New York City, NY, USA. (Image courtesy of Wikipedia)
Giorno 4
Alla sera l'Agente L.C., intenzionato a scoprire cosa si celi nella misteriosa valigetta di Bhrunt, chiede a McGraw l'autorizzazione ed i mezzi per narcotizzare l'editore.
Il Direttore acconsente e, dopo aver appreso l'evoluzione delle indagini, chiede agli Agenti di intensificare la sorveglianza su Colm, per evitare che commetta qualche sciocchezza con l'arma che si porta appresso.
Giorno 5
L'Agente A.M., attenendosi alle istruzioni di McGraw, segue Colm da quando esce di casa fino al posto di lavoro e ritorno: la sua routine non cambia, ad eccezione del fatto che si porta costantemente dietro la pistola e appare più guardingo del solito.
Drinkwater, seguito dall'Agente L.C., non si reca come suo solito presso le varie librerie, ma dopo una sostanziosa colazione in un caffè nei pressi dell'hotel, effettua una chiamata da una cabina e quindi prende un taxi fino ad una villetta a schiera nel Greenwich Village. Lì incontra un uomo sui 35 anni, con il quale si reca poi a pranzo in un ristorante nei dintorni: tutta la vicenda ha il carattere di una rimpatriata, e i due sembrano grandi amici.
Una verifica da parte della NSA sul numero chiamato, rivela che l'utenza corrisponde all'indirizzo presso cui si è recato il professore, che è il domicilio di tale Theo Prentice, ex-studente di Drinkwater ai tempi della Boston University. I colleghi di L.C. lo informano anche del fatto che il professore è stato allontanato dall'Università con l'accusa di promiscuità nei confronti di alcuni studenti.
Aggiornate da L.C., le Agenti N.S. e V.F. verificano la fedina penale di Prentice ed eventuali sue affiliazioni a The Review o ad altri gruppi: le ricerche danno esito negativo.
Dopo pranzo i due ritornano a casa di Prentice, da cui non escono per tutto il resto della giornata.
Bhrunt, pedinato dall'Agente F.M., dorme fino alle 11.30, quindi si reca a pranzo nel ristorante dell'hotel. Verso le 13.00 esce e si dirige verso Central Park, dove trascorre il pomeriggio giocando a scacchi con persone mai viste prima.
Alle 17.00 ritorna al Mariott, si prepara ed esce per cena, sempre portandosi dietro la valigetta.
Peter Hames arriva al JFK in orario con il volo delle 22.00 da Toledo, Ohio. L'Agente V.F., che è presente, lo sente comunque lamentarsi delle condizioni del volo, di un inesistente ritardo, della lentezza nella consegna dei bagagli e così via.
Preso un taxi, si trasferisce all'hotel dove chiama Colm per avvisarlo dell'arrivo. Scende poi al bar dell'hotel, dove ha un colloquio di circa mezz'ora con Bhrunt al rientro dal ristorante. Terminata la chiacchierata, il veterano va a dormire, mentre l'editore torna in camera, guarda un film alla pay-per-view e va a dormire.
Drinkwater trascorre la notte a casa di Prentice, sorvegliato dalle Agenti N.S. e F.M.: quest'ultima, nel tentativo di spiare cosa succede al primo piano della casa, cade e si procura un infortunio alla gamba.
Durante la notte l'Agente L.C. diffonde il narcotico nella stanza di Bhrunt e si introduce sottraendo la valigetta: questa contiene una serie di mazzette di banconote usate, per un totale di circa $ 20.000. Dopo aver verificato che i numeri di serie non sono consecutivi né riferibili a rapine o altre attività illegali, la valigetta è ricollocata al suo posto.
Giorno 6
Bhrunt si alza presto, consuma una leggera colazione ed esce, seguito dall'Agente V.F.: passa la giornata in giro per negozi di computer e pranza presso un centro commerciale.
