giovedì 7 luglio 2011

Chapter 4: Echoes - Parte 3


Washington DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Gli Agenti esprimono a McGraw l'intenzione di tornare alla casa nel bosco per scoprire che cosa sia rimasto in sospeso, però con le adeguate contromisure per non essere colti di sorpresa dalla squadra di Carver.
Purtroppo l'Agente Renée Dubois (che pare possedere un'abilità che contrasta quella dell'agente dell'Homeland Security) è in missione e non è disponibile: McGraw ricorre allora a Jennifer Cooper, che è in grado di localizzare le altre persone dotate di abilità speciali, con le quali lei sia già stata in contatto precedentemente.
La ragazza dichiara di sentire la presenza di Carver a Washington: il campo potrebbe quindi essere sgombro per ulteriori investigazioni in loco.
Gli Agenti, comunque, decidono di muoversi separatamente per ridurre al minimo il pericolo di mettere in allarme la Homeland Security ed essere intercettati.
Nel caso in cui Carver dovesse muoversi da Washington, McGraw avviserà tempestivamente gli Agenti.


Contea di Coshocton, Ohio, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Gli Agenti giungono presso la casa armati di tutto punto: dopo aver effettuato un sopralluogo (coadiuvati dalla sorveglianza satellitare attivata dagli Agenti del NSA) ed aver constatato che la zona è libera, procedono avvicinandosi all'edificio.
Tutti subiscono una tremenda fitta alla testa e perdono conoscenza, tranne l'Agente L.C. che vede tutta la squadra dirigersi verso la cantina come in preda ad uno stato di trance.
Una volta entrati in cantina, ciascuno riprende il controllo delle proprie azioni: come gli Agenti avevano già notato alcuni giorni prima, si tratta di un ampio locale pieno di mobilia in disuso e altre cianfrusaglie. L'illuminazione è garantita da un'apertura sul soffitto, in corrispondenza di dove probabilmente in precedenza si trovava un pozzo.
Rispetto alla volta precedente, però, gli Agenti notano che dietro un ammasso di ciarpame si trova una seconda porta di lamiera, aprendo la quale si accede ad un lavatoio dotato di un piccolo mulino ad acqua: aprendo il rubinetto che si trova in una nicchia a sinistra dell'impianto, l'acqua scorre dall'alto mettendo in movimento le pale e scomparendo nel canale di scolo sottostante.

Un lato della stanza presenta quella che sembra una porta murata, dotata di un anello di ferro: pur provando a tirare con tutte le forze, però, gli Agenti non riescono a smuovere i mattoni.
L'Agente A.M. suggerisce di utilizzare una corda o una catena, legandola al meccanismo del mulino e assicurandola all'anello: dopo aver reperito una corda sufficientemente robusta nella stanza precedente, gli Agenti procedono e riescono a far collassare i mattoni sfruttando la forza dell'acqua.

La stanza murata è un ulteriore sgabuzzino, sporco e pieno di ragnatele, che contiene alcuni scatoloni, altri pezzi di mobilio e soprattutto un tipico letto da ospedale arrugginito e con il materasso squarciato, presso il quale l'Agente V.F. reperisce un sostegno per flebo da cui pende un sacchetto di plasma usato: sull'etichetta della sacca c'è scritto "Annabelle" ma il cognome è illeggibile.
Nella camera è presente una seconda porta, dotata di un'apertura a combinazione con cinque manopole, ciascuna delle quali è contraddistinta da un simbolo circolare di diametro differente rispetto agli altri.

L'Agente N.S. valuta che la stanza dovrebbe trovarsi al di fuori del perimetro della casa soprastante, e quindi giacere sotto il cortile.

Nel frattempo gli altri Agenti, esaminando gli altri elementi della stanza, trovano una serie di disegni tipicamente infantili (un re e una principessa, un cane, un giullare, il classico lupo...) tutti firmati "Annabelle".
Oltre ai disegni, l'armadio contiene un kit per la raccolta dei francobolli, comprendente un album, le pinzette e la lente, e soprattutto uno strano souvenir a forma di cristallo prismatico.
Esaminandolo con attenzione, l'Agente V.F. nota una specie di incisione al suo interno: utilizzando la luce di una torcia, l'Agente L.C. riesce a proiettare sul muro il simbolo, che si rivela una specie di diagramma.



