrebbe dovuto essere assolutamente diversa in base alle valutazioni precedenti) del corridoio interno della casa, su cui si aprono tre porte.

La prima conduce in cucina, dove c'è la porta che dà sull'esterno: tutte le finestre sono sprangate come nella precedente visita, e guardando fuori dalla porta gli Agenti possono vedere le proprie auto posteggiate dove le avevano lasciate.
La seconda porta si apre su un bagno in vistoso stato di disuso, mentre la terza dà accesso ad una camera da letto: qui, disteso sul tappeto in centro alla stanza in un lago di sangue, si trova il cadavere di Michael Workman.
Appare evidente che l'uomo sia stato ucciso da un colpo di pistola di grosso calibro sparato da distanza molto ravvicinata.

Mentre gli Agenti si accingono a perquisire la salma (senza peraltro trovare alcun indizio utile), la sensazione di oppressione che li aveva accompagnati durante il percorso svanisce. In quel momento il telefono satellitare squilla: è McGraw, preoccupato perché da un po' di tempo sta provando a mettersi in contatto con gli Agenti ma senza ricevere risposta.
Il Direttore li rassicura sul fatto che Carver si trovi ancora a Washington, e gli Agenti gli raccontano quanto hanno scoperto: McGraw allora li invita a trasferire il corpo di Workman presso il laboratorio di patologia del dottor McCallum, e di tornare in sede quanto prima.

Ripercorrendo il corridoio, gli Agenti notano con stupore che la botola da cui sono entrati in casa non esiste più: ci sono orme di varie scarpe che percorrono il locale, ma nessun segno riconducibile a qualcuno che si sia issato da un piano inferiore.
Uscendo, l'Agente L.G. si reca nuovamente in cantina: in effetti la porta che dava accesso al locale con il mulino non esiste più, e provando a valutare la consistenza del muro, esso dà la sensazione di essere addossato ad un terrapieno, non ad un'eventuale stanza.


Washington DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

L'esame autoptico sul cadavere di Workman conferma le ipotesi. Gli Agenti L.C. e L.G. svolgono un'indagine sul proiettile recuperato: la pistola che ha sparato non è registrata nell'AFIS, però il calibro è tra quelli utilizzati dagli agenti governativi.

Ricordando che i francobolli più recenti trovati nel fantomatico album recavano la data del 1993, l'Agente V.F. effettua una ricerca allo scopo di individuare eventuali adolescenti scomparse in quel periodo, rispondenti al nome di Annabelle.
L'unico risultato che pare avere attinenza con quanto cercato (e la foto della ragazza in allegato all'articolo di giornale conferma che potrebbe trattarsi dello stesso soggetto intravisto nel letto) riguarda una famiglia morta in un incidente stradale a Eureka, Nevada, nel 1994.

Evidentemente sarà opportuno fare chiarezza su questo avvenimento...

Fine Episodio

lunedì 27 giugno 2011

Chapter 4: Echoes - Parte 2


Mansfield, Ohio, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Alla fine della giornata, Michael Workman ritorna a casa: il responso dalle telecamere di sorveglianza è che l'uomo si fa una doccia, mangia, guarda un po' di televisione, legge qualche pagina del giornale e quindi va a dormire.
Neanche dalle intercettazioni telefoniche emerge alcun elemento sospetto.

Gli Agenti L.C. e A.M. effettuano alcune indagini patrimoniali sul Serenity Hospice, mentre l'Agente L.G. recupera informazioni sull'identità del Michael Workman deceduto anni or sono a cui il direttore dell'ospizio pare aver "mutuato" il codice di previdenza sociale.
Pare che l'acquisizione dell'edificio e i lavori di ristrutturazione siano stati finanziati da un conto corrente aperto dallo stesso Workman versando 200.000 $ in contanti. Questa procedura inusuale è stata possibile perché il deputato dell'Ohio Joseph Greene si è recato presso la banca per garantire di persona riguardo all'affidabilità dell'imprenditore.