Nel primo pomeriggio, dopo aver acquistato una stampante, si reca presso una libreria dove stende una serie di appunti, evidentemente per il convegno del giorno seguente.
Drinkwater si congeda da Prentice nella prima mattinata, quindi torna a fare colazione nel bar del giorno precedente, sempre seguito dall'Agente N.S. (mentre F.M. si occupa del monitoraggio riguardo ai dispositivi di sorveglianza elettronica).
Il suo impegno successivo consiste nel recarsi presso una delle librerie visitate nei giorni scorsi e preparare una serie di note per la conferenza del giorno dopo.
Qui conosce un ragazzo, col quale si reca a bere una birra, prima di scambiare i numeri di telefono e tornare al proprio lavoro.
Hames esce in tarda mattinata e si dirige a piedi verso Central Park: mentre attraversa il parco viene riconosciuto e aggredito da una donna di 65-70 anni che lo apostrofa "assassino" e "maiale". Anche l'anziano la riconosce e replica agli insulti giungendo poi alle vie di fatto quando, per divincolarsi dalla presa della signora, le assesta un colpo con il proprio bastone da passeggio.
A quel punto interviene la Polizia, che procede a separare i litiganti, ammonendoli affinché contengano le proprie divergenze sul piano verbale.
L'Agente L.C., inteso che la donna si chiama Else Wiesen, chiede ai suoi colleghi NSA di recuperare informazioni: fa parte di un'organizzazione che combatte la diffamazione degli Ebrei e il negazionismo. Else è stata imprigionata ad Auschwitz quando era una bambina, e si era già scontrata con Hames alcuni anni fa durante una manifestazione di protesta contro The Review.
Hames, furibondo, torna all'hotel, si chiude in camera e chiama un tale James Parker (che, in seguito alle verifiche dell'Agente F.M. risulta essere un suo ex-commilitone) scusandosi per il mancato appuntamento, quindi chiama Colm (ma nessuno risponde) e infine la Polizia, lamentandosi del proprio trattamento.
Colm introduce una essenziale modifica nella propria routine, utilizzando l'auto per recarsi al lavoro, sempre seguito dall'Agente A.M.
All'uscita dall'ufficio, invece di recarsi a casa propria, si dirige ad una stazione di servizio dove effettua il pieno di benzina e quindi guida in direzione dell'aeroporto JFK, fino a giungere ad una zona commerciale con molti negozi abbandonati.
Colm parcheggia la propria macchina di fronte ad uno di essi, dove è già presente un taxi con l'autista a bordo.
L'Agente A.M. scende dal proprio taxi all'isolato seguente, e nota che Colm esita prima di bussare alla porta del negozio, all'interno del quale viene accolto da quello che l'Agente riconosce come Werner Linz.
A questo punto A.M. chiama a raccolta gli altri Agenti, i quali si presentano sul posto dopo circa 20 minuti (con altri tre Agenti forniti a supporto da McGraw), durante i quali non è successo nulla di rilevante (a parte il fatto che l'autista sia sceso per sgranchirsi e fumare una sigaretta per poi tornare in auto).
Dopo altri cinque minuti, la porta si spalanca e Colm esce di corsa brandendo la pistola, tuffandosi nella propria auto e scappando dal luogo.
Mentre gli Agenti A.M. e V.F. si muovono per intercettarlo, improvvisamente il taxi si muove puntando nella loro direzione e li investe, nonostante un preciso colpo dell'Agente N.S. allo pneumatico riesca a far sbandare il veicolo: il taxi riprende poi la propria corsa inseguendo la macchina di Colm, a sua volta inseguito dagli Agenti a supporto.
Nel frattempo, mentre N.S. presta soccorso ai feriti e chiama un'ambulanza, gli Agenti L.C. e F.M. entrano nel negozio, riempitosi intanto di fumo acre poiché Linz sta bruciando del materiale non meglio identificato.