Gli Agenti V.F. e N.S. riescono a mettere in correlazione i segni concentrici del diagramma con le manopole della combinazione della porta: ruotando i quadranti nelle posizioni indicate dai segni in corrispondenza di ogni cerchio, la porta si apre.

Quella che appare è una piccola stanza dalle pareti bianchissime che emana una sensazione di totale nitore e igiene maniacale: sembra in tutto e per tutto la camera di una clinica, ma tutta la scena ha un aspetto irreale, quasi fluttuante...
Al fondo della stanza c'è un nuovissimo letto d'ospedale nel quale giace una ragazza adolescente con i capelli rossi: non appena l'Agente L.C. tenta di avvicinarsi, però, l'immagine svanisce e gli Agenti si trovano in un locale delle stesse dimensioni dotato di una scala a pioli che sale verso il soffitto fino ad incontrare una botola di legno.

Con la massima circospezione, l'Agente A.M. si inerpica sulla scala e riesce a far scattare il fermo della botola, consentendo a tutti di introdursi nel locale soprastante.
Si tratta (per lo sbigottimento dell'Agente N.S. secondo cui la disposizione delle stanze della casa e quelle sotterranee avrebbe dovuto essere assolutamente diversa in base alle valutazioni precedenti) del corridoio interno della casa, su cui si aprono tre porte.

La prima conduce in cucina, dove c'è la porta che dà sull'esterno: tutte le finestre sono sprangate come nella precedente visita, e guardando fuori dalla porta gli Agenti possono vedere le proprie auto posteggiate dove le avevano lasciate.
La seconda porta si apre su un bagno in vistoso stato di disuso, mentre la terza dà accesso ad una camera da letto: qui, disteso sul tappeto in centro alla stanza in un lago di sangue, si trova il cadavere di Michael Workman.
Appare evidente che l'uomo sia stato ucciso da un colpo di pistola di grosso calibro sparato da distanza molto ravvicinata.

Mentre gli Agenti si accingono a perquisire la salma (senza peraltro trovare alcun indizio utile), la sensazione di oppressione che li aveva accompagnati durante il percorso svanisce. In quel momento il telefono satellitare squilla: è McGraw, preoccupato perché da un po' di tempo sta provando a mettersi in contatto con gli Agenti ma senza ricevere risposta.
Il Direttore li rassicura sul fatto che Carver si trovi ancora a Washington, e gli Agenti gli raccontano quanto hanno scoperto: McGraw allora li invita a trasferire il corpo di Workman presso il laboratorio di patologia del dottor McCallum, e di tornare in sede quanto prima.

Ripercorrendo il corridoio, gli Agenti notano con stupore che la botola da cui sono entrati in casa non esiste più: ci sono orme di varie scarpe che percorrono il locale, ma nessun segno riconducibile a qualcuno che si sia issato da un piano inferiore.
Uscendo, l'Agente L.G. si reca nuovamente in cantina: in effetti la porta che dava accesso al locale con il mulino non esiste più, e provando a valutare la consistenza del muro, esso dà la sensazione di essere addossato ad un terrapieno, non ad un'eventuale stanza.


Washington DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

L'esame autoptico sul cadavere di Workman conferma le ipotesi. Gli Agenti L.C. e L.G. svolgono un'indagine sul proiettile recuperato: la pistola che ha sparato non è registrata nell'AFIS, però il calibro è tra quelli utilizzati dagli agenti governativi.

Ricordando che i francobolli più recenti trovati nel fantomatico album recavano la data del 1993, l'Agente V.F. effettua una ricerca allo scopo di individuare eventuali adolescenti scomparse in quel periodo, rispondenti al nome di Annabelle.
L'unico risultato che pare avere attinenza con quanto cercato (e la foto della ragazza in allegato all'articolo di giornale conferma che potrebbe trattarsi dello stesso soggetto intravisto nel letto) riguarda una famiglia morta in un incidente stradale a Eureka, Nevada, nel 1994.

Evidentemente sarà opportuno fare chiarezza su questo avvenimento...

Fine Episodio

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