L'Agente L.G. riscontra non esserci alcuna affinità né somiglianza tra il Michael Workman originale e il suo attuale omonimo.
Le indagini degli Agenti sul deputato Greene (un ottantacinquenne veterano decorato della guerra di Corea) lo dipingono come una persona integerrima e senza alcun tipo di pendenze: stesso dicasi del suo entourage.
L'unico fatto sospetto è che il suddetto si trova in coma irreversibile presso una struttura ospedaliera di Cincinnati in seguito ad un ictus dal 2002.

Contemporaneamente l'Agente L.C. indaga su presunte connessioni di Michael Workman con strutture militari: non appaiono riferimenti di sorta, ma il livello di confidenza della ricerca è tale da escludere che eventuali prove siano state cancellate a posteriori. Molto semplicemente, pare che l'individuo sia completamente estraneo ad un qualsiasi interesse da parte delle forze armate.

Un'ulteriore verifica viene svolta dall'Agente N.S.: secondo il certificato depositato presso gli uffici comunali di Mansfield, Michael Workman risulta nato il 6 luglio 1967 presso il St. John's Hospital di Springfield, Illinois, ma presso l'ospedale e gli uffici comunali di Springfield non esiste alcun riscontro in merito.

Accompagnato dal Capo della Polizia Fernandez e dal dottor McCallum, l'Agente L.G. si reca dai genitori dell'altro paziente dell'Hospice, George Riley, per ottenere l'autorizzazione ad effettuare una serie di esami non invasivi sul degente: una volta avuto il permesso, prendono contatto con il dottore dell'ospedale di Mansfield, che è la persona incaricata di svolgere gli esami di routine agli ospiti del Serenity.
Costui, in maniera del tutto trasparente, fornisce agli Agenti il responso degli ultimi esami effettuati su Riley e sul defunto Bain: nel referto non appare alcun elemento imprevisto, ma una fialetta di sangue di Bain viene comunque affidata al dottor McCallum per un controesame.

Nel frattempo, gli Agenti tengono sotto controllo la struttura e Workman in particolare, anche attraverso l'ausilio di un microfono amplificato posizionato sulla finestra dell'ufficio del direttore: a differenza della sera precedente, Workman si trattiene fino ad ora tarda, discutendo con l'infermiere di turno riguardo all'approvvigionamento di alcune scorte di magazzino ed altre questioni amministrative.

Verso le 21.30 l'infermiere si reca ad effettuare i controlli standard presso Riley e poi si ritira, probabilmente per effettuare l'inventario delle scorte richiesto da Workman. Quest'ultimo invece rimane ancora a lavorare al computer.
Dopo un po' di tempo, gli Agenti L.G., A.M. e N.S. si avvicinano alla porta di servizio sul retro dell'edificio, mentre L.C. rimane in postazione per rilevare eventuali movimenti di Workman. Il tentativo tuttavia fallisce, richiamando l'attenzione dell'infermiere: mentre gli Agenti ripiegano verso la postazione di sorveglianza, la finestra della stanza di Riley si apre e lui stesso scavalca il davanzale, avanzando poi in modo incerto (ma comunque meno rispetto a quanto sarebbe lecito attendersi dopo un lungo periodo di decubito) verso la strada. Una prima verifica rivela non esserci altri all'interno della stanza: L.G. e A.M. si mettono quindi sulle tracce del paziente, che sembra comunque pienamente in sé, con sguardo ben cosciente e presente.
Nel frattempo l'Agente N.S. ritorna in postazione, ove L.C. le comunica che da alcuni minuti tutto tace nell'ufficio di Workman, anche se attraverso la persiana il direttore appare essere ancora seduto alla propria scrivania: dopo aver aspettato ancora alcuni minuti senza che nulla cambi, L.C. decide di entrare nella struttura e si dirige verso l'ufficio, bussando alla porta. Nessuno risponde e l'Agente procede ad aprire la porta, rivelando Workman seduto con gli occhi chiusi alla scrivania.

