martedì 22 novembre 2011

Chapter 5: Emerald - Parte 2


Butte Flats, Oklahoma, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Esaminando gli effetti personali dell'autista del pickup, l'Agente L.G. ha una visione di un uomo vestito da infermiere che scartabella tra i medesimi oggetti e quindi procede ad iniettare qualcosa nella flebo collegata al braccio del paziente.
L'Agente procede quindi a richiedere i filmati alla sorveglianza dell'ospedale.

Nel frattempo, il riconoscimento delle impronte rivela l'identità del defunto: si tratta di Melvin Ray Briggs, un tecnico informatico 32enne di Dallas notoriamente affiliato al gruppo eversivo Avalon.

L'Agente L.C. ha ottenuto il mandato di perquisizione, e insieme all'Agente A.M. pianifica di introdursi nel complesso della Eickey Meat Company, con il supporto dello sceriffo Taylor.
I tre si recano quindi sul posto con l'intenzione di attendere che Bill Myers e i suoi escano: le Agenti V.F. e N.S. hanno in programma invece di intercettare lo stesso Myers presso un locale che lui è solito frequentare.

Giunti in prossimità dell'ex raffineria, essi vengono messi in allerta dalla quiete innaturale che regna sul posto: il cancello è aperto e non si notano persone in giro.
Durante la perlustrazione attorno all'edificio degli uffici, l'Agente A.M. sorprende una persona acquattata nell'ombra, che in preda al nervosismo e al panico dichiara che un fantomatico "Karl" ha "ucciso tutti là dentro".
Il soggetto viene preso in custodia dallo sceriffo, mentre A.M. e L.C., con circospezione, si introducono nell'edificio: in effetti all'interno dell'ufficio sono presenti i cadaveri di 5 persone, tra cui Bill Myers.

Il sospetto, rinchiuso in macchina, comunica allo sceriffo che ci sono delle persone rinchiuse nel seminterrato: in effetti, l'Agente A.M. riesce ad individuare una botola di accesso al piano inferiore, aperta la quale si sentono provenire flebili richieste di aiuto dal sotterraneo.

La scena che si rivela agli Agenti è quella di un vasto stanzone equipaggiato con alcuni tavoli operatori e una serie di scaffali attualmente vuoti, fatta eccezione per un congegno esplosivo, il cui timer informa che mancano circa 5 minuti all'esplosione.
Il lato opposto della camera è occupato da tre grandi celle in cui sono alloggiate una ventina di persone in pessime condizioni: i prigionieri sono individui ambosessi di varie età, alcuni afroamericani, altri caucasici o orientali.
L'Agente L.C. tenta senza successo di disattivare la bomba, mentre A.M. e lo sceriffo si adoperano per portare i detenuti in salvo.

Quando le celle sono state svuotate, l'Agente A.M. nota una cassa in disparte con alcune sigle sul coperchio che la identificano come una testata termobarica di fabbricazione russa.

Il terzetto e i prigionieri, utilizzando l'auto dello sceriffo e il furgone presente nel parcheggio, fuggono a rotta di collo dall'impianto: giunti a circa 1,5 km l'ordigno esplode causando una serie di scosse telluriche e collassando l'intera struttura in un vasto cratere.

Le Agenti V.F. e N.S., avvisate nel frattempo che Myers è stato ucciso, ottengono da L.G. i dati relativi al domicilio di Danny Hurtz e si recano a Tulsa presso l'appartamento dello studente: la porta è socchiusa e il ragazzo è steso sul pavimento in un lago di sangue. Dalla prima analisi della scena, pare che sia stato freddato con un colpo di pistola in fronte non appena aperta la porta.
I vicini sostengono di non aver sentito alcunché, e di averlo visto per l'ultima volta il giorno prima.
Non ci sono segni di intrusione nell'alloggio, mentre il proiettile recuperato è compatibile con quelli che hanno assassinato Bill Myers e i suoi.

Una volta raggiunto l'ospedale di Pryor, L.C. e A.M. vengono raggiunti dagli altri Agenti ed affidano i prigionieri alle cure dei medici.
La maggioranza di essi fissano il vuoto e non rispondono neanche quando interpellati: essi riportano vari segni di bruciature, tagli, interventi chirurgici e maltrattamenti sia fisici che psicologici. Secondo i dottori ci vorranno alcuni mesi di terapia perché possano tentare di comunicare ed interagire propriamente con l'ambiente circostante.
Tra i soggetti più reattivi c'è una ragazza che gli Agenti hanno l'impressione di aver già conosciuto poco tempo prima: l'Agente L.C. la riconosce poi come "Annabelle", la ragazza nella stanza d'ospedale nella visione avuta in Ohio nel corso del caso Workman.
Una volta interpellata, Annabelle chiede agli Agenti se sia stato “Mike” a indirizzarli a loro, intendendo un tal Michael Bellevue.

Recuperati i filmati della sorveglianza dell'ospedale, gli Agenti si recano presso l'ufficio dello sceriffo per effettuare ulteriori verifiche ed interrogare il ragazzo catturato alla Eickey Meat Company.

