martedì 4 maggio 2010

Chapter 1: Operation Fireflash (riepilogo)


Miami, FL, USA.

L'Agente Derek Dryden (FBI), che in passato aveva lavorato per l'Agenzia insieme agli Agenti L.C. e N.S., sta indagando su un gruppo di hacker denominato "Avalon" e non fornisce proprie notizie da alcuni giorni.

Per scoprire cosa sia successo, il Direttore Terence McGraw recluta gli Agenti V.F. (CIA), A.M. (ATF) e F.M. (FBI).

Durante il sopralluogo presso l'appartamento di Dryden, gli Agenti si imbattono in un gruppo di teppisti che sta distruggendo l'abitazione: fermati ed interrogati, rivelano di non sapere nulla riguardo agli hacker, ma di essere stati reclutati da un individuo dall'aspetto militaresco.
I teppisti descrivono quindi la posizione e l'aspetto di un magazzino all'interno del quale hanno ricevuto gli ordini.
Dopo uno scontro a fuoco, all'interno del magazzino vengono confiscate numerose casse contenenti attrezzatura informatica ed equipaggiamento da hacker.

Gli indizi raccolti a casa di Dryden e al magazzino puntano alla nave "Exodus", arrivata al porto di Miami dal porto di Paramaribo.
Ulteriori investigazioni rivelano che la barca (come anche tutta l’attrezzatura informatica trovata al magazzino) è intestata alla New World Export, società controllata, attraverso un meccanismo a “scatole cinesi” di una serie di holding, dal finanziere olandese Arjen Vercauteren, proprietario della Vercauteren Enterprise B.V. di Rotterdam.

Il natante è presidiato da due individui che ingaggiano un conflitto a fuoco con gli Agenti: uno di questi riesce a scappare a bordo di un SUV nero, mentre l'altro viene ferito e preso in custodia.
Il prigioniero, di chiara estrazione militare, pare parlare solo in serbo, e si rifiuta di fornire qualunque informazione utile agli investigatori.

Seguendo il fuggitivo, gli Agenti giungono ad un piccolo teatro in disuso, il Majestic: ne segue un nuovo scontro armato con il sospetto ed un suo compagno, al termine del quale i criminali vengono uccisi.
Nel retro del teatro viene scoperto un piccolo laboratorio informatico presidiato da Bruce Meredith, detto "Gandalf".
Un'analisi dei server presenti nel locale rileva una sistematica infiltrazione nei sistemi di FBI e CIA.

I cadaveri vengono portati in obitorio, e Meredith incarcerato per essere interrogato.
L'identità dei personaggi incontrati sulla Exodus e al teatro viene verificata: si tratta degli ex-soldati serbi Darko Jovetic, Nikola Pasic e del loro capo Dragan Bregovic.

Un gruppo di Agenti rimane con Meredith, mentre altri si recano in obitorio per effettuare dei rilievi sui corpi dei due mercenari.
Questi ultimi incontrano il Medico Legale, il quale li dirige verso una sala in cui sono conservati i cadaveri: i tavoli nella sala sono però vuoti, e il medico (morto) viene trovato all'interno di uno scomparto per le salme.
Sconcertati dall'aver parlato pochi istanti prima con un uomo assolutamente identico al dottore, gli Agenti si precipitano in corridoio in tempo per vedere il medico scappare trafugando un corpo su una barella.
L'inseguimento nel dedalo dei corridoi dell'obitorio si conclude con il ritrovamento della barella vuota all'esterno dell'edificio.
Da una verifica sui monitor della sorveglianza, appare un poliziotto che scorta all'esterno un uomo ferito e bendato ma perfettamente in grado di camminare: quest'ultimo è proprio Dragan Bregovic, del quale era stata accertata la morte nel teatro.

Nel frattempo, Meredith, che è il capo del movimento Avalon, rivela di essere stato reclutato da Bregovic, che si è presentato come esponente del Fronte di Rinnovamento Socialista. Egli, in buona fede, è convinto che gli strumenti per la sua “lotta al capitalismo” siano stati finanziati dal Fronte, mentre invece tutta l'attrezzatura è di proprietà della New World Export.
In un file criptato si trovano i riferimenti di dove è tenuto prigioniero Derek Dryden, oltre ad un video dimostrativo in cui si vede l’agente con lividi e ferite legato ad una sedia.

Gli Agenti si recano sul posto indicato dal file, in tempo per vedere un SUV che si allontana e il corpo di un poliziotto steso a terra.
Un gruppo di essi si introduce all’interno dell'edificio, dove viene trovato Dryden legato ad una sedia e ferito come appare nel video: una volta liberato, tuttavia, l'Agente scomparso impugna una pistola e tenta di uccidere i soccorritori.
Grazie al diversivo procurato dall'esplosione di un'auto nelle vicinanze, Dryden riesce a scappare all'esterno e a mescolarsi ai poliziotti accorsi sul luogo.
Fuori dall'edificio, gli Agenti non riescono ad individuare il soggetto, ma la loro attenzione viene attratta da un poliziotto ferito che si comporta in modo circospetto: il confronto con quest'ultimo culmina in un nuovo scontro a fuoco, nel corso del quale il poliziotto viene ucciso, rivelandosi come un uomo di età indefinibile, alto circa 1,75 m, glabro e con i lineamenti poco marcati, rivestito di una tuta dall'aspetto squamato.
Il cadavere del vero Agente Dryden viene scoperto durante la perquisizione del magazzino, all'interno di una cassa.

Le persone a bordo del SUV conducono l'altro gruppo di Agenti ad un parcheggio multipiano, dove una donna bionda consegna ai due sospetti una somma di denaro, per poi allontanarsi.
I due (Leonard Shat e Michael Dow) vengono catturati, mentre la donna viene seguita mentre si allontana in metropolitana.
Accortasi di essere pedinata, quest'ultima prende in ostaggio una donna ed affronta gli Agenti.
Nel frattempo un passeggero, allarmato da quanto sta accadendo, estrae la pistola sparandoa casaccio e causando un putiferio. Il conducente della metropolitana fa fermare il convoglio e la donna ne approfitta per scappare nel tunnel, inseguita dagli Agenti.
Ne consegue uno scontro a fuoco, al termine del quale la donna (ferita) viene fermata e trasferita in ospedale.
Uno dei poliziotti coinvolti nell'arresto la identifica come una ex-collega: Joanna Samit.

Fine dell'episodio

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