Washington DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)
L’azione prende il via due giorni dopo il briefing riassuntivo presso l’ufficio di McGraw, conseguente al viaggio in Suriname.
L’agente L.C. cerca informazioni su Reinhard Galt, una delle persone che hanno preso in carico di volta in volta le consegne presso la NWE, e che l’Agente MI6 Rupert Henshaw aveva descritto come “inquietante”: vengono individuati una quindicina di risultati, ma l’unico le cui caratteristiche comportamentali sembrano rispecchiare quelle abbozzate da Henshaw è quello relativo ad un SS Oberführer nato nel 1911 e processato in contumacia a Norimberga per crimini di guerra.
L’agente inglese nel suo racconto si riferiva comunque ad una persona di mezz’età, non ad un quasi centenario.
Gli agenti vengono convocati da McGraw, che riferisce quanto segue:
| Ho parlato con Charles Hume del MI6, responsabile di Henshaw, e mi ha spiegato come mai ai servizi segreti britannici interessasse scoprire che fine dovesse fare il progetto Hydra. Il governo inglese temeva che dietro all’azione di spionaggio ci fosse un governo sudamericano, in particolare l’Argentina: la questione delle Falkland è ancora una ferita aperta e il sospetto era che gli argentini volessero attaccare la flotta inglese di stanza presso le isole e riprendersi il loro ex-possedimento. Lo svolgersi della vicenda ha tranquillizzato il governo britannico, anche se rimane il dubbio su chi fossero gli effettivi acquirenti e quali intenzioni avessero. Vi ho convocato anche per una novità: da quando è morto l’Agente Dryden, stiamo cercando di accedere ad una parte criptata dell’hard disk del suo portatile. Purtroppo finora ogni sforzo è stato vano, ma proprio oggi ci è stata recapitata una busta che lui ha spedito un paio di giorni prima del decesso. Quello che crediamo – o meglio speriamo – è che contenga un indizio che ci consenta di scoprire cosa ci sia nella parte criptata del disco. |
La busta contiene una banconota da 50 Miliardi di Marchi della Repubblica di Weimar, corredata da un biglietto con scritto “Nothing is what it seems”.
L’Agente F.M. nota come il filamento inserito nella banconota per evitarne la contraffazione sia troppo “moderno”: procede quindi all’estrazione del medesimo, sul quale appare stampato qualcosa di troppo piccolo per essere decifrato ad occhio nudo.
Il dottor McCallum stupisce tutti leggendo una serie di caratteri e cifre dal filamento con l’ausilio di un semplice paio di occhiali da presbite: secondo gli Agenti A.M. e V.F. le caratteristiche della stringa sono tali da poter essere utilizzata come chiave di cifratura.
Byron si mette al lavoro e riesce finalmente a svelare la parte criptata del disco di Dryden.
Secondo i documenti contenuti in tale partizione, l’Agente stava raccogliendo informazioni su un gruppo noto come “The Review”, un’organizzazione negazionista dell’Olocausto.
In particolare, Dryden segnala una conferenza dell’organizzazione, aperta al pubblico, che si terrà al Merriweather Center di New York, presso Times Square, fra una settimana.
Sono previsti gli interventi di quattro relatori: Peter Hames, un veterano della Seconda Guerra Mondiale; Michael Drinkwater, un ex-professore di Storia Europea attualmente disoccupato; Allen Bhrunt, l’editore responsabile della pubblicazione dei libri scritti dai membri autorevoli del gruppo; e Stephen Colm, il segretario di The Review.
Confidando nell’intuito di Dryden, e sospettando che uno o più dei membri dell’organizzazione possa avere connessioni con soggetti molto più pericolosi, McGraw assegna agli Agenti il compito di sorvegliare lo svolgimento del congresso e le frequentazioni dei quattro relatori da quando arriveranno a New York.
Dalle prenotazioni effettuate, il primo ad arrivare sarà Drinkwater fra due giorni: è necessario quindi che gli Agenti si rechino a New York già domani.
Nel frattempo l’Agente L.C. cerca informazioni su The Review e i quattro relatori.
La funzione principale dell’organizzazione è quella di fornire supporto ai propri membri, mantenere un forum per lo scambio di informazioni fra gli aderenti, e raccogliere fondi per il movimento, principalmente attraverso la vendita di libri (specialmente online) oltre che attraverso donazioni private di una certa entità.
L’obiettivo è promuovere il punto di vista secondo cui l’Olocausto nella forma in cui è comunemente noto, non è mai avvenuto: in particolare, essi negano l’intenzione di un genocidio basato sulla razza, l’esistenza di una campagna di sterminio e in ultima analisi che il numero stimato di Ebrei morti nei campi di concentramento sia fortemente esagerato. Non si tratta assolutamente di un gruppo neonazista, anche se alcuni membri dichiarano di esserlo; in molti si sono uniti a The Review in base a proprie convinzioni di supremazia razziale, o perché convinti che esista una cospirazione Sionista planetaria.