Nel filmato della sicurezza ci sono alcune scene in cui sono visibili parti del viso del killer intravisto dall'Agente L.G.: combinando i vari frammenti ed effettuando alcune ricerche, l'Agente V.F. lo identifica come Karl Angermann, ex-agente STASI divenuto un letale mercenario dopo la caduta del Muro.

Il soggetto fermato è Frank Lewis III, un programmatore di una software house di Baltimora, hacker per conto del gruppo Avalon.
Egli indica in Bill Myers e soci i responsabili dell'eccidio alla chiesa battista: essi sono diventati sempre più paranoici col passare del tempo e, ritenendo che le attività nel sotterraneo potessero essere scoperte, hanno pensato bene di risolvere alla radice il problema.
Da quanto riferisce Lewis, lo smantellamento della struttura del seminterrato era praticamente concluso quando lui e Briggs sono stati portati lì, e l’ultimo carico risale a circa 10 giorni prima. Egli afferma di non avere assolutamente idea di cosa succedesse al piano inferiore, e di essere stato portato lì su indicazione di Bruce Meredith per potersi dedicare ad attività utili al gruppo Avalon.
Il suo compare Melvin si è dato alla fuga subito dopo il raid alla chiesa, profondamente inorridito dai metodi e dagli obiettivi della banda di Myers.

Per quanto concerne la sua attività in seno ad Avalon, Lewis è decisamente reticente: solo minacciando di liberarlo, rendendolo potenziale preda di Angermann, gli Agenti riescono a fare sbloccare il suo portatile e il server che hanno portato via dalla Eickey Meat Company.
Appare evidente che Lewis e Briggs stavano cercando un modo per poter penetrare la rete del Pentagono e di altri edifici governativi.

Quando lo sceriffo chiede una prova della sua estraneità all'operato dei soci di Myers, inoltre, l'hacker estrae una delle etichette che sono state apposte alle casse per la spedizione del materiale che componeva il laboratorio nel seminterrato.
Si tratta di un talloncino di trasporto della New World Export, ma il riferimento della destinazione è semplicemente “WR4”: una verifica effettuata dalla sede dell'Agenzia Delta sui registri della NWE evidenzia che tale indicazione corrisponde a “ulitsa Tsiolkovskogo 34, Volgograd, Russia”.

(fine Episodio)

lunedì 14 novembre 2011

Chapter 5: Emerald - Parte 1


Butte Flats, Oklahoma, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

L’azione prende il via un mese dopo la conclusione dei fatti narrati nel Capitolo 4.

Il responsabile dell'Agente L.G., data la brillante risoluzione del caso del magazzino un paio di settimane prima, decide di affidare a quest'ultimo l'indagine sul sospetto incendio di una chiesa a Butte Flats, una località a 30 km da Tulsa, Oklahoma.
Con l'Agente A.M., L.G. si reca quindi sul posto, ove sono accorsi anche alcuni agenti FBI provenienti dall'ufficio di Dallas.

Butte Flats è un tipico villaggio della campagna statunitense di circa 2000 abitanti, la cui economia si è sempre basata sulla raffineria della famiglia Myers, ma è caduta in disgrazia dalla chiusura dell'impianto circa 15 anni or sono.

La chiesa distrutta, costruita di legno e mattoni, si trovava in un'area pianeggiante a circa 3 km dalla periferia del paese, ed era frequentata da una congregazione battista costituita da vari nuclei famigliari, tutti afroamericani.
Dal momento dell'incendio, avvenuto durante una funzione religiosa verso le 20.30 della sera precedente, nessuno dei fedeli che vi hanno partecipato ha fatto ritorno a casa.

L'Agente L.G. rileva sulla scena numerose tracce di pneumatici di grandi dimensioni, atrribuibili a fuoristrada e camion, mentre l'Agente A.M. riconosce fra i detriti i resti di alcune granate di chiara fabbricazione statunitense, oltre ad evidenti residui di accelerante che comprovano oltre ogni ragionevole dubbio il dolo dell'accaduto.
Dopo aver esaminato l'interno della chiesa, i tecnici del FBI sostengono che non sono state trovate tracce di cadaveri, a parte alcuni frammenti di tessuto umano carbonizzato: dall'assenza di ossa sul luogo, è lecito supporre che i resti siano stati trasportati altrove.
Lo sceriffo Amos Taylor riferisce agli Agenti che l'incendio è stato avvistato dalla cittadina, ma il boato è stato notato meno, poiché confuso nel rumore dell'andirivieni di mezzi pesanti utilizzati nella riqualificazione della ex-raffineria.

Il complesso industriale, infatti, è in fase di conversione in mattatoio, essendo stato rilevato da parte della "Eickey Meat Company", che possiede alcuni allevamenti nella zona.
L'Agente A.M. ricorda che la EMC è presente negli elenchi sottratti alla New World Export a Paramaribo, ove figura come destinazione di materiale elettronico: messo al corrente McGraw, quest’ultimo coinvolge anche gli altri Agenti nell’investigazione.

