giovedì 7 giugno 2012

Chapter 6: The Plexus - Parte 2


Volgograd, Russia. (Image courtesy of Wikipedia)

Giunti ad un rifugio sicuro, Henshaw spiega agli Agenti che il cadavere del magazzino appartiene all'agente CIA Nathaniel Greenberg (di cui l'Agente V.F. ha già sentito parlare): un paio di anni fa, indagando su un gruppo di estremisti (il già noto Fronte di Rinnovamento Socialista), Greenberg ha scoperto le connessioni con le Vercauteren Enterprises e si è imbattuto in Henshaw, con il quale ha collaborato fin da subito scambiando informazioni.

Greenberg aveva inoltre trovato prove del coinvolgimento di alcuni propri colleghi: a conferma di ciò, Henshaw riferisce che all'interno del magazzino, le forze dell'ordine troveranno un secondo cadavere, quello dell'agente CIA John Arnetovic, che era appostato come cecchino.
Probabilmente, lo scopo degli agenti corrotti era quello di far ricadere la colpa dell'uccisione di Greenberg sugli Agenti Delta, eliminando nel contempo anche questi ultimi e facendo risultare il tutto come un regolamento di conti.

L'inglese fornisce inoltre agli Agenti un taccuino reperito presso un armadietto della stazione ferroviaria Volgograd-1 (utilizzato sovente dai due per scambiare informazioni): poco prima di morire, Greenberg aveva informato Henshaw di aver scoperto finalmente cosa stessero cercando i suoi colleghi corrotti.

Le note sono cifrate, ma l'Agente V.F. riesce a decrittarle e ad ottenere le coordinate geografiche di quel che il defunto agente identifica come una "struttura segreta": la posizione (56.3 N, 82.5 E) indica una zona a circa 200 km a nord di Novosibirsk.

Un rilevamento satellitare fatto effettuare dall'Agente L.C. rivela come il luogo sia una distesa brulla e rocciosa, senza particolari segni distintivi di un qualsivoglia edificio: anche altre scansioni per rilevare attività termica danno esito negativo.

Per raggiungere la destinazione, Henshaw suggerisce di sfruttare il cargo pilotato da un suo contatto affidabile, di cui è noto solo il nome di battesimo: Nikolay.
Quest’ultimo, raggiunto all’aeroporto di Volgograd, dopo un’iniziale perplessità mitigata da una opportuna offerta di denaro, si dichiara disponibile a trasportare gli Agenti fino all’aeroporto ausiliario Yeltsovka, 8 km a nordest di Novosibirsk.


Novosibirsk, Russia. (Image courtesy of Wikipedia)

Il viaggio aereo dura approssimativamente 4 ore: l'agente MI6 suggerisce di noleggiare un UAZ 4x4, in grado di affrontare tutti i tipi di terreno, con il quale percorrere i circa 200 km verso il luogo prestabilito.

Il viaggio in auto non presenta particolari problemi: dopo circa 50 km da Novosibirsk, gli insediamenti umani diminuiscono rapidamente e il paesaggio circostante diventa sempre più brullo.
Man mano che gli Agenti si avvicinano alla destinazione, si nota un peggioramento nel clima: al momento, infatti, una perturbazione nevosa staziona su una vasta area comprendente anche la località segreta.
Con l'approssimarsi della sera, e considerando anche le condizioni del tempo, gli Agenti trascorrono la notte presso una delle rare locande presenti sul tragitto.

L'Agente L.C. nota che la copertura del cellulare è praticamente assente, compresa quella satellitare, ed anche le comunicazioni radio presentano seri problemi.
Il gestore della locanda li informa che è una situazione che si ripete frequentemente, specialmente in condizioni di clima avverso.

Il mattino dopo, gli Agenti raggiungono il luogo indicato dalle coordinate: si nota una traccia di pneumatici che si allontanano dalla strada subito dopo un'altura.
Posizionandosi su di essa, gli Agenti notano ad una cinquantina di metri una formazione rocciosa parzialmente innevata, nella quale è stata ricavata un'apertura.
Presso la struttura è presente un SUV: evidentemente si tratta della stessa macchina che ha lasciato le tracce.
Curiosamente, di guardia alla struttura c’è un solo individuo, che cammina avanti e indietro nervosamente, guardando verso l'apertura.

Gli Agenti L.C. e A.M. riescono ad abbattere l'uomo dalla distanza: il gruppo si avvicina quindi alla struttura, lasciando Henshaw di guardia e avvicinandosi all'ingresso.
L’entrata della struttura è simile a quella delle numerose caverne che si trovano in quella zona: una breve serie di gradini intagliati nella roccia conduce ad un portellone d’acciaio assicurato da alcune spesse barre d’acciaio. L'Agente A.M. rileva che l’ingresso è stato forzato in tempi relativamente recenti e poi riparato in modo da ripristinarne la chiusura.
Al momento comunque il portellone è sbloccato.
Presso l’ingresso una targa imbullonata reca il nome originale della base: Станция вечный источник (che Henshaw e l'Agente A.M. riescono a tradurre come "Stazione Fonte Eterna").

All’interno la temperatura è decisamente più mite rispetto all’esterno, evidentemente grazie ad un buon livello di isolamento realizzato nell'infrastruttura di cemento.
La base presenta una pianta circolare, con uno spazio centrale aperto, circondato da un anello di stanze.



Al centro, i gradini di una scala di metallo scendono intorno ad un pozzo largo circa 3 metri: una serie di cavi scende in profondità della base, collegata ad una rozza gabbia chiusa che funge da montacarichi.
A prima vista pare che la struttura si espanda per quattro livelli nel sottosuolo.

Quando gli Agenti entrano nella stazione, comunque, il primo livello appare deserto: una decina di vassoi con i resti del pasto testimoniano che l’ambiente centrale (adibito a mensa e sala riunioni) è stato evacuato in fretta.
Si sentono voci e rumori di spari provenienti dai livelli inferiori.

(fine Parte 2 - continua...)

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