I membri più autorevoli sono apparsi sovente in trasmissioni televisive e radiofoniche, e i loro punti di vista sono stati pubblicati e discussi su vari giornali.
The Review ha la reputazione di essere il gruppo negazionista meglio organizzato, e di saper argomentare le proprie idee in modo oggettivo e logico: al momento l’organizzazione è coinvolta in una controversia legale riguardo alla propria ideologia.
Per quanto riguarda i quattro relatori, tutti tranne Colm non provengono da New York e hanno pubblicato dei libri. Le informazioni disponibili su di essi sono riassunte nel Dossier.
Riguardo agli argomenti della conferenza, Hames parlerà dell’attitudine del Partito Nazista nei confronti degli Ebrei, sostenendo che il partito non ne ha mai perpetrato l’omicidio deliberato, pur ammettendo la deportazione e l’incarcerazione; Drinkwater si focalizzerà sulla questione delle camere a gas, sostenendo che esse rappresentassero casi isolati; Bhrunt farà il punto sulle attività dell’organizzazione negli ultimi mesi, e quindi si concentrerà su un recente dibattito tra The Review e un’organizzazione antifascista.
Colm agirà da chairman, presentando i relatori e moderando i dibattiti.
New York City, NY, USA. (Image courtesy of Wikipedia)
Giorno 1
Con i dati delle prenotazioni relative a mezzi di trasporto e sistemazioni alberghiere, gli Agenti sono in grado di prenotare alcune camere nelle vicinanze di quelle riservate ai tre relatori esterni, presso il Marriott Hotel.
Con l’aiuto dell’Agente A.M., l’Agente L.C. accede alle stanze in cui alloggeranno i membri di The Review, e procede ad una sistematica disposizione di cimici e telecamere per tenerne sotto controllo i movimenti e le chiamate telefoniche.
L’Agente A.M., inoltre, decide di verificare le attività di Colm durante la sua routine quotidiana. A tale scopo lo segue all’uscita dal posto di lavoro, sulla metropolitana, fino a casa, dove egli rimane per tutta la sera, salvo uscire dalle 19.30 alle 20.00 per portare a spasso il proprio cane.
Alle 21.30 l’Agente A.M. ritorna all’hotel e relaziona ai propri colleghi.
Giorno 2
Con l’intenzione di mettere sotto sorveglianza anche l’appartamento di Colm, gli Agenti si recano alle 8.00 presso la sua abitazione (un palazzo di sei piani con scala antincendio a vista sulla strada).
Mentre le Agenti N.S. e F.M. distraggono il custode, gli Agenti A.M., L.C. e L.G. si introducono nell’appartamento al secondo piano.
Essi notano subito che il pavimento dell’ingresso è cosparso di polvere fine: si tratta di borotalco, evidentemente asperso da Colm per individuare eventuali intrusi.
Nel salotto salta all’occhio la mancanza di radio e televisione, mentre ci sono numerosi scaffali di libri su argomenti politici e storici, oltre ad un raccoglitore con i giornali dell’ultima settimana.
Il sofà è rivestito di nylon, probabilmente per consentire al cane (che abbaia costantemente dalla propria postazione presso la poltrona padronale) di accucciarvisi sopra.
La cucina è perfettamente in ordine, con un frigorifero è rifornito.
La camera da letto contiene uno scaffale su cui fanno bella mostra di sé vari souvenir di provenienza principalmente europea: è notevole la presenza di un set di soldatini con le fattezze di noti personaggi storici europei, tra cui Napoleone, e ovviamente Mussolini e Hitler.
L’armadio contiene una serie di anonimi completi: sul ripiano superiore si trova invece un kimono da karate, che nasconde un revolver e una scatola di 50 proiettili. Gli Agenti annotano il numero di serie della pistola.
Il bagno non contiene elementi di interesse, mentre l’ultima stanza è quella adibita a studio.
Qui si trova un computer completo di modem, fax e stampante: nel pc sono contenuti documenti e archivi relativi alle attività di The Review, oltre all’elenco anagrafico dei membri dell’organizzazione.
Oltre a quanto elencato, esiste anche un file in formato sconosciuto denominato “Varie”.
Gli Agenti procedono ad una copia del disco.
Oltre ai dispositivi elettronici, nella stanza c’è una libreria piena di opere letterarie su teorie della cospirazione, oltre ad una scatola etichettata “Lettere 2010”, di cui gli Agenti fotografano il contenuto.
Terminato il posizionamento delle cimici e delle telecamere, gli Agenti ripristinano la polvere di borotalco sul pavimento e tornano alla base.
(fine Parte 1 - continua...)
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