lunedì 28 maggio 2012

Chapter 6: The Plexus - Parte 1


Washington DC, USA. (Image courtesy of Wikipedia)

L’azione prende il via al ritorno in sede dopo la conclusione dei fatti narrati nel Capitolo 5.

Durante il briefing relativo agli avvenimenti di Butte Flats, McGraw informa gli Agenti che i prigionieri sono stati trasferiti presso una struttura medica di fiducia dell'Agenzia. Si tratta di 25 individui di varia età, sesso e razza: si trovano tutti in condizioni abbastanza precarie di salute sia mentale che fisica.
Concludendo, invita gli Agenti a seguire gli indizi reperiti in Oklahoma e che conducono a Volgograd finché la pista è calda: essi disporranno di un permesso rilasciato all’Agenzia Delta da parte del Ministero degli Affari Interni russo per poter passare la dogana con le armi.

Gli Agenti N.S., L.C., F.M. e A.M. si recano presso la clinica, dove un dottore li scorta presso una sala in cui sono ospitati i pazienti: la scena che si presenta ai loro occhi è quella tipica di un istituto per il trattamento delle malattie mentali.
La maggior parte delle persone siede in disparte o cammina in circolo per la stanza.
Il dottore li informa che è in corso un processo di identificazione dei soggetti, complicato dal fatto che molti non ricordano il proprio nome, o non sono in grado di comunicare.
Tutti, in varia misura, riportano vari segni di bruciature, tagli, interventi chirurgici e maltrattamenti sia fisici che psicologici.

L'Agente F.M. chiede se sia possibile ipotizzare un trattamento ipnotico per cercare di portare in superficie la coscienza dei pazienti, ma il dottore sostiene che al momento il loro equilibrio psicofisico è ancora troppo fragile, e un approccio così invasivo potrebbe peggiorare la situazione: sicuramente sarà possibile procedere in tal senso in futuro.

Il medico riferisce anche agli Agenti che alcuni soggetti hanno manifestato caratteristiche peculiari: ad esempio Dale, una donna di colore sulla cinquantina, pare dotata di un udito eccezionalmente sensibile, in grado di sentire i rumori più flebili e distanti; un altro uomo leggermente più giovane, invece, ha dato segni di possedere una carica magnetica naturale, la cui intensità cresce di pari passo con la sua agitazione.

A un certo punto, la ragazza conosciuta come Annabelle riconosce gli Agenti e chiede loro nuovamente informazioni riguardo a "Mike", specificando che il nome di quest’ultimo è Michael Bellevue.
L'Agente L.C. effettua una ricerca sui dati anagrafici, trovando conferma al proprio sospetto: Michael Bellevue (nato a Lafayette, Louisiana, nel 1970) è il vero nome di Michael Workman, sparito nel 1986 in seguito ad un aggressione subita in casa dalla propria famiglia, che è stata completamente sterminata nell'occasione.
Un articolo correlato a Bellevue riporta un fatto singolare, accaduto nel 1985: alcuni teppisti avevano torturato e ammazzato un cane, quando il ragazzo si avvicinò e rianimò l'animale, aizzandolo contro gli assalitori.

Annabelle (che ricorda anche il proprio cognome: Gillick) ricorda di aver conosciuto Michael quando è stata portata al campo di prigionia di Butte Flats. Il ragazzo si affezionò subito a lei, e le promise che sarebbe riuscito a farla uscire da quella situazione.
Annabelle racconta che Mike è intervenuto varie volte per difenderla dagli aguzzini, e in un'occasione uno dei carcerieri è morto perdendo copiosamente sangue dal naso dopo un confronto con Bellevue, senza che quest'ultimo l'abbia minimamente sfiorato.

La ragazza ricorda frammenti sparpagliati di quanto accadutole dopo essere stata rapita (inizialmente una banda di balordi, quindi gli aguzzini del campo di prigionia): più volte è stata in grado di sopraffare i propri carcerieri e scappare, ma è stata sempre stata individuata e ricondotta al campo.

Una ulteriore ricerca da parte dell'Agente L.C. conferma che una ragazza di nome Annabelle Gillick di età compatibile risulta morta con la propria famiglia in un incidente stradale a Eureka, Nevada, nel 1994.

Su invito del dottore, gli Agenti abbandonano l'edificio e si preparano per il viaggio del giorno successivo.


Volgograd, Russia. (Image courtesy of Wikipedia)

Il volo - su jet privato dell'Agenzia - dura circa 12 ore: all'arrivo all'aeroporto i funzionari del Ministero degli Affari Interni, come previsto, non causano contrattempi, e gli Agenti possono procedere al noleggio di un'autovettura.
Fuori dall'hotel in cui sono alloggiati, l'Agente N.S. nota un'auto con a bordo due persone: evidentemente poliziotti incaricati di tenere d'occhio gli Agenti. Il mattino seguente l'auto non è più in bella vista.

Il sopralluogo in ulitsa Tsiolkovskogo 34 rivela una zona di magazzini con un viavai di operai e autotrasportatori: il deposito di interesse per la missione è chiuso con una catena e sorvegliato - elemento che lo distingue dagli edifici attigui - da una videocamera mimetizzata nella parete. E' verosimile che esista un altro ingresso nel cortile interno.
L'Agente A.M. effettua un tentativo di infiltrarsi tra gli operai per tentare di accedere dal retro, ma senza successo.
Partendo da una centralina telefonica, l'Agente L.C. riesce a determinare che la telecamera individuata è l'unica attiva: gli Agenti decidono quindi di attendere la sera e provare ad accedere dal retro attraverso un altro magazzino.

Al momento convenuto, l'Agente A.M. riesce a forzare un deposito attiguo e la porta sul retro del magazzino in questione: l'interno è completamente vuoto salvo alcuni detriti e scatoloni vuoti.
In un angolo del magazzino c'è una scrivania, dietro la quale sporge la sagoma di un uomo riverso a terra morto.
Una voce alle spalle degli investigatori spiega che si tratta di un agente della CIA: gli Agenti si girano e si trovano faccia a faccia con Rupert Henshaw, l'agente MI6 che avevano conosciuto a Paramaribo.

L'inglese dichiara che spiegherà qualunque cosa nel dettaglio, ma invita gli Agenti ad uscire in fretta dall'edificio in quanto qualcuno potrebbe aver allertato la Milizia: ed in effetti mentre gli Agenti lasciano il magazzino, si sente il suono delle sirene in avvicinamento...

(fine Parte 1 - continua...)

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