mercoledì 17 aprile 2013

Chapter 7: Whenever - Parte 1


Washington DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Dopo qualche tempo di inattività dell'Agenzia, McGraw convoca gli Agenti per un caso che presenta aspetti correlati alle precedenti indagini.

Il giorno precedente è stata individuata una nave da carico incagliata su alcuni scogli al largo di Maunaloa (isola di Molokai, Hawaii): la polizia ha rilevato evidenti segni di colluttazione, armi da fuoco e un cadavere parzialmente dilaniato. È stato rinvenuto anche un braccio non appartenente alla vittima.
Le circostanze della scena del crimine sono singolari, ma quello che ha attirato l’attenzione dell’Agenzia è che il cadavere è stato identificato come Marko Raskovic, che aveva partecipato alla guerra in Yugoslavia agli ordini di Dragan Bregovic.

L’ufficiale di polizia incaricato delle indagini è il tenente Paul Fujiwara, che attende gli Agenti a Honolulu, per poi condurli sulla scena del crimine.


Maunaloa, Hawaii, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

Fujiwara, decisamente collaborativo, accoglie gli Agenti (accompagnati dal dottor McCallum) all'aeroporto di Honolulu e provvede ad accompagnarli presso il luogo del naufragio.
Gli Agenti V.F. e A.M. accompagnano invece il dottore presso l'obitorio di Maunaloa, dove è conservato il cadavere e l'arto staccato.

La scena del crimine è costituita da uno yacht di medie dimensioni: il modello è decisamente recente e in ottime condizioni, a parte gli ovvi danni arrecati dall'incidente. Da un'indagine nei registri navali, essa appartiene ad una compagnia di navigazione che fa parte di una holding con una struttura decisamente complessa: gli Agenti ipotizzano che dietro il paravento possano celarsi le solite Vercauteren Enterprises.
Sempre in base a quanto emerge dai registri, pare che l'equipaggio fosse composto da un totale di quattro persone (tra cui Raskovic), e che la nave abbia già fatto scalo altre volte alle Hawaii per rifornimenti ad intervalli abbastanza regolari negli ultimi mesi.
Il cadavere di Raskovic si trovava nei pressi della cabina di pilotaggio: presso il suo corpo giaceva un fucile da caccia da cui sono state sparate diverse pallottole che tuttavia non sono state rinvenute a bordo.
L’intero ponte della nave è cosparso di ingenti quantità di sangue e presenta profondi segni di artigli in varie sezioni, tra cui il parapetto. Esaminando tali incisioni, l'Agente L.G. ha una visione in soggettiva di un animale che si aggrappa al bordo della nave per poi cadere in mare aperto: le immagini non sono perfettamente nitide, ma si riesce a distinguere un arto squamato e dotato di artigli, simile a quello di un coccodrillo.

Sotto coperta si trovano gli alloggi dell'equipaggio: gli effetti personali sono ridotti al minimo, e non c'è alcun elemento identificativo. In compenso, nelle cabine si trovano numerosi fucili d'assalto in perfette condizioni, ed alcuni fucili per narcotizzanti.
La stiva contiene parecchie gabbie tipiche per il trasporto degli animali: una in particolare (di dimensioni considerevoli) appare forzata dall’interno, con il lucchetto deformato e spezzato. In quest'ultima sono presenti tracce di materiale organico che sono state spedite al laboratorio sull'isola per le verifiche del caso.

Fujiwara presenta agli Agenti la scatola nera a bordo del natante: le coordinate di partenza si riferiscono ad un’area del sud Pacifico in direzione dell'Australia, in cui non è mappata alcuna isola. L'Agente L.C. reperisce le immagini satellitari relative alla zona, ma esse sono ostacolate da formazioni nebulose e nebbia: il rilevamento ad infrarossi evidenzia però la presenza di una piccola quantità di terre emerse.
Dalla capacità dei serbatoi, e dalla quantità di carburante residuo, nonché dalle registrazioni dei rifornimenti fornite da Fujiwara, l'Agente L.C. deduce che la nave sia effettivamente partita da Los Angeles e sia arrivata alle coordinate indicate per poi tornare indietro, facendo uno scalo intermedio all'andata (e quella sarebbe stata probabilmente l'intenzione anche al ritorno) per fare rifornimento.

L'esame delle ferite sul corpo di Raskovic lascia ipotizzare che sia stato aggredito da un animale feroce, che gli ha inferto estese lacerazioni sul torso, le braccia e le gambe.
L’arto smembrato appartiene sicuramente a un maschio caucasico, e appare come strappato di netto dalla spalla della vittima: sull'avambraccio è presente un tatuaggio di scarsa qualità, tipico dei detenuti. Dalle impronte, esso risulta appartenere a José Perez, un delinquente portoricano arrestato più volte a Los Angeles per spaccio, rapina e altri crimini legati a furti e ricettazioni.

I dati estratti dall'analisi delle tracce organiche trovate nella gabbia vengono inviate al laboratorio dell'Agenzia per una serie di verifiche estensive: dal confronto con vari database, lo specialista forense Adam Byron riesce a determinare che esse contengono materiale genetico attribuibile a un grande rettile preistorico. Esse sono peraltro compatibili con gran parte del sangue reperito sul ponte dello yacht.

Gli Agenti L.C. e V.F. cercano quindi informazioni a partire dalle coordinate della fantomatica isola del Pacifico: l'Agente V.F. trova un riferimento ad un certo professor David Richard Barrister, ex insegnante di Fisica al MIT, e attualmente impegnato nella realizzazione di alcuni progetti per il Dipartimento dell'Energia.
Curiosamente, ogni documentazione riguardante il lavoro di Barrister (ad eccezione della docenza presso il MIT) pare essere stata accuratamente rimossa: persiste solo un riferimento (peraltro non ulteriormente approfondito) ad un progetto "Gallery" a cui il professore avrebbe partecipato alla fine degli anni '60.
Da una ricerca particolarmente tenace emergono altri due nominativi legati a tale progetto: il dottor Raymond Swain (morto nel 1986) e la dottoressa Ann McGregor (nata nel 1935, attualmente ospite presso una casa di riposo di Oakland, California).

(fine Parte 1 - continua...)

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