Nel frattempo gli Agenti L.G. e A.M. tentano di intercettare Riley ma costui, non appena si accorge di loro, estrae una pistola e spara in direzione di A.M., il quale trova riparo dietro un'auto posteggiata: Riley avanza verso il nascondiglio, mentre L.G. tenta di sorprenderlo alle spalle.

L'Agente L.C. scuote Workman dal suo torpore e questi reagisce in modo sorpreso, chiedendo il motivo della presenza dell'Agente nel suo ufficio. Gli Agenti insistono nel voler vedere la stanza di Riley e, incuranti delle vaghe proteste del direttore, si recano presso la camera che ovviamente risulta vuota. L'infermiere è sinceramente esterrefatto, mentre il direttore continua a minacciare di prendere provvedimenti per quella che ritiene una violazione dei diritti suoi e dei pazienti.

Nel medesimo istante in cui L.C. sveglia Workman, il corpo di Riley collassa a terra: l'uomo rimane vivo ma incosciente. Gli Agenti L.G. e A.M. decidono quindi di caricalo in auto e portarlo presso l'ufficio di Medicina Legale ove il dottor McCallum ha posto la sua temporanea sede, avvisando nel contempo gli Agenti rimasti dell'accaduto.

Ricevuta la notizia, gli Agenti N.S. e L.C. insistono per sapere da Workman dove sia finito il corpo di Riley e, al proseguire del comportamento vago dell'uomo, chiedono l'intervento di Fernandez, che lo fa trasferire presso la stazione di polizia per un interrogatorio.

Il dottor McCallum certifica che Riley è tornato in stato di coma, e che le analisi sul suo sangue e su quello di Bain non hanno rilevato alcuna anomalia.
Nel frattempo Workman subisce un fuoco di fila sulle stranezze capitate presso il Serenity Hospice, sui propri dati anagrafici e sulla situazione contabile della sua struttura: alla fine, incapace di reggere la pressione, l'uomo crolla confessando di essere la causa materiale di tutti gli avvenimenti strani.
Workman dichiara di essere sempre stato in grado - senza sapere il perché - di rilevare quando nei dintorni fosse presente un "ospite vuoto", ossia un corpo umano vivo ma privo di coscienza, e di assumerne il controllo. Il suo primo ricordo di un'esperienza del genere risale alla metà degli anni '90 (prima del quale non ricorda assolutamente chi fosse o cosa facesse): Workman dichiara di aver più volte fatto ricorso a tale capacità per i fini più disparati, ma soprattutto per provare comportamenti estremi senza mettere a repentaglio la propria integrità fisica. L'uomo è stato anche responsabile di parecchie rapine e furti, nonché dei due casi già riportati in Texas e California.

Il Direttore dell'Agenzia Delta McGraw, messo al corrente dell'accaduto, istruisce gli Agenti affinché prendano in custodia Workman e lo trasferiscano presso un luogo sicuro che si trova a circa 70 km da Mansfield: lì dovranno affidare il detenuto ad alcuni Agenti di cui McGraw invia foto e credenziali.

Dopo aver sedato Workman, gli agenti si dirigono sul posto: si tratta di un casolare isolato in mezzo ai boschi. Presso l'edifico sono parcheggiati tre fuoristrada: da uno di essi escono gli agenti indicati da McGraw, che prendono in consegna Workman, conducendolo in casa.
Successivamente, dal gruppo si staccano due personaggi già noti agli Agenti: gli Agenti Carver e Jackson dell'Homeland Security, che ringraziano gli Agenti Delta per il servigio reso agli Stati Uniti.
In quel momento gli Agenti si rendono conto che gli Agenti indicati dal Direttore McGraw non sono sul posto, e che manca del tutto la copertura della rete cellulare: essi sono comunque assolutamente convinti che sia logico che Workman venga preso in custodia dall'Homeland Security.
Solo l'Agente N.S. accenna una reazione, ma i suoi compagni la tranquillizzano sostenendo che è tutto a posto.
L'Agente Carver si avvicina e le consegna un foglietto ripiegato, invitandola a pensare ad un numero: aprendo il foglietto, N.S. trova esattamente il numero pensato e sbalordita si rivolge a Carver che la ammonisce riguardo al mettersi contro determinate persone.