Come prima cosa, l'Agente L.C. scopre che la EMC appartiene formalmente ad una joint venture con sede a New York, riconducibile – attraverso l'ormai consueto meccanismo di “scatole cinesi” – alla Vercauteren Enterprises.

Non appena la squadra giunge sul luogo al completo, gli Agenti F.M. e L.G. verificano il racconto dei testimoni che hanno segnalato l'incendio allo sceriffo, ricavando un quadro della situazione da cui appare evidente il sentimento razzista diffuso nel paese.
Passando poi ad esaminare le case di alcuni dei nuclei famigliari scomparsi, non rilevano però alcun elemento utile per l'indagine.

Effettuando una ricerca sui numeri seriali rinvenuti sui frammenti delle granate, l'Agente N.S. scopre che esse appartengono ad un elenco di materiale sottratto da un magazzino militare di Fort Worth, Texas, e introdotto nel mercato del traffico d'armi dal sergente Eric Crawford, che per questo motivo è attualmente detenuto presso lo United States Disciplinary Barracks di Fort Leavenworth, Kansas.

L'Agente V.F. collabora con i tecnici del FBI al rilevamento delle tracce di DNA presenti sul luogo, e quindi procede ad esaminare gli archivi del giornale locale alla ricerca di informazioni sulla famiglia Myers, precedente proprietaria del complesso della raffineria: Walton Myers, l'ultimo titolare, era in tutto e per tutto il padrone di Butte Flats, da tutti trattato con timore e reverenza poiché la sua attività industriale era il motivo stesso dell'esistenza del paese. Quando è morto, 18 anni fa, ha lasciato in eredità la struttura al figlio Bill, sottomesso nella vita privata e nel lavoro al padre, ma un vero bullo nel tempo libero.
Due anni fa, Bill (un uomo rozzo sulla quarantina) ha venduto la raffineria alla Eickey Meat Company, conservando il ruolo di responsabile della struttura.
Gli attuali interventi di ristrutturazione coinvolgono a vario titolo tutta la forza lavoro di Butte Flats.

L'Agente L.C. parte in direzione della raffineria, che si trova a circa 5 km dal paese al termine della strada sterrata che costeggia l'unica altura della zona, da cui Butte Flats prende il nome. Egli si tiene a distanza dall'edificio ed esaminando la scena con il binocolo: il sito è costituito da una struttura metallica che verosimilmente rappresenta l'impalcatura del mattatoio in fase di costruzione, e da un basso edificio di mattoni dove presumibilmente sono situati gli uffici.
L'intero complesso è circondato da una recinzione metallica alta tre metri e irta di filo spinato.

Nel frattempo, lo sceriffo Taylor viene avvisato dal proprio vice, accompagnato da un agente della polizia stradale, che a pochi km dalla raffineria è stato rinvenuto, un pickup con il muso conficcato in un torrente e il parabrezza crivellato di colpi.
Gli Agenti accorrono sul posto rilevando evidenti tracce di sangue sul sedile e fuori dal veicolo, che terminano presso una serie di impronte di pneumatici differenti da quelle trovate in precedenza.

L'Agente L.G. ipotizza che qualche "buon samaritano" abbia soccorso l'autista, e per questo si reca con l'Agente F.M. presso il County Medical Center di Pryor, che è l'ospedale più vicino. Lì viene informato dal personale della reception che il guidatore del pickup è stato trasportato presso il centro medico da un tal Danny Hurtz, uno studente di Tulsa, che lo ha rinvenuto riverso nel torrente.
Malgrado sia stato operato immediatamente e il buon decorso dell'intervento, l'uomo (che non aveva documenti e pertanto al momento non è identificato) è morto nella notte per complicazioni.
Le generalità fornite da Hurtz sono assolutamente autentiche, e la macchina che ha utilizzato per portare l'uomo all'ospedale (visibile nel video della sorveglianza) è effettivamente la sua.

Gli altri Agenti continuano a rilevare le tracce sul posto dell'incidente, ed in particolare l'Agente V.F. riesce a dedurre l'esatto calibro dei proiettili e il punto da cui sono stati sparati: il ritrovamento dei bossoli conferma che si tratta di un fucile militare di precisione, che ha fatto fuoco alle spalle del pickup, trafiggendo il guidatore presumibilmente all'altezza della scapola.
Dai dati della targa lo sceriffo risale al fatto che il pickup è di proprietà della raffineria, e quindi con gli Agenti L.C. e A.M. si reca presso la Eickey Meat Company: Myers, con fare sprezzante, si rifiuta di farli entrare nel complesso senza un mandato e dichiara che il veicolo gli è stato rubato il giorno precedente.
Durante il colloquio, l'Agente A.M. nota sul tetto dell'edificio di mattoni la presenza di una parabola evidentemente utilizzata per la connessione ad Internet via satellite, e curiosamente di dimensioni sufficienti ad effettuare anche l'upload di dati.

Circa un'ora più tardi arriva anche il risultato dell'esame tossicologico post-mortem per il guidatore del pickup, da cui risultano evidenti tracce di una potente neurotossina in circolo.

(fine Parte 1 - continua...)