New York City, NY, USA. (Image courtesy of Wikipedia)
Giorno 2
Gli Agenti L.C. e V.F. riescono ad a violare la codifica del file "Varie": si tratta di una partizione criptata che contiene una sequenza di file che costituiscono una specie di diario in cui Colm tiene traccia di vari fatti quotidiani che, secondo la sua interpretazione, confermerebbero una trama cospiratoria da parte di non meglio identificati "Loro", il cui obiettivo è evidentemente distruggerlo.
È significativo che in alcuni dei file più recenti Colm indichi che ci sono "Altri" che hanno le medesime sensazioni, e segnali di essere in contatto con uno di essi.
Stando alle date, Colm ha cominciato a redigere i documenti subito dopo l'aggressione subita dai dimostranti un paio di anni fa.
L'analisi della corrispondenza "Lettere 2010" rivela come la maggior parte di esse sia costituita da richieste di informazioni o constatazioni di apprezzamento da parte di membri e simpatizzanti di The Review.
Tra di esse un gruppo di lettere dattiloscritte in tedesco, firmate "Werner".
L'Agente N.S. ricorda come una delle persone che hanno preso in carico di volta in volta le consegne presso la NWE sia stato identificato da Henshaw come Werner Linz.
Le lettere vengono pertanto inviate all'Agenzia perché se ne effettui la traduzione.
L'aereo di Drinkwater atterra in orario presso l'aeroporto JFK, dove l'Agente L.G. ne attende l'arrivo. Il professore quindi prende un taxi e si fa accompagnare all'hotel, dove si registra e sale in camera, chiamando la moglie per annunciarle il suo arrivo.
Più tardi scende a bere una birra al bar dell'albergo e per cenare.
Dopo cena se ne torna in camera e lavora per un paio di ore al portatile (senza andare in rete), quindi ordina un film sulla pay per view, lo guarda e va a dormire.
Nel frattempo Colm (il quale non ha notato l'intrusione degli Agenti) osserva la medesima routine del giorno prima.
Un controllo sul numero di serie della pistola trovata in casa sua rivela che essa non è mai stata registrata a New York, e in verità è stata rubata durante un furto in una casa nel Michigan nel 1996.
Giorno 3
Drinkwater spende la maggior parte della giornata visitando librerie, seguito dagli Agenti A.M., N.S. e F.M., salvo tornare in hotel per pranzare e passare un paio d'ore nel pomeriggio a Central Park a giocare a scacchi.
Durante la sua assenza, l'Agente L.C. penetra nella stanza ed effettua una copia del disco del portatile: i documenti contenuti sono costituiti da bozze di proprie opere in fase di pubblicazione, e da alcune presentazioni utilizzate dal professore durante le conferenze di The Review.
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Colm osserva la medesima routine dei giorni precedenti.
Allen Bhrunt arriva con il treno alla Grand Central Station verso le 16.30: anche in questa occasione l'Agente L.G. è sul posto per verificare.
Bhrunt prende poi un taxi alla volta del Mariott, si registra, sale in camera ed effettua due telefonate: una a Drinkwater per incontrarsi ed andare a cena in un ristorante italiano, e l'altra a Colm per informarlo del suo arrivo.
Alla sera, gli Agenti L.C. e N.S. seguono i due conferenzieri a cena, ma i discorsi tra i due si limitano a scambi di vedute sugli argomenti inerenti The Review.
Gli Agenti notano come Bhrunt porti ovunque con sé una valigetta 24 ore che non abbandona mai.
Dopo cena i due rientrano in hotel, parlano per circa due ore al bar e poi salgono nelle rispettive camere: Bhrunt va direttamente a dormire, mentre Drinkwater lavora alla propria presentazione per un'oretta prima di andare a letto.
Arrivano i primi risultati dalla traduzione delle lettere: Werner pone delle domande interessanti a Colm sulle attività di The Review, e dimostra un'accurata conoscenza dei fatti inerenti il Nazismo e la Seconda Guerra mondiale in generale, sottolineando il fatto che ci sono molti "Altri" che la pensano come i revisionisti.
Col procedere del tempo, Werner dà voce a posizioni sempre più integraliste di antisemtisimo e supremazia razziale, e nelle ultime fasi della corrispondenza suggerisce che lui e Colm si incontrino di persona.
Gli Agenti A.M. e V.F. cercano informazioni su Werner Linz: il match più probabile riguarda un sessantottenne orfano di guerra, successivamente emigrato a Boston negli anni '70, dove ha lavorato come contabile presso una ditta di trasporti.
Ulteriori dettagli sono riportati nel Dossier.
Giorno 4
Drinkwater spende nuovamente la giornata in giro per librerie, seguito dall'Agente L.G.
Alla sera si reca a vedere una pièce teatrale di Tennessee Williams, prima di tornare in hotel e lavorare per un'ora al computer e andare a letto.
Bhrunt lascia la propria stanza alle 11.30, recandosi (seguito dagli Agenti L.C. e N.S.) presso una stazione radiofonica dov'è prevista una sua intervista alle 14.00: la trasmissione si svolge regolarmente e vede la partecipazione telefonica di un paio di simpatizzanti, un paio di indignati oppositori e anche il parere di un esponente del Congresso.
Concluso il proprio impegno, Bhrunt prende il taxi e si fa portare presso una stazione della metropolitana, ove effettua una breve chiamata da un telefono pubblico prima di dirigersi ai treni.
L'Agente N.S. preme il tasto per richiamare l'ultimo numero dalla cabina, ma il telefono di destinazione squilla a vuoto.
Poco dopo, all'interno della metropolitana, Bhrunt riceve una telefonata, alla quale risponde a monosillabi. Dopo quattro stazioni scende, prende un taxi e torna per un percorso tortuoso all'hotel.
Lì ordina la cena in camera, guarda un film in pay per view e va a dormire.
Il numero chiamato da Bhrunt (e da cui è stato richiamato poco dopo) risulta assegnato a una scheda usa e getta, ed è stato utilizzato solo ed esclusivamente nelle occasioni citate.
Risalendo alla cella in cui era localizzato il cellulare (nel Queens), l'Agente N.S. richiede le foto del satellite nella speranza che nell'istante della chiamata fosse stato fotografato qualcuno: purtroppo le foto non forniscono alcuna informazione.
Per quanto riguarda Colm, l'Agente A.M. suggerisce di sfruttare le sue paranoie inserendo un biglietto nella sua cassetta delle lettere, che recita "Loro stanno arrivando".
Nel leggere il biglietto, il segretario di The Review si agita notevolmente, sale in casa, controlla la pistola e quindi prosegue nelle attività consuete mantenendo però un atteggiamento guardingo e portandosi costantemente dietro l'arma.
(fine Parte 2 - continua...)
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