Ciò detto, i tre fuoristrada lasciano il luogo, e lo stesso fanno gli Agenti che, dopo aver percorso circa 20 km, si rendono conto di quel che è successo e tornano il più in fretta possibile al capanno, trovandolo però desolatamente vuoto.
Combattendo una strana sensazione di capogiro che li assale quando si avvicinano all'edificio, gli Agenti ispezionano la casa: si tratta di una abitazione ad un piano fuori terra, più una cantina, evidentemente utilizzata fino a qualche anno fa, ma ora in stato di assoluto abbandono.

Analizzando le tracce lasciate dai fuoristrada, gli Agenti L.C. e N.S. richiedono l'intervento aereo della polizia, che riesce a fermare due delle tre auto: sfortunatamente Workman non si trova su nessuna di esse, e gli Agenti dell'Homeland Security trattenuti in stato di fermo devono essere prontamente rilasciati in seguito a pressioni sui responsabili della polizia.

McGraw, avvisato telefonicamente, invita quindi gli Agenti a far ritorno alla base per discutere come muoversi in seguito agli avvenimenti.


Washington DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

McGraw convoca gli Agenti nel proprio ufficio, ove li informa che gli Agenti da lui contattati per prendere in custodia Workman sostengono di non ricordare affatto la chiamata del Direttore.
A questo punto egli sospetta di una fuga di notizie: evidentemente Carver ha saputo cosa stava "bollendo in pentola" perché qualcuno interno all'Agenzia lo ha informato.

Ciascuno ritorna alle proprie attività in attesa di ulteriori sviluppi.

Tre giorni dopo

L'Agente N.S. sta cercando con difficoltà di dormire: sente un ronzio di natura elettrica o meccanica che cresce progressivamente di intensità ma non riesce ad individuarne la sorgente...voltandosi verso il telefono cellulare, nota che esso è acceso e che emette una luminosità molto più intensa del solito...il rumore ed il bagliore aumentano finché...
Di punto in bianco N.S. si trova in piedi in mezzo alla strada, mentre un furgone le sta venendo addosso: istintivamente riesce a gettarsi sul lato e ad evitare di essere investita...il guidatore scende in preda all'agitazione e inveisce contro di lei: perché non guarda dove va e non cammina sul marciapiede??? Quindi risale sul proprio veicolo (il furgone del lattaio) e se ne va imprecando.
N.S. ormai è completamente sveglia: si trova in pigiama ad alcuni isolati da casa propria: la porta dell'abitazione è aperta e, mentre rientra in camera da letto, l'Agente sente arrivare un nuovo messaggio sul telefonino...non è riportato alcun numero, ma solo il nome del mittente: "Michael Workman"...il testo del SMS recita: "Aiuto!"

L'Agente A.M. si sveglia al mattino e una fragranza di uova e bacon pervade la casa...una voce femminile dal piano inferiore lo invita a scendere e fare colazione. Sospettoso, A.M. trova una donna di circa 30 anni intenta ai fornelli: l'Agente la affronta ed ella sostiene di essere la sua compagna da circa 6 mesi, portando come prova le numerose fotografie incorniciate che fanno mostra di sé sui vari mobili della casa...in una di esse la coppia è ritratta presso un parco di divertimenti, in un'altra si trovano al mare, un'altra ancora raffigura il compleanno di A.M., il quale tenta di farsi dare spiegazioni mentre la donna esce di casa per andare al lavoro salutando il vicino, che risponde cordialmente al saluto ma appare sconcertato quando A.M. compare sulla soglia brandendo la propria pistola di ordinanza...
A.M. rientra in casa ed esamina le foto, riconoscendo in una di esse la strada che conduceva al capanno, e sullo sfondo Michael Workman che regge un cartello da autostoppista con su scritto "Aiuto!"