Gli Agenti gli intimano di sospendere l'operazione, ma il tedesco prosegue nel proprio intento: pertanto L.C. gli spara ad una gamba, dopodichè con l'ausilio di F.M. lo trascina fuori dal locale, dopo aver smorzato il processo di combustione.
L'Agente L.C. torna dentro e, recuperato un telo, vi avvolge gli oggetti che Linz stava tentando di distruggere e li carica nel bagagliaio della propria auto: ad una prima occhiata sembrano resti umani.
Gli Agenti V.F. e A.M. vengono caricati su un'ambulanza, Linz su un'altra, accompagnato dall'Agente F.M.
In quel frangente gli Agenti di supporto informano L.C. e N.S. che durante l'inseguimento il taxi è stato fermato da una pattuglia della polizia: ne è seguito uno scontro a fuoco durante il quale l'autista ha freddato un poliziotto, per poi essere ucciso dal compagno di quest'ultimo.
Colm ha proseguito la propria fuga indisturbato.
L.C. ragguaglia McGraw, che gli indica di portare il materiale sequestrato presso la sede di New York dell'Agenzia Delta.
Si tratta in effetti di parti di un corpo umano: due avambracci, una gamba (troncata all'altezza del ginocchio) e la testa. Nel punto di amputazione di ciascun membro è presente una piastra metallica corredata di elettrodi.
Tornati al negozio abbandonato dopo che i pompieri hanno definitivamente domato l'incendio, gli Agenti L.C. e N.S. affiancano la polizia nel sopralluogo: i tavoli all'interno del locale presentano parecchi strumenti standard da laboratorio, tra cui oscilloscopi, generatori elettrici, pinze, cacciaviti e così via, più alcuni grandi vasi di vetro.
N.S. individua anche i resti prevalentemente bruciati di un libro scritto in tedesco: su una delle pagine si distingue però il seguente simbolo.
Nel frattempo Linz è stato curato e sedato, e viene preso in consegna da alcuni Agenti Delta che lo portano alla sede dell'Agenzia, dove intanto è giunto anche il Direttore McGraw.
L'Agente F.M. si reca così a casa di Colm, dove, con l'aiuto del portiere, scopre che il segretario ha racimolato alcuni oggetti di prima sussistenza, dato in affidamento il cane alla vicina, per poi sparire (un successivo esame delle registrazioni delle telecamere nell'appartamento confermano i rilevamenti: Colm ha riempito una valigia e ha lasciato l'edificio in auto).
Giorno 7
Gli Agenti di supporto hanno cercato informazioni sul tassista, ma le sue impronte digitali non sono schedate, né esiste traccia della sua impronta dentale nei database medici.
Non appare neanche tra i criminali di guerra ricercati (in particolare quelli relativi alla guerra dei Balcani).
McGraw sostiene di poter ancora effettuare un tentativo di identificazione, e fa spedire la foto del soggetto ad un non meglio definito destinatario.
Il Direttore e gli Agenti N.S. e L.C. infine assistono all'attivazione di alcune delle parti umane: quando vengono collegate a fonti di elettricità, le piastre degli avambracci causano la chiusura dei pugni, mentre l'effetto sulla testa è decisamente più strano e sconvolgente.
Infatti, non solo gli occhi si aprono, ma la bocca pronuncia alcune parole indistinte, prima di cessare definitivamente di "funzionare": ad un successivo esame, si riconosce la frase "Wer ruft mich an?", che in tedesco significa "Chi mi sta chiamando?".
Dalle prime ricerche sul simbolo trovato sulle pagine bruciate emerge che esso sia chiamato Schwarze Sonne o Sole Nero: si ritiene che questo simbolo ricoprisse una funzione esoterica o occulta, inquadrato nell'apparato del Misticismo nazista.
A questo punto mancano 2 ore all'inizio della conferenza.
(fine Parte 3 - continua...)
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