L'Agente L.C., al ritorno dal lavoro, si rilassa guardando la tv...capita per caso sull'ennesima replica della cerimonia nuziale del principe William di Inghilterra...le solite cose...i parenti della sposa, ormai propinati in tutte le salse, il padre dello sposo, la madre dello sposo, il principe Henry - eh, povero ragazzo dopo tutto - in sedia a rotelle dopo l'inciden...UN MOMENTO! Improvvisamente, resosi conto delle incongruenze dell'avvenimento, l'Agente torna a seguire la trasmissione con il massimo interesse...lo sposalizio non si sta tenendo a Westminster, ma nella casa nel bosco...e il celebrante non è altri che Michael Workman che, fissando la telecamera, chiede: "...vuoi tu Agente McNamara aiutarmi?"

L'Agente L.G. sta tornando a casa dal lavoro, quando scorge sul ciglio della strada una figura vagamente familiare...con i lunghi capelli candidi che ondeggiano nel vento...NONNO! L'Agente inchioda e guarda sbalordito fuori dal finestrino, ma la figura è sparita...
Imputando la visione allo stress, L.G. sta per ripartire quando vede l'immagine del nonno riflessa nello specchietto retrovisore...
In quel momento si ritrova in piedi presso la propria auto: di fronte a sé ha il proprio nonno, che lo rimprovera di non aver seguito le sue orme, quando egli l'aveva individuato come il proprio successore...e alla fine lo invita a tornare alla casa nel bosco, perché la verità dev'essere svelata...
Detto quello svanisce, lasciando il nipote sbalordito...

Ormai una cosa è certa: gli Agenti devono tornare ad indagare sul luogo...

(fine Parte 2 - continua...)

martedì 14 giugno 2011

Chapter 4: Echoes - Parte 1


Washington DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Alcune settimane dopo la conclusione della vicenda precedente, McGraw convoca gli Agenti per lavorare su un nuovo caso.
Edna Fernandez, capo della polizia di Mansfield, Ohio, e ex-agente operativo dell'Agenzia Delta, riferisce un evento anomalo capitato nella propria giurisdizione: Caleb Bain, un uomo di 32 anni, è stato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia, dopo aver tentato una rapina.
La stranezza risiede nel fatto che Bain è in coma irreversibile da 10 anni in seguito ad un incidente d'auto.
I detective ipotizzano che il ragazzo si sia svegliato dal coma in uno stato di disturbo mentale, ma Fernandez pensa che ci sia qualche altro motivo.

Le prime indagini degli Agenti portano ad individuare due casi analoghi accaduti nel 2004 in California e nel 2006 in Texas: in entrambi i casi l'autopsia ha rilevato lesioni cerebrali che non possono essere imputate a cause naturali, né alle condizioni in cui versavano i pazienti.

Insieme al dottor McCallum, gli Agenti decidono di recarsi sul posto per effettuare approfondite indagini.


Mansfield, Ohio, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

L'autopsia rivela lo stesso tipo di lesioni rispetto ai casi di California e Texas, localizzate nelle aree del cervello preposte al governo dello stato di veglia, e al coordinamento motorio.
Secondo il dottore, è come se qualcuno avesse provato a far "ripartire" il cadavere allo stesso modo in cui si fa con un'automobile collegando i cavetti.
I muscoli delle gambe, sebbene atrofizzati data la lunga degenza, sono leggermente più tonici di quanto ci si aspetterebbe dalla semplice attività rieducativa che si effettua in questi casi.
Secondo il contenuto dello stomaco, Bain aveva mangiato da poco e aveva assunto forti dosi di alcoolici.

Nel frattempo gli Agenti L.C. e L.G. cercano analogie tra i due casi simili precedenti: a parte i risultati delle autopsie, il background delle due vittime (un commesso californiano entrato in coma cadendo da una scala e un malvivente texano ferito in un regolamento di conti tra bande) sono completamente differenti e senza elementi in comune; anche il censimento del peronsale dei due ospedali da cui sono fuggiti i pazienti non rivela punti di contatto.

Gli Agenti F.M. e N.S. interrogano invece i poliziotti protagonisti della sparatoria e il negoziante che ha subito la rapina.
Le loro versioni corrispondono esattamente ai rilevamenti: la pallottola estratta dal cadavere di Bain è stata sparata da uno dei poliziotti, mentre nel video a circuito chiuso del negozio si vede il giovane minacciare con una pistola il proprietario e muoversi per il locale in modo goffo ed affaticato.
Un esame più accurato effettuato dall'Agente F.M. mostra che Caleb pareva comunque muoversi in modo naturale (non ad esempio in preda a una specie di sonnambulismo o con movimenti rigidi)

L'Agente L.G. indaga sull'arma trovata in possesso del defunto, la cui matricola è stata abrasa: usando l'acido, riesce a rilevare i numeri di serie e a risalire al fatto che essa è stata usata da una gang di sudamericani a New York alla fine degli anni '90, dopodiché è sparita dal magazzino della polizia ed evidentemente è entrata nel giro del mercato nero.

Accompagnati da Fernandez, gli Agenti si recano presso la struttura che ospitava Caleb Bain: si tratta del Serenity Hospice, una casa di ricovero per malati terminali alla periferia di Mansfield.
Il direttore Michael Workman, si dichiara esterrefatto per l'accaduto ed assolutamente ignaro del fatto che Bain non si trovasse più nell'hospice: sia lui che l'infermiere di turno confermano che all'ultimo giro di somministrazione delle cure, poco prima di mezzanotte, era tutto in regola.
(La sparatoria è avvenuta verso le 3 del mattino precedente al giorno dell'azione)

L'atteggiamento del direttore insospettisce però l'Agente F.M., che convince i colleghi ad effettuare controlli più approfonditi.
La struttura è stata fondata dallo stesso Workman nel 2002: si tratta di un edificio ad un unico piano, con 10 stanze; al momento, oltre a Bain, ospita un unico altro paziente chiamato George Riley, anch'egli in coma in seguito ad un incidente.
La finestra della stanza di Bain è stata trovata aperta dall'infermiere, e nell'aiuola all'esterno della finestra si vede un'unica serie di impronte che si allontana. I vestiti che Caleb indossava sono quelli che aveva al momento del ricovero.

L'Agente L.C. indaga sulla situazione finanziaria e gestionale dell'hospice: a parte le tracce di una gestione trasandata, i conti appaiono in regola, analogamente al registro dei visitatori.
Non sono presenti telecamere, ma il personale conferma che gli ultimi a fare visita a Bain sono stati i suoi genitori regolarmente fino a un paio di anni fa quando sono deceduti: le spese per la degenza del giovane sono state pagate da un fondo assicurativo sottoscritto dagli amici di famiglia qualche tempo dopo l'incidente.
Una cosa interessante emerge invece dal profilo del direttore: non c'è alcuna traccia di lui prima del 2002, e il suo numero di previdenza sociale appartiene sì a un Michael Workman nato a Springfield, Illinois, ma deceduto nel 1985.

Dopo aver convinto Fernandez, gli Agenti mettono sotto controllo i telefoni del direttore: le chiamate e i messaggi in ignresso ed uscita non rivelano però alcun elemento sospetto.
Gli Agenti si recano quindi nell'appartamento di Workman: la casa è decisamente spartana, e non viene individuato alcun elemento sospetto. Ad ogni modo l'Agente L.C. installa alcune telecamere di sorveglianza nei vari locali.

(fine Parte 1 - continua...)

venerdì 10 giugno 2011

Chapter 4: Echoes

Questa sera prima parte del 4° Episodio

Chapter 4: Echoes

lunedì 30 maggio 2011

Ci siamo quasi...

Il nuovo episodio è schedulato per il 10 giugno...accorrete innumerevoli!